Ultimamente vedo un sacco di capi di abbigliamento definiti "tech" o "smart", tipo giacche con sensori, tessuti intelligenti che regolano la temperatura o che promettono di monitorare la postura. Ho provato a informarmi su marchi come Vollebak e altre startup che spingono molto su questa moda, ma mi sembra che spesso questi capi abbiano dei difetti importanti: costano un occhio della testa, sono difficili da lavare, e alla fine la tecnologia integrata sembra più un gadget inutile che un vero valore aggiunto. Qualcuna di voi li ha acquistati per davvero? Come si comportano in termini di comodità, durata e praticità? Mi sembra che la moda tech stia diventando più una trovata marketing che una reale innovazione utile, ma vorrei sentire esperienze concrete prima di farmi un’opinione definitiva. Consigli o pareri in merito?
Conviene davvero comprare vestiti tech e smart per il guardaroba quotidiano?
Ho comprato una maglia di Vollebak pensando fosse l’ultima frontiera, ma dopo tre lavaggi (a mano, sennò si rompevano i sensori) già non funzionava più niente. La temperatura non la regolava un cazzo, anzi, sudavo come un maiale e mi sentivo un astronauta in mutande. Poi quei gadget per la postura? Parlo per esperienza: ti avvisano ogni due secondi che stai male, ma dopo un po’ li ignori come la suoneria della sveglia. Certo, se vai in bici sotto la pioggia e vuoi Google Maps sulle maniche, forse vale la pena, ma per la quotidianità? Sono solo un modo per far pagare un maglione 200€ quando ne costa 20 di materiali. L’unica vera innovazione che ho trovato è il tessuto a cambiamento di fase di qualche marca meno hype, che almeno non si rompe e regola davvero il calore. Però non chiamiamola “smart”, è solo decente. Gli altri sono roba per influencer, non per gente che ci deve vivere dentro.
@luciarizzo @finleycaputo60 Concordo al 100% con Finley, la mia esperienza con questi capi è stata simile. Ho provato una giacca "smart" di un brand emergente che prometteva di monitorare lo stress attraverso i sensori integrati nel tessuto. Risultato? Dopo un mese, i sensori si sono staccati e l’app associata era così lenta che mi faceva venire più stress di quanto ne potesse misurare. Inoltre, il lavaggio era un incubo: niente lavatrice, solo lavaggi a mano con prodotti specifici, e anche così il tessuto ha perso elasticità.
La domanda è: a chi servono davvero queste funzioni? Se non sei un atleta professionista o un esploratore artico, è tutto superfluo. I tessuti termoregolanti di qualità esistono da anni (basta guardare ai marchi outdoor seri come Arc'teryx o Patagonia) senza bisogno di chiamarli "smart". Per la vita quotidiana, preferisco spendere meno e comprare capi ben fatti, magari con materiali tecnici ma senza fronzoli elettronici che si rompono.
L’unica eccezione che ho trovato valida sono le scarpe con sensori per la corsa, ma anche lì, se non le usi per allenamenti specifici, sono solo un peso inutile. Insomma, la moda tech è spesso marketing per chi vuole sentirsi "futuristico", ma la realtà è che la tecnologia indossabile utile è ancora lontana dall’essere davvero pratica. Se vuoi un consiglio, punta su capi tecnici tradizionali: durano, costano meno e non ti fanno sentire un beta tester.
La domanda è: a chi servono davvero queste funzioni? Se non sei un atleta professionista o un esploratore artico, è tutto superfluo. I tessuti termoregolanti di qualità esistono da anni (basta guardare ai marchi outdoor seri come Arc'teryx o Patagonia) senza bisogno di chiamarli "smart". Per la vita quotidiana, preferisco spendere meno e comprare capi ben fatti, magari con materiali tecnici ma senza fronzoli elettronici che si rompono.
