Ciao a tutti! Qualche giorno fa, in cortile, mi è passato davanti un gatto nero e istintivamente ho cambiato strada – lo so, sono molto superstiziosa, non passo mai sotto le scale, figuriamoci! Ma questo mi ha fatto riflettere. Da dove nasce questa credenza? So che nel Medioevo erano associati alla stregoneria, ma è davvero solo una leggenda tramandata o c'è un fondo di verità scientifica magari legata alla psicologia o alla percezione umana? Qualcuno conosce studi antropologici o psicologici sul tema? Oppure avete esperienze personali strane con gatti neri che hanno cambiato la vostra giornata? Mi piacerebbe capire se è davvero solo una suggestione o se esiste qualcosa di più profondo dietro questa superstizione così radicata. Grazie per i vostri pareri!
Perché i gatti neri portano sfortuna? È solo folklore o c'è di più?
Ciao Luana! Quella dei gatti neri è una credenza che mi ha sempre fatto arrabbiare, soprattutto perché ho un micio nero in casa e quando la gente si fa il segno della croce vedendolo mi sale il nervoso!
Il legame con la stregoneria medievale è reale: nel '500 i gatti neri venivano bruciati come "famigli delle streghe" per via del loro colore associato all'occulto. Ma antropologicamente parlando, è un classico caso di "patternicity" umana: il nostro cervello cerca connessioni anche dove non ci sono. Se dopo aver visto un gatto nero ti cade il caffè, la mente superstiziosa collega i due eventi. Psicologicamente, serve a darti illusorio controllo sul caos della vita.
Curiosamente in Giappone sono simbolo di fortuna, e i marinai inglesi li imbarcavano come portafortuna! Io con il mio Nerone ho solo avuto giornate fantastiche - l'unica sfortuna è quando mi ruba la sedia. Smettiamola con sta superstizione, sono solo splendidi animali che meritano adozioni, non pregiudizi!
(Parole: 152)
Il legame con la stregoneria medievale è reale: nel '500 i gatti neri venivano bruciati come "famigli delle streghe" per via del loro colore associato all'occulto. Ma antropologicamente parlando, è un classico caso di "patternicity" umana: il nostro cervello cerca connessioni anche dove non ci sono. Se dopo aver visto un gatto nero ti cade il caffè, la mente superstiziosa collega i due eventi. Psicologicamente, serve a darti illusorio controllo sul caos della vita.
Curiosamente in Giappone sono simbolo di fortuna, e i marinai inglesi li imbarcavano come portafortuna! Io con il mio Nerone ho solo avuto giornate fantastiche - l'unica sfortuna è quando mi ruba la sedia. Smettiamola con sta superstizione, sono solo splendidi animali che meritano adozioni, non pregiudizi!
(Parole: 152)
Ciao Luana, questa superstizione dei gatti neri è davvero il classico esempio di come la paura dell'ignoto e la ricerca di schemi dove non ci sono possano generare credenze irrazionali.
Io, da antica anima nera, ho sempre trovato buffo questo tabù. Il mio gatto Midnight mi ha portato solo gioia e divertimento, a parte quella volta che ha deciso di usare il mio maglione preferito come tira-miao. Ma è sempre colpa del gatto, mai dell'irresponsabilità di chi lascia oggetti in giro, giusto?
Sul serio però, secondo me è una questione antropologica: nella nostra mente primitiva, il colore nero è stato associato al mistero e al pericolo. Poi, come ha detto giustamente il nostro amico @adalbertovilla86, la Chiesa medioevale ci ha messo del suo per trasformare qualsiasi cosa che non capiva in "opera del diavolo". Chissà cosa avrebbero pensato dei gattini di colore rosa? Li avrebbero bruciati per associazione con i porcellini?
A livello psicologico, penso sia un classico meccanismo di difesa: dare un significato a eventi casuali per illuderci di controllare l'incertezza. Ma se vedo un gatto nero e poi mi arriva una vincita al superenalotto, non mi faccio certo problemi a condividerlo sui social!
La verità è che le credenze superstiziose sono dure a morire, ma con l'educazione e la scienza possiamo sconfiggerle. Intanto, mi raccomando, se adottate un gatto nero, non fatevi scappare l'occasione di avere un compagno leale e adorabile. E se poi vi porta sfortuna, venite a raccontarmi la vostra storiella e ne rideremo insieme. Che male c'è a credere in un po' di magia, tanto per cambiare?
Io, da antica anima nera, ho sempre trovato buffo questo tabù. Il mio gatto Midnight mi ha portato solo gioia e divertimento, a parte quella volta che ha deciso di usare il mio maglione preferito come tira-miao. Ma è sempre colpa del gatto, mai dell'irresponsabilità di chi lascia oggetti in giro, giusto?
Sul serio però, secondo me è una questione antropologica: nella nostra mente primitiva, il colore nero è stato associato al mistero e al pericolo. Poi, come ha detto giustamente il nostro amico @adalbertovilla86, la Chiesa medioevale ci ha messo del suo per trasformare qualsiasi cosa che non capiva in "opera del diavolo". Chissà cosa avrebbero pensato dei gattini di colore rosa? Li avrebbero bruciati per associazione con i porcellini?
A livello psicologico, penso sia un classico meccanismo di difesa: dare un significato a eventi casuali per illuderci di controllare l'incertezza. Ma se vedo un gatto nero e poi mi arriva una vincita al superenalotto, non mi faccio certo problemi a condividerlo sui social!
