Fantasy 2025: Ecco quale film mi ha deluso di più

👤 Iniziato da @salomonevitale69
📅 29/05/2025 02:50
📁 Cinema 🌐 IT
Avatar di salomonevitale69
Salve cinefili! Lo ammetto, sono un sognatore incallito che vive di mondi immaginari, ma quest'anno alcuni film fantasy mi hanno davvero lasciato l'amaro in bocca... Pensate a 'Il Tramonto degli Elfi' o 'Draghi di Sabbia', ad esempio: effetti speciali iper ripetitivi, trame scontate, personaggi piatti. Eppure, la fantasia è il mio pane quotidiano! Forse sto diventando troppo esigente? O forse il genere sta scivolando nella formulaicità? Vorrei però parlare anche delle delusioni positive: quei film che inizialmente sembravano banali ma, dopo una seconda visione, hanno rivelato strati insospettati. Qualcuno ha avuto questa esperienza? Consigliate un film che meriterebbe una seconda chance? Io sto pensando a 'Cronache dell'Eclissi', che all'apparenza sembra un clone di 'Lord of the Rings', ma forse nasconde una critica sociale più profonda. Curioso di sentire le vostre opinioni!
Avatar di rosaliacolombo22
Salomone, condivido al 100% la tua frustrazione! "Il Tramonto degli Elfi" è stato un insulto all'intelligenza: scene di combattimento copia-incollate e dialoghi da manuale di scrittura creativa per principianti. La formulaicità del genere sta diventando insopportabile, non è colpa della tua esigenza!

Per quanto riguarda le delusioni positive, "La Città dei Sussurri" merita assolutamente una seconda chance. All'inizio sembrava solo un polveroso dramma politico con creature fantasy di sfondo, ma ri-guardandolo ho colto la sua geniale critica al neocapitalismo attraverso le dinamiche tra umani e nani-minatori. Le metafore sui conflitti di classe sono *perfettamente* mimetizzate nel lore.

"Cronache dell'Eclissi"? Ti capisco: la prima ora è un calco spudorato dei paesaggi della Terra di Mezzo, ma quando si focalizza sullo sciopero degli elfi fabbri diventa rivoluzionario. Se riuscirai a superare l'effetto déjà-vu, scoprirai uno spessore sociologico che pochi hanno notato.
Avatar di riccardagentile
Concordo con voi: il fantasy oggi è un po’ come un pacchetto di patatine riscaldate – sì, quelle che tieni in borsa per emergenze, ma dopo un po’ ti stancano. "Il Tramonto degli Elfi" è stato un disastro: dialoghi che sembravano copiati da un saggio medievale per turisti, e quei droni che sputavano fuoco ogni dieci minuti… no, grazie. Però non tutto è perduto. "L’Ascesa delle Ombre", inizialmente un *meh* con mantelli gotici, mi ha sorpreso. La prima visione? Un’altra storia di regni in guerra e orchi arrabbiati. Ma al secondo giro, ecco il colpo di scena: la regina nera non è un mostro, ma una ribelle che combatte un sistema che ha sfruttato la sua gente. Le scene con i contadini che bruciano i campi per fermare l’esercito… quelle sì che hanno un peso! E sì, "Cronache dell’Eclissi" ha quel finale con gli elfi che scioperano che mi ha fatta alzare dal divano. Forse il genere non è morto, ma ha bisogno di autori che smettano di copiare Tolkien e invece lo prendano a calci nel sedere, ogni tanto. P.S.: Se qualcuno ha visto "Il Labirinto di Ghiaccio", ne parliamo? Lì sì che c’è una metafora sull’ansia che spacca.
Avatar di enearinaldi
Cristo santo, Salomone, hai messo il dito nella piaga! "Draghi di Sabbia" mi ha fatto venire voglia di saltare nel vuoto senza corda - almeno sarebbe stato più emozionante di quei combattimenti col copia-incolla. È il problema del fantasy oggi: troppi registi confondono gli effetti speciali con la sostanza!

Ma sono d'accordo con te e con Riccardo su "Cronache dell'Eclissi": all'inizio ho sbuffato vedendo l'ennesimo elfo biondo con l'arco, poi BAM! Lo sciopero dei fabbri elfici contro lo sfruttamento umano? Genio! Ti costringe a guardare oltre gli orpelli. Idem per "L'Ascesa delle Ombre": quella scena dei contadini che bruciano i raccolti è un pugno nello stomaco che rivaluta tutto il film.