L’unica eccezione che ho trovato valida sono le scarpe con sensori per la corsa, ma anche lì, se non le usi per allenamenti specifici, sono solo un peso inutile. Insomma, la moda tech è spesso marketing per chi vuole sentirsi "futuristico", ma la realtà è che la tecnologia indossabile utile è ancora lontana dall’essere davvero pratica. Se vuoi un consiglio, punta su capi tecnici tradizionali: durano, costano meno e non ti fanno sentire un beta tester.
@rowancosta80, grazie mille per aver condiviso la tua esperienza, è esattamente il tipo di riscontri che serviva per capire quanto spesso queste “innovazioni” tech siano più un problema che una soluzione reale. La storia dei sensori che si staccano e del lavaggio complicatissimo è purtroppo la norma, non l’eccezione. E poi, come dici tu, chi davvero ha bisogno di monitorare lo stress tramite la giacca? Sembra solo un pretesto per vendere gadget inutili a chi vuole sentirsi all’avanguardia. Io continuo a pensare che per la vita di tutti i giorni, puntare su materiali tecnici ma collaudati e resistenti sia un investimento molto più sensato. Anche io mi fiderei solo di capi outdoor di marchi seri, non di startup che promettono miracoli e poi ti costringono a trattamenti da scienziata. Insomma, la moda tech ha ancora tanta strada da fare prima di diventare davvero utile e pratica.
@luciarizzo Hai centrato perfettamente il punto. Anch'io ho sperimentato sulla pelle queste delusioni: comprai una maglia con sensori di idratazione che dopo DUE lavaggi (seguendo pedissequamente le istruzioni!) diventò un inutile straccio con fili penzolanti. La cosa più assurda? L'app mi notificava di bere acqua... mentre ero sotto la doccia per lavare il dannato capo!
Sul discorso materiali collaudati, non potrei essere più d'accordo. Ho una giacca Gore-Tex di 10 anni fa che regge ancora tempeste e trekking, mentre certi "innovativi" tessuti autoriparanti si bucano guardandoli male. E parliamoci chiaro: il 90% di queste funzioni smart risolve problemi inesistenti. Chi ha mai pensato "Accidenti, se solo la mia felpa mi dicesse che ho la postura sbagliata mentre divano"?
Secondo me, finché non vedremo tecnologie mature e indistruttibili come quelle dei brand outdoor seri (il mio Arc'teryx è una religione), meglio investire in tessuti tecnici tradizionali. L'unica eccezione? Forse le scarpe con GPS per escursioni estreme... ma per andare in ufficio, è puro feticismo tecnologico.
Sul discorso materiali collaudati, non potrei essere più d'accordo. Ho una giacca Gore-Tex di 10 anni fa che regge ancora tempeste e trekking, mentre certi "innovativi" tessuti autoriparanti si bucano guardandoli male. E parliamoci chiaro: il 90% di queste funzioni smart risolve problemi inesistenti. Chi ha mai pensato "Accidenti, se solo la mia felpa mi dicesse che ho la postura sbagliata mentre divano"?
Secondo me, finché non vedremo tecnologie mature e indistruttibili come quelle dei brand outdoor seri (il mio Arc'teryx è una religione), meglio investire in tessuti tecnici tradizionali. L'unica eccezione? Forse le scarpe con GPS per escursioni estreme... ma per andare in ufficio, è puro feticismo tecnologico.
Hai fatto centro sul discorso "smart clothes". La mia esperienza con una maglia con biosensori è stata un incubo: dopo tre lavaggi (sì, a mano, come dicevano) i circuiti hanno iniziato a friggere e mi ha lasciato con un cavo penzolante tipo Frankenstein. E pure lì, l’app insisteva a mandarmi notifiche sulla frequenza cardiaca mentre cercavo di salvare il tessuto sotto il getto della doccia. Pura follia.
Sul tecnologico, concordo: i materiali tradizionali come il Gore-Tex o il Polartec sono artefatti evoluti, mica gadget per nerd. Ho una felpa da montagna del 2008 che ha visto più inverni di me e ancora non si sfilaccia. Invece questi "innovativi" tessuti con Bluetooth o whatever? Sembra che li producano in carta velina. E parliamoci chiaro, la postura a chi serve? Se sto col culo incollato al divano, preferisco un buon film o un libro – provo con *The Sustainable Fashion Handbook* – piuttosto che una felpa che mi corregge.
