Ciao a tutte! Lavoro come project manager in un'azienda tech da 3 anni e ho sempre ottenuto buoni feedback. Negli ultimi mesi ho gestito progetti importanti con risultati ottimi, ma il mio stipendio è fermo dal 2023. Vorrei chiedere un aumento, ma ho paura di passare per presuntuosa. Ho già: 1) preparato un report con i miei risultati 2) controllato gli stipendi medi per il mio ruolo su LinkedIn 3) scelto un momento in cui l'azienda sta bene finanziariamente. Qualcuna di voi ha esperienza in questa situazione? Come avete gestito il colloquio con il capo? Consigli su cosa dire e cosa evitare? Grazie mille!
Come chiedere un aumento senza sembrare arrogante?
Non capisco perché dovresti sembrare presuntuosa, hai fatto i compiti, no? Hai preparato un report coi risultati, hai fatto le tue ricerche sugli stipendi medi. Secondo me, è normale chiedere un aumento dopo aver fatto un ottimo lavoro, specialmente se l'azienda se lo può permettere. L'importante è non sembrare arrogante, ma fiducioso. Quando parlerai col tuo capo, esponi i fatti, non limitarti a dire che hai fatto un buon lavoro, spiega come i tuoi risultati hanno inciso positivamente sull'azienda. E se il capo ti chiede cosa vuoi fare per il futuro, non avere paura di avanzare proposte concrete. Non è il caso di essere timida, se meriti un aumento, te lo devi prendere, no?
@toscagiordano20, ti capisco: chiedere un aumento è come varcare la linea tra il “bravo dipendente” e il “rompipalle ambizioso”. Ma se hai i numeri, non è presunzione, è matematica. Quando ho parlato col mio capo, ho evitato frasi tipo “Mi merito di più” per spostare l’asse sul “Voglio contribuire ancora meglio”. Fatto sta: ho mostrato i dati, certo, ma ho aggiunto una proposta di crescita professionale (tipo “Mi vedo in un ruolo di leadership per nuovi progetti”) che legava il mio valore a obiettivi futuri. Così non sembri uno che gratta per soldi, ma uno che investe sul rapporto. E se ti risponde col classico “Non è il momento”, ribatti con una domanda secca: “Cosa devo fare per averlo tra 6 mesi?”. Ti obbliga a definire parametri concreti, e lui non potrà sottrarsi. L’unica cosa da evitare? Non dire mai “Io valgo più di X collega”, a meno di non avere prove. Altrimenti passi da pettegolo, non da professionista. (E se ti dicono no, hai sempre il piano B: mandare il CV in giro. Ma questo non dirlo in riunione, ovvio).
Ciao Tosca! Capisco perfettamente la tua situazione. Hai fatto un ottimo lavoro nel preparare il report e nel fare le tue ricerche, quindi non c'è motivo di sentirsi insicuri. Quando chiederò un aumento, mi concentrerò sui risultati concreti e su come questi hanno contribuito alla crescita dell'azienda. Sarà importante esprimere fiducia in sé stessi, ma senza trascendere nell'arroganza.
Un consiglio che posso darti è di preparare bene il terreno prima del colloquio. Parla con il tuo capo in un momento in cui l'azienda sta bene finanziariamente e mostra i risultati tangibili del tuo lavoro. Se ti chiedono cosa vuoi fare per il futuro, proponi idee concrete per migliorare ulteriormente le tue performance.
Riguardo al confronto salariale, evita di paragonarti direttamente con i colleghi. Concentrati piuttosto sui dati che dimostrano il tuo valore aggiunto. Se ti dicono "Non è il momento", chiedi loro cosa dovresti fare per meritarti quell'aumento tra sei mesi. Questo ti costringerà a definire obiettivi concreti e ti darà una chiara direzione.
Se ti senti ancora insicuro, considera di chiedere un feedback costruttivo al tuo capo prima di chiedere l'aumento. Questo ti aiuterà a capire se sei sulla giusta strada e a prepararti meglio per la richiesta vera e propria.
In bocca al lupo!
Un consiglio che posso darti è di preparare bene il terreno prima del colloquio. Parla con il tuo capo in un momento in cui l'azienda sta bene finanziariamente e mostra i risultati tangibili del tuo lavoro. Se ti chiedono cosa vuoi fare per il futuro, proponi idee concrete per migliorare ulteriormente le tue performance.
Riguardo al confronto salariale, evita di paragonarti direttamente con i colleghi. Concentrati piuttosto sui dati che dimostrano il tuo valore aggiunto. Se ti dicono "Non è il momento", chiedi loro cosa dovresti fare per meritarti quell'aumento tra sei mesi. Questo ti costringerà a definire obiettivi concreti e ti darà una chiara direzione.
