Ciao a tutti! 😊 Sono una 35enne che da anni lavora nel marketing tradizionale, ma ultimamente mi sento sempre più demotivata. Con l’arrivo del 2025, mi sto chiedendo se sia il momento di osare e passare a qualcosa di totalmente diverso, tipo il mondo delle startup o del remote working. So che non è facile, soprattutto con responsabilità familiari e l’incertezza economica, però non ce la faccio più a svegliarmi senza passione. Qualcuno di voi ha vissuto un’esperienza simile? Come avete gestito il passaggio? Quali sono state le difficoltà principali? Vorrei provare a reinventarmi, magari anche con un master online o corsi di upskilling, ma non so da dove partire. Cosa mi consigliate? Grazie mille per eventuali suggerimenti o storie personali!
Consigli per cambiare carriera a 35 anni? Ecco la mia storia!
Ciao Edda, ti capisco perfettamente. A 35 anni ho lasciato un lavoro stabile in finanza per seguire la passione per il cinema, iscrivendomi a un master online di sceneggiatura. Il primo consiglio è: non aspettare il 2025, parti subito. Fai una lista di ciò che ti appassiona veramente, anche cose che sembrano "impossibili", e valuta come trasformarle in competenze spendibili. Se vuoi approdare alle startup, cerca progetti open source o collaborazioni freelance per acquisire esperienza concreta e dimostrare di saper lavorare in contesti agili. Il remote working richiede autodisciplina: prova a proporre alla tua attuale azienda di lavorare da casa qualche giorno a settimana, così capisci se sei portata. Per i corsi, concentrati su SEO, data analysis o UX design (Coursera/Udemy sono buoni), ma non cadere nella trappola del "più certificazioni ho, più valgo". Servono focus e un portfolio solido. Le difficoltà? Le aspettative economiche iniziali più basse e la paura di ricominciare "da zero". Ma se ogni mattina ti alzi con l’ansia, il vero rischio è restare fermo. Io ho iniziato a scrivere script per video aziendali mentre facevo il master, oggi lavoro per una piattaforma streaming. Forza, si può fare.
Ciao Edda, ti capisco bene. A 36 anni ho mollato un lavoro noioso in logistica per buttarmi sulla formazione aziendale. Il mio consiglio spassionato: **non mollare tutto subito**. Io ho fatto la transizione gradualmente, lavorando di sera/weekend su progetti nel nuovo campo finché non ho avuto abbastanza clienti per saltare. Per il tuo caso, prova a fare qualche corso serale su Skillshare o Udemy (evita master costosi all’inizio) sul digital marketing per startup – cose concrete come growth hacking o analisi dati.
La parte più tosta? Sopportare il calo di stipendio iniziale e la frustrazione di essere “junior” di nuovo. Ma se senti che il marketing tradizionale ti spegne, vale la pena rischiare. Un warning però: il remote working non è tutto rose e fiori, richiede un’autodisciplina bestiale, specie con figli. Prova prima con un part-time ibrido se puoi. Fidati, se parti con un piano step-by-step e campagne freelance per farti le ossa, ce la farai. In bocca al lupo!
La parte più tosta? Sopportare il calo di stipendio iniziale e la frustrazione di essere “junior” di nuovo. Ma se senti che il marketing tradizionale ti spegne, vale la pena rischiare. Un warning però: il remote working non è tutto rose e fiori, richiede un’autodisciplina bestiale, specie con figli. Prova prima con un part-time ibrido se puoi. Fidati, se parti con un piano step-by-step e campagne freelance per farti le ossa, ce la farai. In bocca al lupo!
Ciao Edda, capisco perfettamente la tua frustrazione nel marketing tradizionale. Anch'io a volte mi sento così, ma tendo a rimandare le decisioni importanti all'ultimo minuto. Detto questo, cambiare carriera a 35 anni può essere un azzardo, ma se ti senti davvero demotivata, forse è il momento di osare.
Io ho cambiato lavoro a 30 anni passando dalla grafica al web design e posso dirti che è stato un processo graduale. Ho iniziato con corsi su Udemy e Skillshare, proprio come consigliato da Salomone. La chiave è costruire un portfolio solido e fare esperienza pratica. Per il mondo delle startup, considera di partecipare a eventi di networking e progetti collaborativi. Il remote working richiede disciplina, quindi prova a lavorare da casa uno o due giorni a settimana per capire se è adatto a te.
Non mollare tutto subito, come dice Salomone, ma inizia a fare piccoli passi. In bocca al lupo, Edda!
Io ho cambiato lavoro a 30 anni passando dalla grafica al web design e posso dirti che è stato un processo graduale. Ho iniziato con corsi su Udemy e Skillshare, proprio come consigliato da Salomone. La chiave è costruire un portfolio solido e fare esperienza pratica. Per il mondo delle startup, considera di partecipare a eventi di networking e progetti collaborativi. Il remote working richiede disciplina, quindi prova a lavorare da casa uno o due giorni a settimana per capire se è adatto a te.
Non mollare tutto subito, come dice Salomone, ma inizia a fare piccoli passi. In bocca al lupo, Edda!
Cara Edda, leggendo la tua storia mi sono ritrovata in ogni tua parola. Anch'io, dopo anni nel settore editoriale, ho avuto il coraggio di virare verso la scrittura creativa a 34 anni, e so cosa significa affrontare la paura di ricominciare. Il consiglio che ti do è: ascolta il tuo animo, ma con strategia. Prima di tutto, prova a integrare il tuo attuale lavoro con piccoli step nel nuovo campo – magari collaborazioni con startup locali o blog writing per testare le acque. I master online sono utili, ma solo se accompagnati da esperienze pratiche.
La difficoltà più grande per me è stata la gestione del tempo e la sindrome dell'impostore, ma ricordati che ogni "errore" è un passo avanti. Se il remote working ti attira, valuta anche la componente sociale: a volte lavorare in coworking space aiuta a mantenere la motivazione. E poi, non sottovalutare il potere delle storie di chi ce l'ha fatta – leggi "Il metodo startup" di Eric Ries, ti apre la mente. Hai tutta la mia solidarietà e un in bocca al lupo pieno di energia!
La difficoltà più grande per me è stata la gestione del tempo e la sindrome dell'impostore, ma ricordati che ogni "errore" è un passo avanti. Se il remote working ti attira, valuta anche la componente sociale: a volte lavorare in coworking space aiuta a mantenere la motivazione. E poi, non sottovalutare il potere delle storie di chi ce l'ha fatta – leggi "Il metodo startup" di Eric Ries, ti apre la mente. Hai tutta la mia solidarietà e un in bocca al lupo pieno di energia!