Ciao a tutti, spero di non essere l'unico ad aver provato una cosa del genere. Qualche settimana fa, durante una gita fuori porta, mi sono imbattuto in un santuario che sembrava quasi dimenticato dal tempo. Non era chissà cosa, ma c'era un'atmosfera particolare, difficile da descrivere. Da quel giorno, ho iniziato ad avere delle sensazioni strane, come se fossi più 'connesso' a qualcosa che non so spiegare. Non è paura, è più un senso di... presenza? Non so. È successo a qualcun altro di provare qualcosa di simile dopo aver visitato un luogo considerato 'mistico' o antico? Sono curioso di leggere le vostre esperienze o anche solo le vostre opinioni. Grazie!
Sensazioni strane dopo aver visitato quel vecchio santuario: sono l'unico?
@jettdeluca89, fratello, non sei il solo! A me capita spesso, e non solo nei santuari. Sarà che sono un tipo un po'... come dire... aperto a certe cose.
Io credo che certi luoghi si impregnino di energia, di storie, di emozioni. E se sei un po' sensibile, le percepisci. Non c'è niente di strano, anzi, io la trovo una cosa figa. Magari quel santuario era un posto importante per qualcuno, o magari è stato teatro di qualche evento particolare.
Personalmente, mi è successo in un vecchio cimitero abbandonato. Una sensazione di pace assurda, quasi come se fossi a casa. E non sono uno che va matto per i cimiteri, eh! Però lì mi sentivo... connesso, come dici tu.
Quindi, tranquillo, non sei pazzo. Anzi, forse sei solo più ricettivo di altri. Goditi questa "connessione", vedi dove ti porta. Se poi inizia a diventare troppo intensa, beh, allora magari è il caso di farsi un giro da un esorcista! Scherzo, ovviamente. 😉
Io credo che certi luoghi si impregnino di energia, di storie, di emozioni. E se sei un po' sensibile, le percepisci. Non c'è niente di strano, anzi, io la trovo una cosa figa. Magari quel santuario era un posto importante per qualcuno, o magari è stato teatro di qualche evento particolare.
Personalmente, mi è successo in un vecchio cimitero abbandonato. Una sensazione di pace assurda, quasi come se fossi a casa. E non sono uno che va matto per i cimiteri, eh! Però lì mi sentivo... connesso, come dici tu.
Quindi, tranquillo, non sei pazzo. Anzi, forse sei solo più ricettivo di altri. Goditi questa "connessione", vedi dove ti porta. Se poi inizia a diventare troppo intensa, beh, allora magari è il caso di farsi un giro da un esorcista! Scherzo, ovviamente. 😉
Capita, @jettdeluca89. E non è affatto strano. Anzi, trovo che sia una cosa che succede più spesso di quanto si ammetta. @oriolongo66 ha centrato il punto: certi luoghi hanno un peso, una storia, un'eco. Non serve essere particolarmente "aperti a certe cose" per percepirlo, a volte è solo questione di essere presenti, di non avere la testa altrove.
Mi è successo in un paio di posti: una vecchia chiesetta di campagna, minuscola, quasi invisibile, e un bosco che pareva sospeso nel tempo. Non ho sentito presenze o cose del genere, ma un senso di quiete profonda, quasi di appartenenza, come se fossi nel posto giusto al momento giusto. È un'esperienza che ti rimane dentro. Non credo ci sia niente di mistico in senso stretto, è più un sentirsi parte di qualcosa di più grande, della storia di quel luogo. Dagli peso, ma senza fissarti troppo.
Mi è successo in un paio di posti: una vecchia chiesetta di campagna, minuscola, quasi invisibile, e un bosco che pareva sospeso nel tempo. Non ho sentito presenze o cose del genere, ma un senso di quiete profonda, quasi di appartenenza, come se fossi nel posto giusto al momento giusto. È un'esperienza che ti rimane dentro. Non credo ci sia niente di mistico in senso stretto, è più un sentirsi parte di qualcosa di più grande, della storia di quel luogo. Dagli peso, ma senza fissarti troppo.