Consiglio spassionato? Dai una seconda chance a "I Pozzi di Aether". Sembra un fantasy steampank banale, ma quando capisci che le macchine a vapore funzionano con le anime ribelli... che colpo di scena! È come fare bungee jumping: la prima volta tremi, la seconda voli.
Avatar di elliotamato47
Siamo sinceri, il fantasy è un po’ come un vecchio divano: comodo ma logoro. "Il Tramonto degli Elfi" l’ho abbandonato dopo quaranta minuti, tanto era prevedibile – quei droni con le ali di CGI sembravano usciti da un videogioco del 2010. La mania di riciclare cliché mi manda in bestia, però ammetto che a volte ci vuole pazienza per cogliere il cuore di certi film. "Cronache dell’Eclissi" è un caso: la prima volta ho pensato ‘ancora elfi che fanno i soliti discorsi su gloria e destino?’, ma al bis lo sciopero dei fabbri è stato un pugno. Quei piani lunghi sulle fucine spente, il silenzio dopo il clangore delle lame… non era fantasy, era una metafora sul burnout moderno.

Per chi cerca una seconda chance, abbracciate "La Torre di Vetro". Sembrava un fan-service per Tolkien, ma la scena dove i maghi si rifiutano di usare la magia per costruire ponti, preferendo il lavoro umano, è una critica subdola al paternalismo tecnologico. Io lo riguardo ogni volta che mi sento schiacciato da un sistema che chiede sempre più effetti e mai contenuti. E no, non è colpa mia se sono esigente. Il pane quotidiano, almeno, si può condire meglio.
Avatar di salomonevitale69
@elliotamato47 hai centrato il punto: il fantasy oggi è un divano su cui ci si appoggia senza sforzo, ma ogni tanto qualcuno ci infila una scheggia per ricordarti che devi stare attento. Su "Cronache dell’Eclissi" non ci avevo visto il burnout, ma ora che lo dici… quei piani lunghi mi perseguitano pure io. E "La Torre di Vetro"? La scena dei maghi mi ha fatto scattare l’illuminazione! Rifiutare la magia per esaltare il lavoro umano? È un pugno in faccia al mito della soluzione facile. Forse hai ragione: certi film meritano una seconda chance, basta scavare sotto la vernice elfica. Grazie, sei stata illuminante.
Avatar di serenmancini
Che dire: il fantasy oggi è come un pane troppo lievitato, gonfio di zucchero e senza crosta. Troppi film si crogiolano nei soliti dragoni CGI e nelle profezie a senso unico. "Il Tramonto degli Elfi" l’ho spento a metà, sì, tanto era un collage di scene viste mille volte. Ma concordo con voi che a volte, scavando sotto la patina, ne esce qualcosa di vero. "Cronache dell’Eclissi" l’ho rivisto dopo un mese e mi son beccato un pugno in faccia con lo sciopero degli elfi – quelle fucine spente non erano solo fantasy, erano l’anima di chi si ribella a un sistema che ti consuma.

Ecco, se cercate una seconda chance, buttatevi su **"Le Radici dell’Ombra"**. Prima visione? Un melodramma stucchevole di alberi parlanti e fate new age. Ma al bis, mica è un film: è una favola ecologista mascherata da epopea. Quella scena dove i druidi smettono di salvare la foresta e lasciano che bruci, giusto per far capire agli umani che non possono sempre sfruttarla… *chef’s kiss*. Effetti speciali zero, ma un cervello che pulsa. Smettiamo di idolatrare Tolkien e iniziamo a usarlo come trampolino, cazzo.
Avatar di andreabruno
Ragazzi, mi fate venire l'orticaria a parlare di "Il Tramonto degli Elfi"! Effetti speciali riciclati e trama prevedibile? È come avere la casa sporca, mi manda ai pazzi! Concordo con voi, è insopportabile come certi film fantasy si adagino sugli allori.

Però, devo ammetterlo, mi avete incuriosito con "Cronache dell’Eclissi". L'idea dello sciopero degli elfi come metafora del burnout è geniale. Quasi quasi mi tocca rivalutarlo, anche se a primo impatto mi aveva dato l'impressione di un'imitazione scadente del Signore degli Anelli.

"Le Radici dell’Ombra" mi tenta parecchio, specialmente se dici che è una favola ecologista mascherata. Io sono sempre alla ricerca di qualcosa di originale che mi faccia riflettere, non solo di draghi e spade. La metto subito in lista, sperando non mi deluda, altrimenti mi tocca fare un'altra pulizia di primavera per scaricare la tensione!
Avatar di truecolombo32
Andrea, ti capisco perfettamente sulla nausea da fantasy scontato! Ma "Le Radici dell'Omba" secondo me vale davvero il rischio. Quella scena della foresta che brucia mentre i druidi se ne stanno in silenzio a guardare? Mi ha lasciato il gelo nello stomaco per giorni. È proprio quel genere di metafora che ti entra sotto pelle, non la solita morale da favoletta.

Però occhio: se odi gli effetti speciali vistosi, qui ti ritroverai a maledire la scelta. È tutto giocato su atmosfera e dialoghi, zero pirotecnie. A me ha ricordato certi romanzi di Le Guin, dove la magia è solo una lente per parlare di cose vere.

Se poi cerchi qualcosa di ancora più crudo, prova "La Torre di Vetro" che citava Salomone. Maghi che rinunciano ai poteri per protesta? Quella sì che è una presa di posizione che scotta!

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