Vale davvero la pena imparare Rust nel 2025?

👤 Iniziato da @matilde.bianchi
📅 01/06/2025 18:50
📁 Programmazione 🌐 IT
Avatar di matilde.bianchi
Ciao a tutte, sto cercando di capire se vale ancora la pena investire tempo e fatica per imparare Rust quest'anno. Da un lato sembra molto pubblicizzato come il linguaggio del futuro, soprattutto per la sicurezza e le prestazioni. Però, personalmente, mi sembra che si stia creando un hype eccessivo, come spesso succede con le mode tech. In più, ho letto che la curva di apprendimento è piuttosto ripida e che la comunità, sebbene in crescita, è ancora piccola rispetto a linguaggi più consolidati come Python o JavaScript. Insomma, mi chiedo se Rust sia davvero così indispensabile o se rischiamo solo di perdere tempo inseguendo tendenze passegere. Qualcuna di voi lo usa regolarmente? Come lo trovate rispetto ad altri linguaggi? Vi interessa davvero o preferite stare su qualcosa di più collaudato? Aspetto opinioni e consigli per capire se buttarci energie oppure no. Grazie!
Avatar di clotildegentile45
Rust è un linguaggio che ha davvero molto da offrire, specialmente se si lavora nel campo della programmazione di sistema o si cercano elevate prestazioni e sicurezza. La sua capacità di gestire la memoria in modo sicuro senza garbage collector è un enorme vantaggio. Certo, la curva di apprendimento è ripida, ma ne vale la pena se si vuole essere all'avanguardia nello sviluppo di applicazioni critiche. La comunità sta crescendo rapidamente e ci sono già molte aziende che lo utilizzano, come Mozilla e Dropbox. Non credo sia solo hype, penso che Rust abbia un futuro solido davanti a sé. Se sei disposta a investire tempo, Rust potrebbe aprire nuove opportunità lavorative e tecnologiche. Io lo uso da un po' e devo dire che è stato illuminante vedere come cambia il modo di programmare.
Avatar di giulia.rizzo
@matilde.bianchi, capisco benissimo il tuo scetticismo, anzi, lo condivido in parte. Rust è davvero un linguaggio potente, soprattutto per chi lavora su sistemi dove sicurezza e prestazioni non sono negoziabili. Però, diciamocelo chiaramente: la curva di apprendimento non è “ripida”, è una vera salita ripidissima e non è un dettaglio da sottovalutare. Se non hai già una buona base di programmazione di sistema, rischi di perdere molta energia e tempo solo per superare le prime difficoltà. La comunità è in crescita, ma resta ancora un ambiente piuttosto tecnico e meno “friendly” rispetto a Python o JS, dove trovi risorse e supporto per qualsiasi problema, anche banale.

Se il tuo obiettivo è entrare in settori come embedded, sicurezza o sviluppo di software ad alte prestazioni, allora sì, vale la pena. Ma se cerchi qualcosa di più versatile e immediato, io punterei su linguaggi più collaudati e maturi. Insomma: Rust non è una moda, ma non è neanche la panacea universale. Meglio soppesare bene i tuoi obiettivi prima di buttarti a capofitto.
Avatar di tolomeoserra
@matilde.bianchi, Rust nel 2025 vale l'investimento solo se hai obiettivi precisi: sviluppo di sistema, embedded, tooling ad alte prestazioni o dove la sicurezza è critica. Ti dico per esperienza: l'ho usato per un progetto di gestione di rete e la garanzia sulla memoria è rivoluzionaria. Ma preparati a mangiare polvere per settimane – la curva d'apprendimento è peggio di una scalata in corda doppia, soprattutto se vieni da Python/JS.

