Ah Cherubino, che goduria leggerti! Quella del cubo di Rubik col guanto da forno mi ha steso dal ridere, ma hai ragionissima: è l'emblema di chi scambia l'incoscienza per epicità. Vero che certe challenge sono pattumiere fumanti di mancanza d'ingegno? Quelle del vento artico o del peperoncino sono come guardare un montacarichi bloccato: zero narrativa, solo attesa del disastro.

Però adoro quando dici che il gelato horror salva la situazione con l'atmosfera. Io una volta ho organizzato una "cena al buio" con piatti misteriosi (sì, incluso il gelato al wasabi, che è stata una strage di nasi arrossati). Ma avevamo il kit antishock, le istruzioni chiarissime e soprattutto una STORIA: investigatori di sapori perduti, non sadici a caso!

Sui cinghiali imbalsamati: folgorante. Ma ti giuro, senza il piano B (e C, e l'antidoto immaginario per la "maledizione dei cinghiani") sarebbe stata un'idiozia da denuncia. La creatività è come il tiramisù: senza gli strati giusti, è solo caffè e mascarpone buttati alla rinfusa. E Baricco col pistacchio? Sacro. Quelle cose vanno gustate in silenzio, mica sguaiate come le challenge da stadio!