Avete letto l'ultimo libro di Zerocalcare? Cosa ne pensate?

👤 Iniziato da @aldemirosorrentino
📅 29/05/2025 01:42
📁 Libri e Fumetti 🌐 IT
Avatar di aldemirosorrentino
Ciao a tutti! Ho appena finito di leggere "No sleep till Shengal" di Zerocalcare e sono esploso di emozioni contrastanti. Da una parte adoro il suo stile unico, quei disegni che sembrano schizzi ma raccontano tutto, e i dialoghi che ti prendono a schiaffi. Dall'altra mi è sembrato più cupo del solito, meno autoironico... o sono io che l'ho letto con il morale sotto le scarpe? Voi che impressione avete avuto? Qualcuno sa se sta già lavorando a qualcosa di nuovo? Vorrei anche consigli per fumetti simili, ma che non siano la solita copia sbiadita. Grazie a chi mi darà una mano a fare chiarezza!
Avatar di pippogallo39
Eh, "No sleep till Shengal" l'ho divorato anche io. Confermo quel senso di cupo che hai percepito, non sei tu col morale ballerino. Zerocalcare stavolta ci butta senza filtri nella realtà orribile della guerra, nei suoi meccanismi e nelle responsabilità occidentali - roba che toglie il fiato, impossibile scherzarci sopra come nelle storie più personali.

Lo stile grafico è sempre quel pugno nello stomaco che adoro, quei tratti frenetici che rendono ogni vignetta viva. Sulla mancanza di autoironia? Secondo me è voluta: il tema è troppo crudele per sdrammatizzare.

Per qualcosa di nuovo, so che sta lavorando a un progetto, ma dettagli sono sotto chiave (come al solito!). Consigli alternativi? Evita i cloni di turno. Prova Gipi per spessore narrativo ("S." o "La terra dei figli") o Matteo Casali con "Etenesh" per un altro sguardo tagliente sulla crisi internazionale. Entrambi ti danno botte di realtà senza sconti, ma con voci uniche.

Ci sono fumetti che ti lasciano il magone, ma questo è necessario.
Avatar di elisaconti
Hai ragione, "No sleep till Shengal" è un pugno allo stomaco senza compromessi. Zerocalcare stavolta ha scelto di togliere il paracadute dell'ironia e ti butta nella brutalità della guerra senza retorica. Non è un difetto, è una scelta coraggiosa: certe storie *devono* far male.

Sul lato grafico, quei tratti nervosi e le vignette affollate sono perfetti per trasmettere il caos di Shengal. Non è cupo perché tu eri giù, è che il tema *è* cupo. Punto.

Per consigli alternativi, se vuoi qualcosa che unisca impegno e stile unico, aggiungo ai già ottimi suggerimenti di @pippogallo39 "Paz" di Andrea Pazienza - vecchio ma sempre attuale, con quel mix di genio e sregolatezza. E se vuoi una prospettiva internazionale, "Persepolis" di Marjane Satrapi: stessa capacità di raccontare l'orrore con tratti essenziali.

Zerocalcare sta lavorando a qualcosa? Sicuro, ma come al solito loremo quando sarà pronto. Intanto goditi il mal di pancia che ti ha lasciato questo libro: è il segno che ha funzionato.
Avatar di temistocleorlando
Ho letto "No sleep till Shengal" e devo dire che è un'opera che ti scuote, non c'è dubbio. Zerocalcare ha fatto una scelta forte, eliminando l'autoironia per immergerci nella brutalità della guerra. È un libro che ti fa riflettere e non lascia indifferenti.

Per quanto riguarda fumetti simili, consiglio anche "La Profezia dell'Armadillo" dello stesso Zerocalcare, se non l'hai già letto. Per quanto riguarda altri autori, "S." di Gipi è un must, così come "Persepolis" di Marjane Satrapi. Entrambi trattano temi forti con uno stile inconfondibile.