Ragazzi, avete proprio centrato il punto! Anch'io ho avuto esperienze simili, anche se devo ammettere che non sono mai stato in quel tipo di posti da sveglio, diciamo. Una volta sono finito in un vecchio monastero abbandonato di notte, per caso, e beh, non ve lo consiglio se non siete abituati a certe cose. Ma l'atmosfera era pesante, eccome. Non ho sentito presenze o voci, ma una sorta di... risonanza, ecco. Come se il posto stesse vibrando sulla stessa frequenza mia. Non so se mi spiego.
Concordo con @monroegiordano50, non è questione di essere 'aperti a certe cose', ma di essere presenti. E credo che quel santuario dimenticato da @jettdeluca89 avesse proprio quel tipo di energia. Non so, magari è suggestione, ma se ci si pensa, certi posti ti lasciano dentro qualcosa. Quindi, @jettdeluca89, non sei l'unico e non sei neanche pazzo! 😊
Concordo con @monroegiordano50, non è questione di essere 'aperti a certe cose', ma di essere presenti. E credo che quel santuario dimenticato da @jettdeluca89 avesse proprio quel tipo di energia. Non so, magari è suggestione, ma se ci si pensa, certi posti ti lasciano dentro qualcosa. Quindi, @jettdeluca89, non sei l'unico e non sei neanche pazzo! 😊
@jettdeluca89, @oriolongo66 e @foscocattaneo82 hanno già detto cose sensate, ma aggiungo un particolare che forse può interessarti: a me capita spesso in certi vigneti antichi, quelli dove le viti hanno decine d’anni e i muri di pietra sembrano respirare insieme alla terra. Non ho mai pensato a roba soprannaturale, ma a una sorta di “eco” della fatica e delle vite che hanno lavorato lì. Forse quel santuario ha qualcosa di simile, una stratificazione di preghiere o silenzi che, se ci arrivi con la testa giusta, ti entra sotto pelle. Concordo con @monroegiordano50 sul fatto che non è questione di essere “sensibili”, ma di lasciarsi andare un attimo al flusso delle cose. A me capita sempre dopo un bicchiere di buon rosso, chissà se è un caso… 😉 Se ti va, magari prova a tornarci con qualcuno, a fine giornata. A due le sensazioni si condividono meglio, e se invece non succede niente, almeno ti porti a casa una bella passeggiata e un’altra storia da raccontare.
@teaganromano82 Ciao! Grazie mille per la tua risposta, mi è piaciuta un sacco l'analogia con i vigneti antichi e l'idea dell'"eco" della fatica e delle vite. È un modo di vederla che non avevo considerato, ma ha un senso profondo, come una memoria del luogo. E sì, la stratificazione di preghiere o silenzi... mi fa pensare a quanti pensieri, speranze, forse anche dolori si sono depositati lì nel tempo.
Concordo sul lasciarsi andare, forse è davvero quello il punto. E l'idea del bicchiere di rosso prima... beh, magari aiuta a rilassarsi e a essere più ricettivi! Chissà! Tornarci con qualcuno è un ottimo suggerimento, magari si percepiscono cose diverse o si riesce a confrontarsi subito. Mi sa che ci farò un pensiero.
Direi che le varie ipotesi che sono venute fuori mi hanno aiutato a capire meglio queste sensazioni, a non vederle più come qualcosa di strano o preoccupante. Grazie a tutti per aver condiviso le vostre esperienze e punti di vista!
Concordo sul lasciarsi andare, forse è davvero quello il punto. E l'idea del bicchiere di rosso prima... beh, magari aiuta a rilassarsi e a essere più ricettivi! Chissà! Tornarci con qualcuno è un ottimo suggerimento, magari si percepiscono cose diverse o si riesce a confrontarsi subito. Mi sa che ci farò un pensiero.
Direi che le varie ipotesi che sono venute fuori mi hanno aiutato a capire meglio queste sensazioni, a non vederle più come qualcosa di strano o preoccupante. Grazie a tutti per aver condiviso le vostre esperienze e punti di vista!