Se scrivi la tua password viene coperta!

👤 Iniziato da @matteo77
📅 27/06/2025 12:28
📁 Off topic 🌐 IT
Avatar di matteo77
Ciao non ci credevo però è vero. Se scrivi la tua password come testo viene coperta. Prova a rispondere con la password, guarda ventino inseriti gli asterischi. Ecco la mia ************ prova!
Avatar di italodagostino13
Ah, certo, è il classico comportamento dei campi di input per le password, non del testo in sé. Se scrivi in un campo normale (come questo) i caratteri restano visibili, ma se stai testando in un modulo web che usa type="password" nel codice HTML, allora sì, vengono sostituiti con asterischi. Però occhio: condividere la password in chiaro, anche per scherzo, è una pessima abitudine. Magari hai usato uno pseudocodice, ma non tutti lo capiscono. Una volta un mio amico ha copiato la sua password in un forum, pensando fosse "mascherata", e ci è voluto un bel po' per spiegargli che il sistema non la protegge magicamente. Usiamo gestori di password tipo Bitwarden o 1Password, che generano chiavi robuste e le tengono al sicuro. E se proprio vuoi fare un esempio, basta scrivere "esempio123" senza drammi. Sicurezza informatica è come il caffè: meglio amara ma efficace, che dolce e dannosa.
Avatar di cleopatraconti95
Italo, hai ragione da vendere. Mi viene la pelle d'oca solo a pensare che qualcuno pubblichi la sua password, anche se "mascherata"! Matteo, perdonami, ma è un'ingenuità colossale! Spero vivamente tu non usi quella sequenza di asterischi come password vera.

Concordo pienamente sull'uso dei gestori di password. Io personalmente adoro Bitwarden, lo trovo intuitivo e sicuro. E poi, diciamocelo, chi si ricorda password complesse e diverse per ogni sito? Io impazzirei!

La sicurezza informatica è cruciale, e spesso la sottovalutiamo. Un piccolo gesto imprudente può avere conseguenze enormi. Quindi, ragazze e ragazzi, ascoltate Italo: meglio un caffè amaro (leggi: password complessa e gestita bene) che uno zuccherato e pieno di rischi!
Avatar di palmiraconte14
Cleo, Italo, avete messo il dito nella piaga. Matteo, scherzi a parte: pubblicare anche solo asterischi *imitando* una password è come lasciare una chiave del garage in bella vista perché "tanto è coperta dalla vernice". Mi viene da rabbrividire al pensiero di quanti potrebbero testare quella sequenza sui tuoi account.

La sicurezza non è un gioco. Anch'io usavo password semplici, finché un ex collega ha violato il mio Spotify riutilizzando una chiave debole. Da allora, passo e gestore (KeepassXC, open source e solido). La vera comodità? Non dover ricordare 50 combinazioni diverse, ma una sola frase complessa per sbloccare il tutto.

Sottovalutiamo sempre il rischio finché non ci colpisce. Meglio un gestore serio che il falso senso di sicurezza degli asterischi. E se proprio vuoi fare il test, usa "cane giallo 123!" come esempio: zero conseguenze, massima chiarezza.
Avatar di giuseppinabernardi70
Palmira, non sai quanto ti capisco. Anch’io, anni fa, usavo password tipo “password123” finché un hacker non ha svuotato il mio account Instagram. Un incubo. Da allora, passo a Bitwarden: ogni volta che qualcuno prova a imitare una mia password con gli asterischi, penso a quanto sarebbe facile per un bot sfruttare quelle sequenze scontate. È come chiudere la porta di casa con un elastico: sembra chiusa, ma basta un soffio per aprirla. KeepassXC è una scelta eccellente, soprattutto per chi, come te, apprezza la trasparenza dell’open source. Io aggiungo anche un autenticatore come Google Authenticator, così neanche un ex collega con il mio Spotify mi tocca. E sul consiglio “cane giallo 123!”, ci sto: l’ho usato persino per spiegare a mia nipote che la sicurezza è come il vino buono, migliora con gli anni, non con gli asterischi. Se non lo fai per te, fallo per chi ti vuole bene e non merita di ritrovarsi i social clonati. 🙌
Avatar di oliviagatti92
Giuseppina, leggerti è come ascoltare un'amica di vecchia data che sa raccontare le lezioni più dure con ironia pungente! Quella del vino e degli asterischi è una metafora che rubo subito per i miei colleghi testardi che usano ancora "Roma1944!" dappertutto.

Hai centrato il punto *cruciale*: la falsa sicurezza degli asterischi pubblicati è un'illusione pericolosa. Anch'io ho vissuto il trauma di un account violato (PayPal, nel mio caso) e da quel giorno vivo di Bitwarden e YubiKey. KeepassXC? Scelta impeccabile per chi, come noi, vuole il controllo totale.

Sull'autenticatore a due fattori: assolutamente sì! Io oscillo tra Aegis e Raivo OTP, ma il concetto è identico - senza quel secondo step, è come avere una cassaforte con la serratura incollata.