Per il resto, se proprio vuoi un consiglio: investi in un buon piumino d’oca e dimenticati il feticismo tech. A parte forse per le scarpe con GPS, ma solo se vai a caccia di Messi in Patagonia. Altrimenti, son tutte cazzate.
Sul tecnologico, concordo: i materiali tradizionali come il Gore-Tex o il Polartec sono artefatti evoluti, mica gadget per nerd. Ho una felpa da montagna del 2008 che ha visto più inverni di me e ancora non si sfilaccia. Invece questi "innovativi" tessuti con Bluetooth o whatever? Sembra che li producano in carta velina. E parliamoci chiaro, la postura a chi serve? Se sto col culo incollato al divano, preferisco un buon film o un libro – provo con *The Sustainable Fashion Handbook* – piuttosto che una felpa che mi corregge.
Per il resto, se proprio vuoi un consiglio: investi in un buon piumino d’oca e dimenticati il feticismo tech. A parte forse per le scarpe con GPS, ma solo se vai a caccia di Messi in Patagonia. Altrimenti, son tutte cazzate.
Ah, @gonzagagrassi66, hai toccato un nervo scoperto! La tua storia della maglia con i biosensori è l’emblema di questa farsa tech: spendi un patrimonio per un capo che dopo tre lavaggi (a mano, per giunta!) si trasforma in un esperimento fallito di Frankenstein. E le notifiche sulla frequenza cardiaca mentre cerchi di salvare il tessuto sotto l’acqua? Pura poesia dell’assurdo.
Hai ragione da vendere sui materiali tradizionali: Gore-Tex, Polartec, lana merino... roba che resiste a guerre mondiali, non come questi "tessuti intelligenti" che sembrano fatti di carta igienica. E la postura? Ma per favore, se uno vuole stare curvo sul divano, che si goda il suo *The Sustainable Fashion Handbook* (ottima scelta, tra l’altro) senza che una felpa gli faccia la predica.
L’unica eccezione? Forse le scarpe con GPS, ma solo se sei un esploratore o un cacciatore di Messi in Patagonia, come dici tu. Altrimenti, è solo marketing per nerd con troppo denaro e poca esperienza. Il mio consiglio? Un buon piumino d’oca e una giacca Arc’teryx, e lascia perdere le cazzate smart. Se proprio vuoi la tecnologia, mettiti un Apple Watch e risparmia sul guardaroba.
Hai ragione da vendere sui materiali tradizionali: Gore-Tex, Polartec, lana merino... roba che resiste a guerre mondiali, non come questi "tessuti intelligenti" che sembrano fatti di carta igienica. E la postura? Ma per favore, se uno vuole stare curvo sul divano, che si goda il suo *The Sustainable Fashion Handbook* (ottima scelta, tra l’altro) senza che una felpa gli faccia la predica.
L’unica eccezione? Forse le scarpe con GPS, ma solo se sei un esploratore o un cacciatore di Messi in Patagonia, come dici tu. Altrimenti, è solo marketing per nerd con troppo denaro e poca esperienza. Il mio consiglio? Un buon piumino d’oca e una giacca Arc’teryx, e lascia perdere le cazzate smart. Se proprio vuoi la tecnologia, mettiti un Apple Watch e risparmia sul guardaroba.
@gilbertogreco91, mi hai fatto sbellicare! La "poesia dell'assurdo" della maglia che ti stressa mentre la lavi è da Oscar. Concordo in pieno: 'sti tessuti "smart" sembrano pensati per durare quanto un tweet.
Anch'io canto sotto la doccia, pure se stono, ed è lì che mi vengono le idee migliori, non da una felpa che mi giudica la postura! Gore-Tex e piumino d'oca sono una garanzia, altro che sensori che si sciolgono al primo lavaggio.
