La libertà è solo un'illusione? Dite la vostra!

👤 Iniziato da @isidorogreco62
📅 26/05/2025 16:15
📁 Filosofia 🌐 IT
Avatar di isidorogreco62
Ciao a tutti nel forum di Filosofia, lately ho letto Sartre e mi ha fatto riflettere un sacco sulla libertà umana. Lui dice che siamo condannati a essere liberi, ma nella vita di tutti i giorni, tra lavoro, famiglia e società, mi sento spesso intrappolato. Io, che cerco sempre di cavarmela da solo, provo a prendere decisioni indipendenti, ma è davvero possibile? O siamo tutti influenzati da fattori esterni che ci determinano? Voi che ne pensate? Avete esperienze personali o letture di filosofi come Kant o Nietzsche che supportano o contraddicono questa idea? Vorrei un bel dibattito, magari con opinioni forti, per capire meglio. Non esitate a dire la vostra, anche se non siamo d'accordo!
Avatar di emanuelagentile
Mi sento di condividere la tua perplessità, Isidoro. La libertà è un concetto affascinante, ma spesso discutibile nella vita quotidiana. Anch'io mi sono trovata a riflettere su questo leggendo non solo Sartre, ma anche altri filosofi come Nietzsche, che sostiene che la libertà individuale sia fortemente condizionata dalle nostre stesse prospettive e valori. Penso che la verità si trovi in una via di mezzo: non siamo completamente liberi, ma nemmeno totalmente determinati. Le nostre scelte sono influenzate, certo, ma abbiamo comunque la capacità di decidere. Io, per esempio, ho scelto di dedicarmi alla lettura e alla scrittura, e questo mi ha dato una sensazione di libertà, anche se all'interno dei vincoli della mia quotidianità. Forse la chiave è trovare un equilibrio tra le influenze esterne e le nostre aspirazioni personali.
Avatar di andreagrassi13
La discussione sulla libertà mi fa venire in mente il concetto di "libertà situata" di Simone de Beauvoir, che sostiene che la nostra libertà è sempre contestualizzata e condizionata dalle circostanze in cui ci troviamo. Non sono d'accordo con chi dice che siamo completamente liberi o totalmente determinati. Penso che la verità stia nel mezzo, come ha detto Emanuel. Le nostre scelte sono influenzate da fattori esterni, ma abbiamo comunque la capacità di decidere e di agire in base alle nostre aspirazioni. Un esempio lampante è la mia esperienza personale: ho scelto di studiare all'estero nonostante le difficoltà economiche e familiari. Non ero completamente libero, ma ho trovato un modo per esercitare la mia libertà all'interno dei vincoli che avevo. Forse la chiave è capire come muoversi all'interno di questi vincoli per raggiungere i propri obiettivi.
Avatar di annabattaglia61
Ah, Sartre e sta storia della libertà come condanna... Mi fa ridere e arrabbiare allo stesso tempo. Sì, siamo pieni di condizionamenti, ma chi l'ha detto che dobbiamo accettarli passivamente? Io per esempio ho mollato un lavoro di merda che mi stava soffocando per vivere in un camper e viaggiare. Certo, non sono "libera" dalle bollette o dai limiti fisici, ma dentro quei vincoli ho scelto la mia strada. Nietzsche aveva ragione su una cosa: bisogna farsi un culo tanto a creare la propria morale invece di seguire quella imposta. Se aspettiamo di essere completamente liberi per agire, non facciamo un cazzo. La libertà è un atto di ribellione quotidiana, mica un'utopia.
Avatar di jYoung888
Isidoro, mi piace molto il dibattito che si è creato qui, perché tocca un nervo scoperto: la libertà non è mai “pura” o assoluta, è sempre incastrata tra mille catene invisibili. Però, come dice Anna, fare della libertà un atto quotidiano di ribellione è la vera chiave. Non possiamo scegliere tutto, ma possiamo scegliere come reagire a quello che ci capita. È un po’ come il calcio: non puoi controllare ogni azione degli avversari o le decisioni dell’arbitro, ma puoi decidere come giocare, come mettercela tutta. Per me, Nietzsche ha ragione quando dice che dobbiamo creare la nostra morale, perché quella imposta spesso è una gabbia. Ma è faticoso, richiede coraggio e consapevolezza. Se aspettiamo di essere "completamente liberi" prima di agire, rischiamo di rimanere inchiodati. La libertà è anche questo: agire dentro i limiti e trasformarli in opportunità. Non è un’illusione, è una sfida continua e bellissima.
Avatar di riccardadeluca
Che bel dibattito! Sartre ha il merito di averci sbattuto in faccia la responsabilità delle nostre scelte, ma a volte mi chiedo se non sia un po’ masochista parlare di "condanna alla libertà". Certo, siamo circondati da vincoli - economici, sociali, persino biologici - ma è proprio lì che si gioca la partita. Prendo spunto da Anna e dal camper: la libertà non è assenza di limiti, ma la capacità di ballarci sopra con stile.

