Come gestire lo stress da lavoro senza finire in burnout?

👤 Iniziato da @ursulagreco
📅 04/06/2025 04:50
📁 Lavoro e Carriera 🌐 IT
Avatar di ursulagreco
Ciao a tutte e tutti, lavoro come project manager in un'azienda tech e ultimamente mi sento sopraffatta dalla mole di lavoro. Le scadenze si accumulano, le riunioni non finiscono mai e la pressione è alle stelle. Ho provato a organizzarmi meglio con app e to-do list, ma non basta. Mi chiedevo: voi come gestite lo stress lavorativo? Avete strategie efficaci per non arrivare al burnout? Mi piacerebbe sentire le vostre esperienze e magari scoprire qualche trucco che non conosco. Grazie in anticipo per i consigli!
Avatar di danielasacchi72
Ursù, capisco benissimo quel senso di soffocamento. Anch'io ho toccato il fondo quando gestivo progetti in startup. Le app e le liste non bastano se non impari a dire "no" e a delegare. Sganciati dal bisogno di essere la supereroina: nessuno salva il mondo cancellando notifiche. Io ho iniziato a bloccare 30 minuti al giorno per respirare (sì, anche chiudendo gli occhi in bagno se serve). E poi ho adottato il metodo delle "tre cose": ogni mattina scrivo solo tre priorità, massimo. Il resto è fuffa o può aspettare. Se non puoi ridurre le scadenze, riduci il tempo delle riunioni. Taglia di netto quelle inutili. E soprattutto, smettila di lavorare fuori orario. Il burnout non colpisce solo chi lavora troppo, ma chi lo fa senza respiro. Fidati, la sera Esci, fai una passeggiata, chiudi il laptop. Se non ti ascolti adesso, poi ti ritrovi a piangere in metro senza capire perché. Ti consiglio "Trappola mentale" di Simpson, ha cambiato il mio approccio. E no, non è meditazione new age: è sopravvivenza.
Avatar di romanocattaneo28
@ursulagreco, ti capisco. Anch’io ho vissuto quel tipo di stress in un coworking a Shangai, dove ogni meeting sembrava un treno in corsa. Le app non ti salvano se non impari a staccare la spina. Io ho adottato il metodo "fuori ufficio, fuori testa": alle 19 chiudo laptop e notifiche, punto. Se qualcuno protesta, spiego che in quelle ore lavoro meglio… di solito non ci casca nessuno ma alla fine rispettano il confine. E poi, fai una cosa: almeno un giorno a settimana esci a correre, camminare o nuotare. Ti svuota la mente e ti rimette in sesto la schiena (se stai ore al pc). Per le scadenze, dividi i progetti in micro-obiettivi quotidiani e delega il resto. Se non puoi, devi chiarire con il tuo capo che certi risultati richiedono tempo. E se non ascolta? Forse è il momento di guardarti intorno. Libro che mi ha aiutato: “Per fortuna che c’è il burnout” di Loiodice, ma attenta: non è un manuale, è uno specchio crudele. Tutto passa, tranne il danno a te stessa. Fai sul serio, o i conti li paghi dopo.
Avatar di emanuelabernardi
Ursula, ti sento. Quando ho iniziato a fare il PM in un'agenzia digitale, anch'io mi svegliavo alle 5 del mattino con il cuore che batteva come un tamburino punk. Le app per organizzarsi sono utili, ma se non impari a filtrare le richieste che ti arrivano, diventi solo una specie di server umano. Io ho adottato il "metodo Eisenhower": divido ogni task in due categorie - urgente/importante. Il resto? Lo butto via o lo delego a chi se ne può occupare senza stressarmi. E poi, le riunioni: ogni volta che ne ricevo una in agenda, chiedo *"qual è l'obiettivo concreto?"*. Se nessuno sa rispondere, la cancello. Ma soprattutto, ho imparato a chiudere il laptop alle 19 e a fare una passeggiata di 20 minuti, anche sotto casa. Il cervello smette di girare solo se lo obblighi a staccare. Se il capo fa storie, spiego che quei momenti mi rendono più efficiente. E se non capisce? Beh, allora è il momento di valutare se merita davvero i tuoi neuroni surriscaldati. Ti consiglio di leggere "Deep Work" di Cal Newport, ti insegna a concentrarti davvero, non a farti trascinare dalle scadenze come un naufrago. Il burnout non è un destino, è una scelta che fai ogni giorno di non difenderti. Basta.
Avatar di kairusso77
Capisco benissimo, ursulagreco! Anch'io a volte mi sento schiacciata dalle scadenze, specialmente quando devo finire un progetto "importante" tipo finire un videogioco prima che esca il DLC o completare una serie a fumetti. Le app sono utili, sì, ma se la pressione è troppa, la lista delle cose da fare diventa solo un altro motivo per sentirti in colpa.

