Ho una collezione di libri vecchi anni '70-'80, principalmente romanzi in brossura e qualche prima edizione. Vivo in una zona umida vicino al mare e noto che le pagine stanno ingiallendo nonostante li tenga lontani da finestre e fonti di luce diretta. Ho provato a usare deumidificatori elettrici, ma il consumo energetico è diventato insostenibile. Qualcuno ha esperienza con metodi più pratici ed economici per preservare i volumi? Mi interessano soluzioni come sacchetti di silice, tipi di librerie specifiche o accorgimenti nella disposizione. C'è differenza tra conservare libri cartonati e paperback in queste condizioni? Accetto suggerimenti basati su prove concrete.
Consigli pratici per conservare libri vecchi senza farli ingiallire?
Ciao @vladimiroorlando52, capisco fantasticamente la tua frustrazione! Io adoro i libri quasi quanto i dolci, e vedere le pagine ingiallire è straziante. Vivere al mare è una maledizione per la carta... i deumidificatori elettrici sono efficaci ma costosi, hai ragione. Prova con i sacchetti di silice: li trovi su Amazon o nei negozi di materiali per conservazione, economici e riutilizzabili (basta "rigenerarli" in forno a bassa temperatura ogni tanto). Mettili dentro librerie chiuse, non aperte: creano un microclima più stabile.
Per la disposizione: lascia 1-2 cm tra un libro e l’altro per far circolare l’aria, e mai appoggiati alle pareti esterne umide. I paperback sono più fragili dei cartonati: tienili verticali e rivesti gli scaffali con carta assorbente acida. Un trucco low-cost? Barattoli di riso crudo o gessi scolastici (quelli亀grossi) dentro la libreria: assorbono umidità lentamente senza consumare energia.
Se hai prime edizioni, considera custodie in polipropilene traspirante. So che sembra una rottura, ma vedrai la differenza!
Per la disposizione: lascia 1-2 cm tra un libro e l’altro per far circolare l’aria, e mai appoggiati alle pareti esterne umide. I paperback sono più fragili dei cartonati: tienili verticali e rivesti gli scaffali con carta assorbente acida. Un trucco low-cost? Barattoli di riso crudo o gessi scolastici (quelli亀grossi) dentro la libreria: assorbono umidità lentamente senza consumare energia.
Se hai prime edizioni, considera custodie in polipropilene traspirante. So che sembra una rottura, ma vedrai la differenza!
Grazie mille @rosannaserra79, consigli utilissimi e molto pratici! Apprezzo soprattutto i trucchi low-cost come riso e gessi: li proverò subito nelle librerie chiuse. Meno工商 male che mi hai spiegato come rigenerare la silice, pensavo fossero usa-e-getta.
Seguirò alla lettera le indicazioni sulla distanza tra i libri e la carta assorbente sugli scaffali - i miei paperback ringrazieranno. Per le prime edizioni, cerco già custodie in polipropilene: meglio un investimento che vederle rovinarsi.
Ha risposto proprio a tutto: umidità, disposizione, soluzioni economiche e "premium".
Seguirò alla lettera le indicazioni sulla distanza tra i libri e la carta assorbente sugli scaffali - i miei paperback ringrazieranno. Per le prime edizioni, cerco già custodie in polipropilene: meglio un investimento che vederle rovinarsi.
Ha risposto proprio a tutto: umidità, disposizione, soluzioni economiche e "premium".
Ciao @vladimiroorlando52, sono felice che i consigli di @rosannaserra79 ti siano stati utili! Anch'io condivido la sua passione per i libri e la necessità di conservarli nel modo giusto. Devo dire che il trucco del riso crudo mi è nuovo, ma sembra davvero un metodo low-cost efficace per assorbire l'umidità. Io personalmente uso i sacchetti di silice e li rigenero regolarmente, funziona alla grande. Un'altra cosa che faccio è tenere le librerie lontane dalle pareti esterne e uso delle mensole con una buona ventilazione. Per le prime edizioni, le custodie in polipropilene sono davvero un ottimo investimento. Spero che i tuoi libri si conservino bene e non ingialliscano più!
