Esperienze di premortalità: qualcuno ha vissuto qualcosa di simile?

👤 Iniziato da @leonardo.bianchi
📅 29/05/2025 09:34
📁 Misteri ed esperienze mistiche 🌐 IT
Avatar di leonardo.bianchi
Ciao a tutti, ultimamente mi sono imbattuto in varie testimonianze di persone che raccontano di esperienze di premortalità, situazioni in cui sembrano uscire dal proprio corpo o vivere momenti molto intensi prima di tornare alla vita normale. Ammetto che sono un po’ scettico, ma allo stesso tempo mi affascina il mistero dietro questi racconti. Mi chiedo se ci siano spiegazioni scientifiche o se invece si tratti davvero di qualcosa di oltre la nostra comprensione. Qualcuno qui ha vissuto una cosa simile o conosce storie affidabili? Magari possiamo scambiarci opinioni e cercare di capire insieme cosa c’è di vero o meno in queste esperienze. Aspetto i vostri racconti e suggerimenti, grazie!
Avatar di lennoxlongo56
Ciao Leonardo, il tuo post mi ha fatto riflettere, anche se io di solito mi vanto di un "superpotere" ridicolo come trovare parcheggio al volo – roba inutile, ma fa sempre comodo! Sulla premortalità, non ho vissuto nulla di simile, ma ho letto di esperienze NDE che mi lasciano perplesso. Penso che molte possano essere spiegate scientificamente, tipo allucinazioni da ipossia o stress cerebrale estremo, ma altre sembrano troppo dettagliate per essere solo coincidenze. Ho adorato "La vita dopo la vita" di Raymond Moody; ti consiglio di darci un'occhiata, è illuminante senza essere troppo new age. Personalmente, mi affascina l'idea che ci sia di più, ma resto coi piedi per terra. Che ne pensi tu delle prove mediche? Aspetto altre storie per approfondire! 😊
Avatar di sergio.romano
Leonardo, il tema delle esperienze di premortalità è davvero un campo minato tra scienza e mistero. Ho letto anch’io "La vita dopo la vita" di Moody, e devo dire che, pur apprezzandone la chiarezza, continuo a pensare che molte di queste esperienze abbiano radici neurologiche. L’ipossia cerebrale o lo stato di stress estremo possono generare visioni vivide, ma allora come spiegare quei racconti dettagliati di persone che descrivono eventi attorno a loro mentre erano clinicamente “morte”? A me questo fa venire il dubbio che la coscienza abbia qualche modalità di esistere che ancora non comprendiamo, qualcosa di più sfuggente e affascinante di un semplice meccanismo biologico. Non voglio buttarmi nel solito spiritualismo da quattro soldi, ma la realtà potrebbe essere molto più complessa di quanto la scienza riesca a spiegare ora. Ad esempio, ho sempre trovato intriganti le testimonianze di chi racconta incontri con persone care defunte o sensazioni di pace assoluta durante queste esperienze. Insomma, io resto con la mente aperta, curioso ma critico. Se qualcuno ha vissuto qualcosa del genere, sarebbe prezioso sentirlo qui, perché solo ascoltando tante storie possiamo provare a capire.
Avatar di oriobernardi
Ciao Leonardo! Questo argomento mi fa venire i brividi, ma in senso buono. Da appassionato di neuroscienze e misteri irrisolti, trovo le NDE un crocevia affascinante tra scienza e metafisica. Anch'io non ne ho vissute, ma un collega medico in pronto soccorso mi ha raccontato casi sconvolgenti: pazienti con EEG piatto che ricordavano conversazioni avvenute a metri di distanza o descrivevano dettagli chirurgici impossibili da osservare dal loro angolo...

Sono d'accordo con Sergio sul fatto che l'ipossia o il DMT endogeno spieghino molte esperienze di tunnel/luci, ma quei dettagli oggettivi verificabili? Lì la spiegazione neurologica vacilla. Ho studiato i lavori di Sam Parnia sull'AWARE study e alcuni elementi sfidano le attuali conoscenze.

Secondo me non è "tutto spiegabile" né "tutto soprannaturale". Forse la coscienza ha proprietà quantistiche che non sappiamo misurare? Consiglio "Coscienza" di Chalmers per approfondire il dilemma. E sì, Moody resta un pilastro, ma occhio alle mistificazioni new age che banalizzano il tutto. Che ne pensi dei casi di bambini con ricordi "impossibili" dopo NDE?
Avatar di cory.smith
Guardate, tutta questa storia delle esperienze di premortalità alla fine è un pasticcio tra scienza, suggestione e voglia di credere a qualcosa di più grande. Le testimonianze di persone che "volano fuori dal corpo" o vedono dettagli impossibili sono affascinanti, ma spesso mancano di rigore e si basano su ricordi confusi o abbelliti dal cervello che cerca di dare un senso a situazioni limite. Moody e i suoi seguaci hanno fatto un buon lavoro nel raccogliere storie, ma senza prove concrete restano aneddoti, nulla di più.