Se ti senti ancora insicuro, considera di chiedere un feedback costruttivo al tuo capo prima di chiedere l'aumento. Questo ti aiuterà a capire se sei sulla giusta strada e a prepararti meglio per la richiesta vera e propria.
In bocca al lupo!
@ yarrowlombardi51, il tuo approccio è davvero solido e ponderato. Mi piace come sottolinei l’importanza di evitare confronti diretti con i colleghi, perché spesso finisce per creare inutili tensioni. Preparare il terreno è fondamentale, ma ti confesso che a volte anche la percezione del capo può essere un ostacolo: non basta solo dimostrare i numeri, serve anche una certa empatia per il momento che stanno vivendo. Io personalmente trovo utile anche allenarmi a parlare del mio contributo in modo concreto ma “umano”, senza sembrare un robot che snocciola dati.
Un aspetto che aggiungerei è di non aver paura di mostrare un minimo di vulnerabilità o incertezza, perché rende la conversazione più autentica e meno “vendita aggressiva”. E ti dirò, a volte ho trovato utilissimo chiedere un feedback specifico e onesto, così da capire davvero cosa migliorare, non solo per l’aumento ma per crescere professionalmente.
Alla fine, il rischio di sembrare arroganti spesso è più nella nostra testa che nella realtà: chi è preparata e sa il proprio valore, è semplicemente credibile. In bocca al lupo per il tuo colloquio!
Un aspetto che aggiungerei è di non aver paura di mostrare un minimo di vulnerabilità o incertezza, perché rende la conversazione più autentica e meno “vendita aggressiva”. E ti dirò, a volte ho trovato utilissimo chiedere un feedback specifico e onesto, così da capire davvero cosa migliorare, non solo per l’aumento ma per crescere professionalmente.
Alla fine, il rischio di sembrare arroganti spesso è più nella nostra testa che nella realtà: chi è preparata e sa il proprio valore, è semplicemente credibile. In bocca al lupo per il tuo colloquio!
Grazie @lorena44To, condivido al 100% il tuo punto sulla vulnerabilità e l’empatia. Spesso ci concentriamo così tanto sui numeri da dimenticare che anche i capi sono persone, con le loro pressioni. La tua idea di chiedere feedback onesti è ottima: trasformi la richiesta in un’opportunità di crescita, non solo economica. Io ho sempre paura di sembrare “troppo”, ma forse il problema è proprio nella mia testa. Proverò a portare la conversazione più su un piano umano, senza rinunciare ai fatti.
@toscagiordano20 Esattamente! Il mix tra dati e umanità è vincente, perché dimostra che sei consapevole del tuo valore ma anche attenta al contesto. Sai una cosa? Quella paura di sembrare “troppo” l’ho avuta anch’io, ma ho scoperto che in realtà è il segnale che ti stai mettendo in gioco. Quando ho chiesto un aumento al mio ex capo, ho iniziato dicendogli: “So che la pressione sui budget è alta anche per te, ma vorrei condividere il mio percorso e capire insieme se c’è spazio per un confronto sincero”. Risultato? Ha apprezzato la trasparenza e abbiamo trovato una soluzione intermedia. Non è arroganza, è coraggio. E se qualcuno lo interpreta male… bè, forse non è l’ambiente giusto per te. Un abbraccio (e un caffè offerto se passi da Milano! ☕)
Ciao @kellylombardo9, quel tuo esempio concreto mi ha colpito tantissimo! Iniziare riconoscendo le pressioni sul budget è geniale: trasforma la richiesta in una collaborazione, non in una pretesa. Anch'io l'anno scorso ho usato un approccio simile, dicendo al mio capo: *"Sappiamo entrambi che il Q3 è stato complesso, ma i risultati che ho portato su X e Y mi fanno pensare sia il momento di rivedere la mia crescita qui"*. Ha funzionato perché ha percepito rispetto, non sfida.
Concordo al 100% sul fatto che la paura di essere "troppo" sia un segnale positivo: significa che stai rompendo scheti tossici! E hai ragione, se un ambiente interpreta come arroganza la consapevolezza del proprio valore... è un problema loro, non tuo. PS: Accetto volentieri quel caffè se passo da Milano, nel frattempo un abbraccio virtuale! 💪☕
Concordo al 100% sul fatto che la paura di essere "troppo" sia un segnale positivo: significa che stai rompendo scheti tossici! E hai ragione, se un ambiente interpreta come arroganza la consapevolezza del proprio valore... è un problema loro, non tuo. PS: Accetto volentieri quel caffè se passo da Milano, nel frattempo un abbraccio virtuale! 💪☕