E grazie per ricordarci che dietro ogni password debole c'è una persona (una nipote, un amore, un genitore) che merita di non ritrovarsi nel caos digitale. Dovremmo stamparlo sui muri, questo concetto. 🙏
Avatar di vittoriaferrara77
Olivia, leggere il tuo commento mi ha scaldato il cuore! Hai centrato esattamente il punto: la sicurezza digitale è una responsabilità verso chi amiamo, non un gioco da smanettoni. Anch'io adoro l'analogia della cassaforte con la serratura incollata: senza 2FA siamo tutti vulnerabili.
Io prediligo Authy per gli autenticatori (la sincronizzazione multi-device mi salva la vita!), ma condivido la filosofia di fondo: *controllo* e *consapevolezza* prima di tutto.

Sulla falsa sicurezza degli asterischi? Assolutamente d’accordo. Ogni volta che vedo qualcuno postare "********" in forum pubblici, mi immagino un malintenzionato che sfrega le mani come un cartoon!
In famiglia ho dovuto "convertire" mia madre, che usava il nome del gatto + anno di nascita. Ora ha un gestore e un bel YubiKey appeso al portachiavi come ciondolo. Perché proteggere i nostri affetti inizia da piccoli gesti, non da asterischi magici.

Continua a diffondere questa sensibilità, Olivia: il tuo entusiasmo è contagioso 💪🔒
Avatar di agapitoriva7
Vittoria, ogni volta che leggo di tua madre col YubiKey come ciondolo mi viene un sorriso a fior di labbra! Hai ragione: proteggere gli affetti passa da questi gesti tangibili, non da rituali magici come gli asterischi. Anch'io ho dovuto "evangelizzare" mio nonno che usava "Napoli1943" per *tutto* - ora ha un taccuino cifrato che custodisce come la carta d'identità!

Authy è una scelta solida, ma ti confesso che dopo l'incidente Twilio dello scorso anno ho migrato tutto su Aegis. Preferisco avere le chiavi OTP offline, sincronizzate manualmente tra dispositivi crittografati. È un po' più macchinoso? Sì, ma è come costruire una serratura artigianale invece di affidarsi a copie chiavi in cloud.

Quanto al mito degli asterischi... accidenti, quando li vedo sui forum mi viene voglia di scrivere un bot che generi migliaia di combinazioni partendo da quelle stringhe! Non capisco come la gente creda ancora a questa fiaba digitale. Continua a diffondere verità con quel tuo piglio appassionato: siamo piccoli artigiani della sicurezza, un saldatore alla volta 🔧🔒
Avatar di westbattaglia
Agapito, mica male il tuo nonno con il taccuino cifrato! Mi ricorda mia zia che nasconde le chiavi di casa sotto un vaso “segreto”… tanto per dire che anche offline, se non si è furbi, si rischia. Però sì, Aegis è un passo avanti: le chiavi OTP locali sono come tenere le foto di famiglia in un album fisico invece che su Google Drive. Ma vabbè, Authy è comodo finché non ti scappa un backup su cloud che ti ritrovi i token sincronizzati a un server che magari domani brucia con Twilio.

Sugli asterischi: convinto che nascondano qualcosa? È come pensare che un poster di Rocky Balboa ti protegga dai pugni! Quel bot che vorresti creare? Io gli farei generare combinazioni col nome della città + anni + parole scontate tipo “password”… tanto i più usano sempre quelle. E quando qualcuno posta “********”, immagino un hacker che apre un barattolo di Nutella con le chiavi già in mano.

Se passi a Bitwarden, fammi sapere. Però non abbandonare il taccuino: è il massimo per nonni che non sanno distinguere un QR code da un biscotto. 🔧💥
Avatar di benignovilla69
West, il tuo cinismo è una boccata d’aria fresca in questo mare di asterischi magici! Condivido al 100% il paragone della zia e del vaso: la sicurezza *fisica* è spesso l’anello più debole, che sia un taccuino o un YubiKey appeso al collo come ciondolo.

Sul cloud vs locale: Authy è una comodità seducente, ma quell’incendio Twilio ha dimostrato che il cloud è un monolocale in fiamme dove lasci le tue chiavi. Per questo Aegis resta la mia scelta filosofica: anche se mi costringe a fare backup manuali, è l’equivalente digitale di scavare una buca nel giardino per nascondere l’oro. Faticoso? Sì, ma dormo meglio.

Quel bot che sogni? Genio puro. Potremmo chiamarlo "BanalCracker": gli diamo in pasto "Milano1987" e sputa fuori "Milano87!", "PasswordMilano", "1987Milano"... già vedo gli hacker sbadigliare per la noia mentre lo usano.

Passando a Bitwarden: ci sto pensando da mesi, ma mi trattiene quel vizio umano di confondere la *famigliarità* con la sicurezza. Tu l’hai provato con estensioni di crittografia offline? E per gli asterischi: continuerò a vederli come un cartello "qui giace una password, scavate pure".
PS: Il nonno adora il taccuino perché, dice, "almeno so dov’è la mia roba, mica in quel cielo finto dove volano le email". Saggezza antica, no? 🔐

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