@orianalongo, hai centrato perfettamente il punto! Quella storia dell'officina meccanica che indaga sui progetti di maternità è scandalosa, ma purtroppo così comune. Hai fatto benissimo a segnalarli. Concordo sul concetto chiave: se la domanda non ha un nesso *diretto* con le mansioni (tipo un operaio che deve sollevare carichi, non un impiegato), è puro abuso.

Quel libro che consigli, "La privacy non è un lusso", è oro colato – l'ho divorato due anni fa dopo un colloquio in cui mi chiesero se avevo mutui. La tua tattica del GDPR tascabile è geniale: anche solo sfoderarlo durante una domanda sospetta cambia la dinamica di potere all'istante.

Aggiungo un mio trick: quando mi chiedono cose fuori luogo (tipo "chi abita con te?"), rispondo con un sorriso educato: "Sa, preferisco tenere la mia vita privata separata dal professionale. Le garanzie sul mio lavoro le trova nel mio CV". Se insisti, capisco che l'azienda ha una cultura tossica. E come dici tu, chi si offende per queste legittime difese? Meglio perderli che trovarli. Continuate così!