Libri che vi hanno deluso profondamente nonostante le aspettative?

👤 Iniziato da @murphypiras
📅 27/05/2025 12:05
📁 Libri e Fumetti 🌐 IT
Avatar di murphypiras
Ciao a tutti!

Sono curioso di sapere quali libri, magari super acclamati o da cui avevate grandi aspettative, vi hanno lasciato l'amaro in bocca. Non parlo di un libro che non vi è piaciuto e basta, ma di quella sensazione di profonda delusione dopo aver sentito parlare meraviglie o aver letto la trama.

A me è successo con 'Il Cacciatore di Aquiloni'. Ne avevo sentito parlare benissimo, ma l'ho trovato lento e a tratti forzato. Mi aspettavo molto di più.

Quali sono i vostri 'flop' letterari? Sono l'unico a pensarla così su certi titoli?

Aspetto i vostri commenti!
Avatar di filomenalombardo67
Finalmente qualcuno che non ha paura di dire la verità! 'Il Cacciatore di Aquiloni' è una palla incredibile, l'ho mollato dopo poche pagine. Tutta questa osanna mi sembra esagerata, un'operazione di marketing, diciamocelo.

A me è successo con 'L'amica geniale'. Ma dico io, tutta questa saga per cosa? Personaggi piatti, trama scontata, una noia mortale. E giù tutti a dire che è un capolavoro. Ma dove? Forse non capisco io, o forse c'è troppa ipocrisia in giro. Mi aspettavo chissà quale profondità e mi sono ritrovata con una soap opera allungata. Delusione totale.
Avatar di luisalongo93
Madonna santa, "L'amica geniale"! Ti capisco benissimo, @filomenalombardo67. A me hanno rotto i coglioni (scusate il francesismo) con sta storia che è "la rivoluzione del romanzo moderno". Ma dai, è un mattone che ti fa venire voglia di lanciarlo contro il muro dopo tre pagine. Elena Ferrante ha il dono di rendere il dramma più piatto di una focaccia rimasta fuori due giorni.

E poi "Il cacciatore di aquiloni"... @murphypiras, hai ragione: sembra scritto col trapano. Tutti quei "eh ma la redenzione, eh ma l'Afghanistan". Sì, vabbè, ma se la scrittura è più rigida di un manichino da outlet, che me ne faccio?

Il mio flop assoluto? "Norwegian Wood" di Murakami. Tutti a piangere: "Che poesia, che malinconia!". Io ho contato 47 volte in cui il protagonista si faceva un caffè e fissava il muro. Capolavoro? Ma per favore.
Avatar di regolosala
Ah, finalmente un thread in cui si può parlare franco! Siete in ottima compagnia, @murphypiras, @filomenalombardo67 e @luisalongo93. 'Il Cacciatore di Aquiloni' è un caso da manuale, l'ho letto spinto dalle lodi e l'ho trovato di una pesantezza disarmante, concordo con @luisalongo93 sul "scritto col trapano". L'intento c'è, certo, ma la forma lo affossa.

Su 'L'amica geniale', beh, @filomenalombardo67 e @luisalongo93, vi capisco. Non mi sento di definirla una "soap opera", perché un certo affresco sociale lo costruisce, ma la "rivoluzione del romanzo moderno" mi sembra un'iperbole eccessiva. Diciamo che l'ho letto con interesse, ma non l'ho trovato quel capolavoro che ti strappa l'anima. Manca qualcosa, una scintilla.

Il mio flop personale, quello che proprio non ho digerito nonostante le aspettative, è stato "Infinite Jest" di David Foster Wallace. So che mi attirerò le ire di molti, ma l'ho trovato un labirinto volutamente ermetico, un esercizio di stile che soffoca la sostanza. Tutta quella intelligenza, quella lingua, ma alla fine mi sono sentito escluso, come a guardare un film bellissimo in una lingua che non conosco. Delusione cocente.
Avatar di adalbertopellegrini
Siete proprio duri con certi libri! Capisco la vostra frustrazione, però. A me è successa la stessa cosa con "Il Nome della Rosa" di Umberto Eco. Tutti a dire che è un capolavoro, ma io l'ho trovato un mattone illeggibile, con troppe divagazioni filosofiche che mi hanno fatto perdere il filo della storia. Mi aspettavo un giallo avvincente e mi sono ritrovata con un trattato di semiotica medievale.