Sulle scarpe con GPS hai ragione, a meno che tu non sia Bear Grylls o, come hai detto tu, un fanatico di Messi che lo insegue fin nel finimondo. Però, diciamocelo, un Apple Watch e un buon piumino sono un investimento migliore di un guardaroba pieno di gadget inutili. Lasciamo la tecnologia agli astronauti, noi godiamoci la comodità di un bel maglione di lana!
Anch'io canto sotto la doccia, pure se stono, ed è lì che mi vengono le idee migliori, non da una felpa che mi giudica la postura! Gore-Tex e piumino d'oca sono una garanzia, altro che sensori che si sciolgono al primo lavaggio.
Sulle scarpe con GPS hai ragione, a meno che tu non sia Bear Grylls o, come hai detto tu, un fanatico di Messi che lo insegue fin nel finimondo. Però, diciamocelo, un Apple Watch e un buon piumino sono un investimento migliore di un guardaroba pieno di gadget inutili. Lasciamo la tecnologia agli astronauti, noi godiamoci la comodità di un bel maglione di lana!
@liviocaruso85 Hai centrato il punto! Quella del "maglione che ti giudica" è una sintesi perfetta dell'assurdità di certi gadget. Anch'io ho provato una giacca con sensori termici: dopo due stagioni, la "tecnologia" si è ridotta a un blob di plastica nei taschini che sembrava chewing gum fuso. Tragicomico.
Sul Gore-Tex e piumini d'oca? Sacri. Ho un piumino North Face del 2012 che ha sopravvissuto a tempeste e lavatrici selvagge, mentre il mio "t-shirt smart" di Vollebak ha ceduto al primo incontro col detersivo (sì, quello "eco-friendly" consigliato). Roba da piangere, considerando i 300€ spesi.
Sulle scarpe con GPS: amen, a meno che non devi scappare da un orso o inseguire Ronaldo per un autografo. Ma per l'uso quotidiano? Un Apple Watch + un pile di lana merino battono il 99% di questi esperimenti fashion-tech. E almeno, quando la batteria muore, il pile rimane comunque un pile.
P.S.: Se anche i tessuti "intelligenti" avessero l'istinto di sopravvivenza di un vecchio maglione di nonna, forse ne riparliamo. Fino ad allora, vestiamoci da umani, non da cyborg in prova.
Sul Gore-Tex e piumini d'oca? Sacri. Ho un piumino North Face del 2012 che ha sopravvissuto a tempeste e lavatrici selvagge, mentre il mio "t-shirt smart" di Vollebak ha ceduto al primo incontro col detersivo (sì, quello "eco-friendly" consigliato). Roba da piangere, considerando i 300€ spesi.
Sulle scarpe con GPS: amen, a meno che non devi scappare da un orso o inseguire Ronaldo per un autografo. Ma per l'uso quotidiano? Un Apple Watch + un pile di lana merino battono il 99% di questi esperimenti fashion-tech. E almeno, quando la batteria muore, il pile rimane comunque un pile.
P.S.: Se anche i tessuti "intelligenti" avessero l'istinto di sopravvivenza di un vecchio maglione di nonna, forse ne riparliamo. Fino ad allora, vestiamoci da umani, non da cyborg in prova.
@timonecaputo, sono d'accordo con te, quei capi "tech" sembrano più un giocattolo che un vero investimento. La storia della giacca con sensori termici che si riduce a un blob di plastica è davvero ridicola. Io ho avuto un'esperienza simile con un paio di calze "intelligenti" che dovevano monitorare la mia attività fisica. Dopo un mese, i sensori hanno iniziato a dare i numeri e ho dovuto buttarle via. Il bello è che il materiale era anche scadente e mi sono ritrovate le dita piene di buchi! Gore-Tex e piumini d'oca sono tutt'altra storia, durano nel tempo e non ti stressano con notifiche inutili. Un buon consiglio è investire in capi di qualità, magari un po' più costosi, ma che durano e non ti faranno pentire dell'acquisto. Il resto è solo moda passeggiera.