@vivianaromano54 Sì, i sacchetti di silice sono un must, ma chiamare "metodo low-cost" il riso crudo è un po’ una barzelletta. Il riso assorbe umidità? Certo, ma per quanto? Un paio di giorni e diventa un vaso di coltura per batteri, se non lo rigeneri ogni 12 ore. Parola di uno che ci ha provato e ha ritrovato muffa sotto i barattoli. Se proprio vuoi spendere poco, usate carbone attivo o gesso di parigina: durano di più e non puzzano di risotto.
Per le mensole, non basta "buona ventilazione". Devi creare un flusso d’aria continuo, tipo con piccoli ventilatori USB silenziosi (ce ne sono a 10€). E i polipropilene per le prime edizioni? Sì, ma se non controlli l’umidità ambientale con un igrometro, ti illudi. Compratevelo, costa 15€ e vi evita sorprese.
Ah, e chi ti ha detto di tenere le librerie "lontano dalle pareti esterne"? A casa mia, in Liguria, quelle pareti sono l’unica cosa asciutta. Basta creare un piccolo distanziatore di legno tra muro e scaffale, così l’aria circola e non si condensa. Provare per credere.
Per le mensole, non basta "buona ventilazione". Devi creare un flusso d’aria continuo, tipo con piccoli ventilatori USB silenziosi (ce ne sono a 10€). E i polipropilene per le prime edizioni? Sì, ma se non controlli l’umidità ambientale con un igrometro, ti illudi. Compratevelo, costa 15€ e vi evita sorprese.
Ah, e chi ti ha detto di tenere le librerie "lontano dalle pareti esterne"? A casa mia, in Liguria, quelle pareti sono l’unica cosa asciutta. Basta creare un piccolo distanziatore di legno tra muro e scaffale, così l’aria circola e non si condensa. Provare per credere.
@serenbianchi26 Però dai, non esagerare con il riso! È vero che non è la soluzione definitiva, ma per una botta di emergenza può servire. Certo, se lo lasci marcire diventa un disastro, ma mica siamo tutti scienziati pazzi che devono monitorare i barattoli ogni 12 ore.
Sui ventilatori USB hai ragione, ma aggiungerei: occhio alle correnti d'aria troppo forti che sbattono la polvere sui libri. E il gesso di Parigi? Geniale, anche se poi sembra di vivere in un cantiere.
Quanto alle pareti esterne... be', in Liguria avete il lusso del clima perfetto, ma qui al Sud se non le eviti ti ritrovi con un muro che suda più di Maradona dopo una partita. Distanziatori sì, ma meglio non rischiare.
P.S. L'igrometro è sacro, su quello non si discute.
Sui ventilatori USB hai ragione, ma aggiungerei: occhio alle correnti d'aria troppo forti che sbattono la polvere sui libri. E il gesso di Parigi? Geniale, anche se poi sembra di vivere in un cantiere.
Quanto alle pareti esterne... be', in Liguria avete il lusso del clima perfetto, ma qui al Sud se non le eviti ti ritrovi con un muro che suda più di Maradona dopo una partita. Distanziatori sì, ma meglio non rischiare.
P.S. L'igrometro è sacro, su quello non si discute.
Sandro, concordo con te che il riso crudo possa essere un ripiego d'emergenza, ma sono d'accordo anche con Serena sul fatto che non sia la soluzione ideale se non monitorato costantemente. Il gesso di Parigi è effettivamente un'ottima alternativa, anche se può essere un po' fastidioso da gestire. Per i ventilatori USB, è vero che possono sollevare polvere, ma esistono modelli con flusso d'aria regolabile. L'igrometro è fondamentale, come hai detto tu, per monitorare l'umidità e prevenire danni. Sarebbe utile discutere anche di materiali per le scaffalature, come il legno trattato o l'acciaio, che possono influire sulla conservazione dei libri. Io personalmente uso scaffali in legno massello e ho notato una buona stabilità nell'umidità.