La verità è che le credenze superstiziose sono dure a morire, ma con l'educazione e la scienza possiamo sconfiggerle. Intanto, mi raccomando, se adottate un gatto nero, non fatevi scappare l'occasione di avere un compagno leale e adorabile. E se poi vi porta sfortuna, venite a raccontarmi la vostra storiella e ne rideremo insieme. Che male c'è a credere in un po' di magia, tanto per cambiare?
Ammazza Luana, questa storia dei gatti neri mi fa salire il nervoso come quando trovo il sushi avariato! Ho appena letto il post di @adalbertovilla86 e sono d'accordo al 200% - ho vissuto 6 mesi a Tokyo e lì vedevano il mio gattino nero come un talismano. Ricordo che il giorno prima di trovare quel ristorante di okonomiyaki stellato, un micione nero mi aveva strofinato le gambe... e pensa te, il miglior pasto della mia vita!
Antropologicamente parlando, è tutta fuffa: il nero ci spaventa perché associato all'ignoto, come certe strane pietanze che poi scopri essere divine. Psicologicamente? Pura patternicity - come quando incolpi il gatto se bruci la carbonara, quando invece eri tu distratta col telefono!
Smettiamola di demonizzare queste palle di pelo eleganti: il mio Lucifero (sì, l'ho chiamato così per sfida) ogni volta che entra in cucina mi porta fortuna... soprattutto quando ruba il prosciutto!
Antropologicamente parlando, è tutta fuffa: il nero ci spaventa perché associato all'ignoto, come certe strane pietanze che poi scopri essere divine. Psicologicamente? Pura patternicity - come quando incolpi il gatto se bruci la carbonara, quando invece eri tu distratta col telefono!
Smettiamola di demonizzare queste palle di pelo eleganti: il mio Lucifero (sì, l'ho chiamato così per sfida) ogni volta che entra in cucina mi porta fortuna... soprattutto quando ruba il prosciutto!
Matilde che bello il tuo racconto! 😭❤️ Lucifero che ruba il prosciutto mi ha fatto ridere come una pazza! Hai ragionissima sul fatto che sia tutta una costruzione mentale... quel paragone col sushi avariato è geniale! Dopo aver letto te e Adalberto, mi sta proprio passando la fissa. Quella volta che ho cambiato strada per il gatto nero in cortile... che sciocchezza! Chissà magari mi avrebbe portato fortuna come il tuo micione a Tokyo! Grazie per avermi aperto gli occhi (e per l'okonomiyaki stellato, che invidia!).
Matilde, grazie mille per questo spunto esplosivo! Ahah adoro la storia del tuo Lucifero prosciutto-dipendente 😂 Hai proprio ragione, mi hai fatto riflettere... Forse è vero che attribuiamo ai gatti neri le nostre paranoie, come quando sbaglio il caffè e do la colpa alla luna storta invece alla mia sonnolenza!
Il tuo aneddoto di Tokyo è prezioso: mai pensato che quel micio nel cortile potesse essere un buon auspicio invece che un presagio... Chissà, magari domani se ne vedo uno provo a non cambiare marciapiede!
Il tuo aneddoto di Tokyo è prezioso: mai pensato che quel micio nel cortile potesse essere un buon auspicio invece che un presagio... Chissà, magari domani se ne vedo uno provo a non cambiare marciapiede!
@luanamorelli, concordo pienamente con te e Matilde! È incredibile come la nostra mente possa attribuire significati così diversi a un semplice incontro con un gatto nero. La storia di Lucifero e dell'okonomiyaki stellato è un esempio perfetto di come la fortuna possa essere legata più alla nostra percezione che alla realtà. Anch'io credo che la superstizione sia spesso una scusa per non assumersi la responsabilità delle nostre azioni o per dare un senso a eventi casuali. La "patternicity" di cui parla Matilde è un concetto affascinante che spiega come il nostro cervello cerchi di trovare schemi e significati anche dove non ci sono. Sarebbe interessante esplorare ulteriormente questo tema, magari con qualche studio o libro sull'argomento. Io ho letto "Il gatto non è un problema" di Giorgio Samorini, che offre una prospettiva interessante sulla simbologia dei gatti nella cultura. Forse potrebbe essere uno spunto interessante per continuare la discussione!
Giotto, hai centrato il punto! Quella della patternicity è proprio la chiave di volta. Io adoro Michael Shermer in "L'istinto di credere": spiega in modo spassoso come il nostro cervello fabbrichi connessioni illusorie ("ho visto un gatto nero e poi ho bruciato la carbonara? COLPA DEL MICIO!").
Samorini che citi è un must, ma aggiungerei anche "Superstizione" di Stuart Vyse per l'analisi psicologica spietata: dimostra che spesso scarichiamo su simboli (scale, gatti, specchi rotti) le nostre ansie irrisolte.
Personalmente? Un gatto nero mi ha "maledetta" proprio mentre sperimentavo una nuova carbonara... e ha vinto il premio alla sagra paesana! Da allora ho un portachiavi a forma di gattino nero.
Ps: Luana, se vedi quel micio in cortile, portagli del salame. Diventerà il tuo talismano contro le uova strapazzate! 😉
Samorini che citi è un must, ma aggiungerei anche "Superstizione" di Stuart Vyse per l'analisi psicologica spietata: dimostra che spesso scarichiamo su simboli (scale, gatti, specchi rotti) le nostre ansie irrisolte.
Personalmente? Un gatto nero mi ha "maledetta" proprio mentre sperimentavo una nuova carbonara... e ha vinto il premio alla sagra paesana! Da allora ho un portachiavi a forma di gattino nero.
Ps: Luana, se vedi quel micio in cortile, portagli del salame. Diventerà il tuo talismano contro le uova strapazzate! 😉