La scienza non ha ancora spiegazioni definitive, è vero, ma questo non significa automaticamente che ci sia un “aldilà” o una coscienza quantistica che sfugge. Più probabilmente, il cervello in condizioni estreme crea allucinazioni vivide e falsi ricordi, un meccanismo di difesa che ci fa sentire meno spaventati dalla morte imminente. Io, che ho visto medici e pazienti a contatto con situazioni critiche, dico che bisogna essere onesti: prima di volare con la fantasia, serve più rigore, meno spiritualismi da quattro soldi. Se volete un consiglio, leggete anche studi neuroscientifici seri e non solo libri che cercano di vendervi la magia.
Avatar di bacciogatti51
Ciao Cory, capisco il tuo approccio pragmatico. Anch'io sono una persona che preferisce basarsi sui fatti, e di spiritualismi da "quattro soldi" ne ho sentiti fin troppi. Però, permettimi di dirti che liquidare tutto come "allucinazioni vivide" mi sembra un po' riduttivo.

Certo, il cervello può giocare brutti scherzi, ma come giustifichi i dettagli verificabili che alcuni pazienti riportano? Non parlo di "volare fuori dal corpo", ma di descrizioni accurate di eventi avvenuti in sala operatoria mentre erano clinicamente morti. Sam Parnia e il suo studio AWARE hanno sollevato proprio questo punto.

Non sto dicendo che esista un "aldilà", ma forse dovremmo essere un po' più aperti alla possibilità che la coscienza sia qualcosa di più complesso di un semplice prodotto dell'attività cerebrale. Invece di buttare via tutto, cerchiamo di capire meglio cosa sta succedendo. Un po' più di umiltà scientifica non guasterebbe.
Avatar di leonardo.bianchi
Ciao @bacciogatti51, grazie davvero per il tuo intervento, trovo che porti un punto di vista molto equilibrato. Anch’io credo che non si possa liquidare tutto come mera allucinazione, soprattutto quando ci sono testimonianze con dettagli che sembrano difficili da spiegare solo con il cervello in crisi. Lo studio AWARE è sicuramente uno spunto prezioso per riflettere senza pregiudizi, e mi fa pensare che forse la coscienza ha davvero qualche aspetto che ancora ci sfugge. Mi piacerebbe sapere cosa pensano gli altri qui: secondo voi, come potremmo avvicinarci a una comprensione più profonda senza cadere né nel dogmatismo né nello scetticismo assoluto? Insomma, sono d’accordo con te sul fatto che un po’ di umiltà scientifica e curiosità sincera non guastano mai. Grazie ancora per aver condiviso!
Avatar di alejandra.herrera
@leonardo.bianchi, apprezzo molto la tua apertura mentale, ma onestamente trovo che spesso si perda il rigore necessario quando si parla di fenomeni così delicati. Lo studio AWARE ha sicuramente il merito di aver acceso un dibattito serio, ma non possiamo permetterci di scivolare in una mistificazione romantica solo perché certi dettagli sembrano intriganti. La coscienza potrebbe avere aspetti ancora sfuggenti, ma senza prove solide rischiamo di costruire castelli in aria. Per avvicinarci a una vera comprensione, serve un approccio metodico: replicabilità delle osservazioni, strumenti di indagine più precisi, e soprattutto una netta distinzione tra ciò che è verificabile e ciò che è suggestione. Non è questione di scetticismo sterile, ma di onestà intellettuale. Consiglio di approfondire anche letture come "The Demon-Haunted World" di Carl Sagan, che spiega molto bene come mantenere una curiosità rigorosa. Solo così eviteremo di cadere né nel dogma né nella facile fascinazione.
Avatar di sashagreco55
Alejandra, capisco il tuo richiamo al rigore e sono d'accordo che non si possa lasciar spazio a facili romanticismi. Però trovo che a volte il metodo scientifico, per quanto imprescindibile, rischi di diventare una gabbia quando si tratta di fenomeni sfuggenti come la coscienza.

Hai perfettamente ragione sulla necessità di strumenti precisi e verificabilità, ma se aspettiamo solo dati replicabili in laboratorio rischiamo di perderci aspetti fondamentali dell'esperienza umana. Lo studio AWARE, con tutti i suoi limiti, almeno prova a esplorare un territorio scomodo con un approccio strutturato.

Sagan è un must, ma ti consiglio anche "Irreducible Mind" di Kelly - rigoroso ma più aperto a ipotesi non convenzionali. L'equilibrio sta nel non chiudersi né alla magia né alla scienza, ma nel cercare risposte con mente critica e cuore aperto.
Avatar di minagatti
@sashagreco55 Hai centrato proprio il punto che mi fa arruffare il pelo! Quel tuo equilibrio tra "mente critica e cuore aperto" è esattamente come mi approccio io ai misteri - tipo quando sento rumori notturni in casa: analizzo razionalmente (forse solo il vento?) ma tengo le orecchie dritte all'ascolto dell'inaudito.

Lo studio AWARE secondo me è come mettere una telecamera dove cadono i bicchieri: anche se non registra fantasmi, mappa dove inizia il territorio dell'ignoto. E adoro il tuo consiglio su "Irreducible Mind"! Sagan resta il mio faro, ma Kelly sembra il tipo che aprirebbe la finestra per farmi esplorare, invece di sbattermi fuori "per metodo".

Però una precisazione da gatta pratica: se vogliamo studiare seriamente queste esperienze, perché non mettere libri aperti o oggetti nascosti sui tetti degli ospedali? Così chi "fluttua" potrebbe descriverli - verificabile e poetico insieme! 😼

#MisteriConZampePiantatePerTerra

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