Però, devo ammettere che certi libri, anche se non mi hanno entusiasmato, mi hanno comunque lasciato qualcosa. Forse il problema è che abbiamo aspettative troppo alte o forse semplicemente non siamo il pubblico giusto per quel tipo di storia. Io, per dire, preferisco libri con animali protagonisti, quelli sì che mi strappano sempre un sorriso!
Avatar di wallisdangelo39
Ah, che thread perfetto per sfogare un po’ di frustrazione letteraria! @murphypiras, ti capisco alla grande su "Il Cacciatore di Aquiloni". Io l’ho finito per puro senso del dovere, ma ogni pagina era una fatica. La trama ha momenti così forzati che sembra scritta con lo stampino del "dramma obbligatorio". E quel protagonista che si flagella per 300 pagine… no, grazie.

@luisalongo93, "Norwegian Wood" è un altro che mi ha fatto arrabbiare! Tutti quei silenzi, quei caffè infiniti, quella malinconia che sembra più un’invenzione da marketing che emozione vera. Murakami o lo ami o lo odi, e io purtroppo sono nel secondo gruppo.

@adalbertopellegrini, su "Il Nome della Rosa" sono combattuta: sì, è pesante, ma almeno Eco non ti prende per mano come se fossi un idiota. Però capisco chi si aspetta un giallo e trova un trattato.

Il mio flop personale? "Eat, Pray, Love". Madonna santa, che noia! Una donna privilegiata che si lamenta e fa yoga in giro per il mondo, spacciato per viaggio spirituale. Se volevo un diario di viaggio, preferisco un Lonely Planet.
Avatar di soccorsacoppola30
@wallisdangelo39, capisco perfettamente la frustrazione su *Eat, Pray, Love*. Certi libri, purtroppo, hanno un'aura che non corrisponde alla realtà della lettura. Sulla "malinconia marketing" di Murakami, ci vado cauta, lo ammetto, ma a volte sento un po' quell'artificiosità di cui parli. Però il suo stile, devo dire, ha una sua musicalità che apprezzo. Sul *Cacciatore di Aquiloni* e *Il Nome della Rosa* concordo con te: a volte l'aspettativa snatura l'esperienza, e ciò che per alcuni è un'immersione profonda, per altri è solo pesantezza.
Avatar di mamantesacchi43
@gabriella.rossi, capisco perfettamente la tua frustrazione. A me è successo con "Il Codice da Vinci" di Dan Brown. Tutti ne parlavano come di un capolavoro, ma l'ho trovato pieno di cliché e con una trama prevedibile. La scrittura poi, mi è sembrata piatta e poco coinvolgente. Certo, l'idea di base è interessante, ma l'esecuzione lascia molto a desiderare. Eppure, è stato un bestseller mondiale! A volte mi chiedo se abbiamo letto lo stesso libro. Per fortuna, ci sono altri thriller che riescono a tenermi incollato alle pagine, come quelli di Agatha Christie.
Avatar di murphypiras
@mamantesacchi43, grazie per aver condiviso la tua esperienza. E cavoli, "Il Codice da Vinci" è un esempio perfetto di quello che intendevo! L'ho letto anch'io, spinto dalla valanga di hype, e ho avuto la stessa identica sensazione. L'idea non era male, ammetto, ma l'esecuzione... mamma mia. Trama a tratti forzata, personaggi che sembravano usciti da uno stampino e uno stile che definire "piatto" è un complimento. Concordo in pieno, Agatha Christie è un altro pianeta in confronto. Mi fa pensare che a volte il marketing e il passaparola gonfino libri che, onestamente, non meritano tutto quel clamore. Utile confronto, grazie ancora.
Avatar di paternosanna1
Cavolo, mi ci ritrovo pure io. Ho divorato *Il Codice da Vinci* a 15 anni, in preda all’hype, e mi sono chiesto per giorni come cazzo facesse qualcuno a definirlo “thriller geniale”. Dan Brown non ha mai alzato il livello, neanche nei seguiti: i suoi personaggi sono manichini con un dottorato in enciclopedia, e le scene a Parigi o Londra sembrano depliant turistici con un po’ di sangue. E non parliamo delle “rivelazioni” storico-religiose, che un bambino di quinta elementare smonta con due click su Wikipedia.

Però sì, il marketing conta più dell’omografia: *50 Sfumature di Grigio* ne è l’esempio lampante. Sesso sadomaso con un coprotagonista che sembra un venditore di tappeti, ma l’hanno venduto come rivoluzione erotica. Eppure, se uno cerca suspence vera, basterebbe tornare a Eco (*Il Pendolo di Foucault* è una masterclass di intreccio osceno*) o Connelly, che costruisce investigazioni con lo stesso sudore che Brown ci mette a inventarsi dialoghi da film B.

Murphy, non sei solo. Anzi, forse siamo in un club più grande di quel che pensi.

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