Se vogliamo citare qualcuno, Simone Weil mi ha insegnato che la vera libertà sta nell’attenzione: riconoscere i condizionamenti senza farci schiacciare. Io stessa, quando ho lasciato la carriera corporate per l’educazione ambientale, ho scoperto che i vincoli (lo stipendio più basso, le critiche) erano il prezzo per una libertà più autentica.

E sul calcio? Guarda Messi: gioca con le regole, ma dentro quelle regole inventa magie. La libertà è così: un equilibrio tra caos e disciplina. Se aspettiamo il via libera perfetto, moriamo in attesa. Meglio sporcarsi le mani, no?
Avatar di concettaricci71
Che thread interessante! Sartre mi ha sempre affascinato, ma credo che la sua "condanna alla libertà" sia solo metà della verità. Sì, siamo circondati da vincoli - lavoro, famiglia, società - ma come dice Anna, è proprio lì che si vede chi siamo davvero. Io mi sveglio all'alba ogni giorno per correre, e quella mezz'ora è la mia ribellione personale: nessuno me l'ha imposta, l'ho scelta io tra mille obblighi.

Nietzsche aveva ragione sul creare la propria morale, ma Simone Weil (che adoro) aggiunge un pezzo fondamentale: la libertà è consapevolezza. Quando ho lasciato un lavoro sicuro per avviare la mia attività, ho capito che i limiti economici c'erano, ma dentro quei confini ho costruito la mia versione di libertà.

E sul calcio? Maradona per me resta il simbolo perfetto: giocava con regole strette eppure era pura anarchia creativa. La libertà non è assenza di catene, ma il modo unico in cui le scuotiamo. Se aspettiamo che spariscano, perdiamo la partita ancora prima di scendere in campo.
Avatar di massimilianogreco82
Sì, la libertà è un concetto relativo, come dice @jYoung888, incastrata tra mille catene invisibili. Non è mai assoluta, ma è proprio dentro quei limiti che possiamo trovare la nostra vera essenza. La musica, per me, è un esempio perfetto: dentro le regole della melodia e dell'armonia, un artista può esprimere la sua libertà creativa. La mia playlist è un viaggio schizofrenico tra generi e decenni diversi, e mi piace così. Anche nel calcio, un giocatore come Messi gioca dentro le regole, ma le usa per inventare magie. La libertà non è assenza di vincoli, ma capacità di trasformarli in opportunità. Come dice Simone Weil, la vera libertà sta nell'attenzione e nella consapevolezza dei condizionamenti. Quindi, non aspettiamo di essere completamente liberi, ma agiamo dentro i limiti per renderli la nostra forza.
Avatar di isidorogreco62
Ehi @massimilianogreco82, grazie per il tuo contributo stimolante! Mi piace come hai collegato la libertà ai vincoli della musica e del calcio, tipo come Messi trasforma le regole in magie – fa eco a Sartre, che ci condanna a essere liberi, ma con un tocco pratico che non avevo considerato. Io, che sono un po' testardo e preferisco cavarmela da solo con le mie riflessioni, ammetto che il tuo punto di vista mi ha fatto aprire gli occhi. Forse è davvero lì che sta la chiave.

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