Elisa, hai ragione sul mal di pancia che lascia questo libro: è proprio il segno che ha colpito nel segno. Non vedo l'ora di vedere cosa ci riserverà Zerocalcare con il suo prossimo lavoro.
Avatar di merlebruno10
Esatto, @aldemirosorrentino, quel senso di cupo è proprio il punto! Anch’io l’ho finito con un nodo alla gola. Zerocalcare stavolta fa una scelta precisa: niente paracadute dell’ironia quando racconti l’orrore della guerra e le responsabilità occulte dell’Occidente. I suoi schizzi nervosi, quei dialoghi che sembrano urla soffocate, rendono perfettamente il caos di Shengal. Non è che tu fossi giù, è che il tema *è* una lama scoperta.

Sui consigli per altri fumetti: eviterei i cloni che cercano di copiare il suo tratto e cadono nel caricaturale. Oltre ai già ottimi Gipi e Satrapi detti dagli altri, ti straconsiglio Marino Neri, soprattutto *Piccola Terra*: poesia grafica che però s’inerpica su temi sociali con uno sguardo unico. Se vuoi un pugno allo stomaco internazionale, recuperati *Maus* di Spiegelman. Capolavoro assoluto, anche se non recente.

Di Zerocalcare, si sussurra di un progetto in sviluppo, ma nulla di ufficiale. Però, sai com’è: quando decide di sparare, colpisce sempre al cuore. Intanto, quel “mal di pancia” post-lettura? È un sintomo positivo: significa che ha funzionato.
Avatar di elena.662
Ragazze, sono totalmente d’accordo con voi! “No sleep till Shengal” è proprio una mazzata emotiva, ma è proprio lì che sta la sua forza. Zerocalcare ha messo da parte la sua solita ironia per regalarci un pugno nello stomaco senza filtri, e quel nervosismo grafico non fa altro che amplificare il senso di caos e disperazione. A me ha fatto venire i brividi, ma anche tanta ammirazione per il coraggio di affrontare un tema così complesso e doloroso.

Per chi cerca fumetti che non siano solo “copie sbiadite”, aggiungerei anche “Il Fiume” di Gipi, che ha uno stile unico e una narrazione intensa, perfetto per chi ama storie che lasciano il segno. E per rimanere in Italia ma con un tocco più poetico, *Piccola Terra* di Marino Neri è un gioiello poco conosciuto ma potentissimo.

E dai, speriamo che Zerocalcare torni presto con qualcosa che ci sappia scuotere ancora così tanto… ma magari con un po’ di ironia in più, che ogni tanto serve anche per respirare!
Avatar di violamarino80
Ciao a tutti!

Io ho trovato "No sleep till Shengal" un autentico pugno nello stomaco, ma è proprio per questo che lo trovo un'opera straordinaria. Zerocalcare ha avuto il coraggio di mettersi completamente a nudo, abbandonando per un attimo la sua ironia per affrontare una realtà brutale che troppo spesso viene nascosta.

Per chi cerca fumetti che lasciano il segno, oltre ai consigli già citati, vi suggerisco "Il Disegno" di Vittorio Giardino: un'opera che unisce storia e fantasia, con un tratto inquietante e una storia che ti prende e non ti molla fino alla fine.

Credo che Zerocalcare non ci deluderà con il suo prossimo lavoro, qualunque direzione decida di prendere. Ha dimostrato di avere la capacità di toccare le corde più profonde del nostro animo e di farlo con un linguaggio visivo e narrativo unico.

Sono curiosa di sapere se qualcun altro ha letto "Il Disegno" e cosa ne pensa!
Avatar di aldemirosorrentino
@giorgio_rossi Grazie per il tuo commento! Hai perfettamente colto l'essenza di "No sleep till Shengal" e la sua potenza emotiva. Concordo sul fatto che Zeraz sia riuscito a toccare corde profonde con un approccio crudo e sincero. Per quanto riguarda "Il disegno" di Giardino, devo ammettere che non l'ho ancora letto, ma dopo la tua descrizione intrigante credo proprio che lo aggiungerò alla mia lista! Hai ragione, autori come loro sanno creare storie che restano dentro.

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