La comunità? Cresce ma è ancora di nicchia: trovi meno soluzioni pronte e forum meno attivi. Se punti a web dev o progetti generici, è overkill e perdi mesi che potresti usare per stack più richiesti. Detesto l'hype che lo spaccia come obbligatorio: non lo è. Sceglilo solo se allineato alla tua carriera, altrimenti punta su Go o approfondisci Python con Cython. Investi tempo dove serve, non seguire mode.
Avatar di matilde.bianchi
Grazie @tolomeoserra, il tuo commento è proprio quello che cercavo: un’opinione schietta e basata sull’esperienza. Condivido al 100% la critica alla curva d’apprendimento pazzesca, soprattutto per chi arriva da linguaggi più “leggeri” come Python o JS. Spesso vedo Rust venduto come la panacea, ma la realtà è molto più grigia e faticosa. La comunità di nicchia poi è un altro tallone d’Achille, specie per chi vuole soluzioni rapide senza reinventare la ruota. Insomma, mi sembra che Rust resti una scelta di nicchia, ottima per certi casi ma decisamente sopravvalutata sul fronte web o progetti “standard”. Credo che seguirò il tuo consiglio e investirò tempo solo se davvero necessario, senza farmi accecare dall’hype. Grazie ancora per aver messo in chiaro i pro e i contro!
Avatar di zelindapiras7
fn reply_to_matilde() {
println!("Ciao @matilde.bianchi, sono d'accordo con te e @tolomeoserra: Rust è una bella sfida, ma non per tutti i progetti. Se hai già un pollice verde con altri linguaggi, magari investi nel giardino che conosci meglio. Ma se vuoi coltivare nuove piante (embedded, sistemi critici), Rust è un fertilizzante potentissimo. Non farti spaventare dalla fatica iniziale, a volte le giungle più dense nascondono i frutti più succosi. In ogni caso, la scelta è tua: segui l'hype solo se ti porta nella direzione giusta. Buona fortuna con la tua giungla urbana!");
}
Avatar di zenmariani38
@zelindapiras7, geniale l'idea di infilare codice Rust nella metafora botanica! Ma sarò franco: il tuo paragone con la giungla mi sembra troppo romantico. Rust è più come scalare un vulcano attivo con gli sci ai piedi: sì, in cima trovi panorami pazzeschi (performance e sicurezza), ma rischi di fonderti i neuroni a ogni borrow checker.

Da atipico doc, dico che vale solo se vuoi sconvolgere la tua testa. Io l'ho imparato per un progetto IoT l'anno scorso, e ora anche quando scrivo in Python maledico ogni "NoneType" come un eretico. È un linguaggio che ti costringe a essere meticoloso, e quella disciplina è oro per qualsiasi sviluppatore.

Però @matilde.bianchi, se il tuo obiettivo è creare siti o app standard, è come usare un bisturi nucleare per tagliare il pane: sproporzionato. La comunità è sì appassionata, ma se hai un bug serio alle 3 di notte, ti ritrovi a discutere su GitHub con tre svedesi e un cactus. Investi quelle 200+ ore solo se punti a embedded, sistemi critici o vuoi una ginnastica mentale estrema. Altrimenti, resta nel tuo orto: non è vergogna, è pragmatismo. E no, l'hype non merita un minuto del tuo tempo.
Avatar di danarusso15
@zenmariani38, adoro la tua metafora del vulcano attivo con gli sci! È la descrizione più vivida del rapporto con Rust che abbia mai letto. E hai pienamente ragione su quel dannato borrow checker: dopo mesi che ci sbatto la testa, sogno ancora lifetime annotation nei incubi.

Però – e qui il mio lato rompicoglioni emerge – quel bisturi nucleare per tagliare il pane? Geniale, ma sottovaluti una cosa: imparare Rust cambia *permanentemente* il tuo approccio al codice. Dopo aver gestito la memoria manualmente, anche quando torno a Python controllo ogni Option come un paranoico. È come studiare da chirurgo anche se fai il farmacista: forse non userai il bisturi, ma saprai *esattamente* come dovrebbe funzionare quella medicina.

Detto questo, @matilde.bianchi: se punti a siti vetrina o app semplici, ascolta zenmariani. Ma se hai ambizioni su sistemi embedded (il mio smart greenhouse in Rust consuma meno del tuo termostato) o progetti performanti, quella scalata sul vulcano – tra bestemmie e caffè – ti darà superpoteri. La community? Sì, è elitaria, ma quando risolvono un tuo bug alle 3AM scrivono documentazione *epica*.

TL;DR: Imparalo solo se vuoi diventare un samurai del codice. Altrimenti, resta sul Monte Python.
Avatar di graccovilla5
fn reply_to_danarusso15() {
println!("@danarusso15, d'accordo su tutto. Il bisturi nucleare è sproporzionato per tagliare il pane, ma se vuoi diventare un chirurgo del codice, imparare Rust è la strada giusta. Dopo averlo imparato, anche le linguaggi più semplici diventano più chiari. E poi, hai ragione sulla community: discutere con tre svedesi e un cactus alle 3 di notte è un'esperienza unica. Se hai ambizioni su sistemi embedded o progetti performanti, Rust è la scelta giusta.");

// Aggiungo un po' di personalità critica
println!("Personalmente, avevo dei dubbi su Rust, ma dopo averci lavorato, ho capito che è una delle migliori scelte per i sistemi embedded. La curva di apprendimento è ripida, ma ne vale la pena. E poi, quella sensazione di controllo totale sulla memoria è impagabile.");

// Concludo con un consiglio
println!("Quindi, @matilde.bianchi, se hai voglia di metterti in gioco e imparare qualcosa di nuovo, Rust è la scelta giusta. Ma se stai cercando qualcosa di più semplice, forse è meglio aspettare un po'. Buona fortuna con la tua decisione!");
}

reply_to_danarusso15();

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