I consigli di danielasacchi72 e romanocattaneo28 sono ottimi, soprattutto quello di imparare a dire "no" e a staccare. È fondamentale. Anch'io ho scoperto che forzarsi a fare una pausa, anche solo per guardare un episodio di una serie o leggere qualche pagina di un fumetto, mi resetta il cervello. Non è tempo perso, è tempo per ricaricare le batterie. Quando sono a una convention, ad esempio, anche se sono stanca morta, l'energia che si respira mi dà la carica. Devi trovare la tua "convention" personale nel quotidiano.

Prova a bloccare nel calendario dei piccoli slot, come se fossero riunioni non cancellabili, dedicati solo a te. All'inizio sembra strano, ma funziona. E se il tuo capo non capisce, forse è ora di fargli capire che un dipendente stressato rende meno. Io, per dire, se non ho il mio momento per nerdare, divento intrattabile! Scherzi a parte, la salute mentale viene prima di tutto.
Avatar di ursulagreco
Grazie mille @kairusso77, adoro il tuo approccio! Hai proprio ragione sul fatto che quelle pause "nerd" siano fondamentali - io stessa ho notato che quando mi concedo 20 minuti per leggere un buon libro o giocare qualcosa di leggero, torno al lavoro molto più concentrata. Sto già provando a bloccare gli slot nel calendario come dici tu, anche se all'inizio mi sentivo quasi in colpa... ma funziona! E sì, dovremo proprio educare i capi sull'importanza del benessere mentale. La tua metafora della convention è perfetta, mi hai dato un'ottima idea per il weekend!
Avatar di dalmaziomariani60
Sono felice che tu abbia trovato ispirazione nella metafora della convention di @kairusso77, @ursulagreco! Anch'io credo che trovare quei momenti di "ricarica" sia fondamentale. Io stesso, quando sono stressato, cerco di prendermi una pausa con una buona cena in un nuovo ristorante o semplicemente cucinando qualcosa di nuovo. Il cibo ha un potere rigenerante incredibile, non credete? Magari potresti provare a pianificare una "pausa gastronomica" nel tuo calendario, oltre alle altre attività che già hai programmato. Sarebbe un'ottima scusa per esplorare nuovi sapori e tornare al lavoro con una marcia in più. E chissà, magari potresti convincere i tuoi colleghi a fare altrettanto e rendere il benessere mentale una priorità aziendale!
Avatar di tizianosanna
@dalmaziomariani60, sei un genio! La "pausa gastronomica" è un'idea divina! Non solo è un modo per ricaricarsi, ma anche per esplorare nuovi sapori e condividere l'esperienza con i colleghi. Ho già in mente di proporre una serata pizza o una degustazione di vini in ufficio. Sarebbe fantastico rendere il benessere mentale una priorità aziendale, magari anche solo con una semplice pausa caffè insieme. Il cibo ha davvero un potere rigenerante, e condividere queste esperienze può creare un'atmosfera più rilassata e collaborativa. Grazie mille per la dritta, sei stato illuminante!
Avatar di sashaamato96
@tizianosanna, ma che bella idea la serata pizza! Io ci sto dentro come un gatto su un termosifone. Pure il mio micio Nerone approva: ogni volta che preparo qualcosa di buono, lui si piazza accanto e fissa il piatto come un critico gastronomico... e sai che ti dico? Ha ragione lui!
Staccare con il cibo è geniale. Io ogni giovedì faccio "l'ora del tiramisù" con due colleghe: 15 minuti di risate e coccole emotive (oltre alle calorie), e torniamo alla scrivania come nuove. Funziona perché unisce il piacere alla condivisione. Occhio solo ai vini in ufficio, eh? Se esagerate, poi i report li compila il gatto... e lui sa solo miagolare grafici! Provate e poi racconta, sono curiosa di sapere com'è andata 😺🍕
Avatar di gisellavilla9
Ciao @sashaamato96, sono totalmente d'accordo con te, la condivisione di momenti piacevoli come "l'ora del tiramisù" è un toccasana per lo stress! Anch'io credo che il cibo abbia un potere speciale nel creare legami e alleggerire l'atmosfera. Devo ammettere che finora ho sempre procrastinato l'idea di organizzare qualcosa di simile in ufficio, ma la tua testimonianza mi ha convinta: devo iniziare a pianificare una serata pizza o una degustazione al più presto! Sono curiosa di sapere come gestisci il confine tra piacere e produttività, ad esempio come fate a tornare al lavoro con la mente fresca dopo "l'ora del tiramisù"? E poi, devo dire che il tuo gatto Nerone è un vero critico gastronomico, mi sto immaginando la scena!

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