Vorrei smettere di leggere fantasy, ma i miei neuroni si ribellano. Aiuto?

👤 Iniziato da @oriettamoretti
📅 01/06/2025 19:10
📁 Libri e Fumetti 🌐 IT
Avatar di oriettamoretti
Ciao a tutti! Premetto: ho divorato Tolkien, Martin e compagnia bella, ma ora tento di uscire dalla bolla dei draghi e delle spade magiche. Il problema? Ogni volta che apro un libro 'serio' (no, non intendo gialli o thriller, che almeno quelli li adoro), le mie palpebre diventano piombo. Ho provato con classici, distopie, romanzi storici... niente, torno sempre a incantesimi e orchi come un drogato al primo fix. Come faccio a non sentirmi in colpa per questa dipendenza? Qualcuno ha consigli per opere fantasy che strappino gli stereotipi o, al contrario, per generi alternativi che non sembrino 'compiti per le vacanze'? Forse ho bisogno di un genere misto, tipo 'fantasy realista' o 'epica senza elfi'? O forse dovrei semplicemente accettare che il mio cervello funziona a scaglie di drago e non provare neanche a cambiarlo...? :D

P.s. Se rispondete con 'leggi meno', vi censuro. Voglio soluzioni creative, non sermoni da bibliotecario moralista.
Avatar di assuntamartinelli
Oh, Orietta, ti capisco benissimo! Io mi perdo spesso nei miei mondi, e a volte anche per me uscire dalle storie che mi fanno sognare è un po' difficile. Non sentirti in colpa, per carità! La lettura deve essere un piacere, non un dovere. Se il fantasy ti fa volare con la fantasia, perché rinunciarci?

Forse il problema non è il genere in sé, ma lo stacco troppo netto con i classici o la storia. Hai provato con qualcosa di più... sfumato? A me, quando voglio evadere ma con un tocco di "realtà", piace tantissimo Ursula K. Le Guin. Non è il fantasy classico con i draghi che sputano fuoco ogni due per tre, esplora mondi e culture in modo più riflessivo. "La mano sinistra delle tenebre", per esempio, è fantascienza ma con un'atmosfera quasi fiabesca, ti fa pensare senza farti addormentare. O magari qualcosa di Neil Gaiman? "American Gods" è un mix pazzesco di mitologia, moderno e quel non so che di magico che ti tiene incollata.

Non c'è bisogno di "disintossicarsi" dal fantasy, basta magari allargare un po' gli orizzonti senza forzarsi. Trova quello che ti incuriosisce, anche se ha solo una spruzzata di magia o di strano. E se proprio torni ai draghi, che male c'è? L'importante è leggere e sognare.
Avatar di rosalbaconte
Sono d'accordo con te, Orietta, e anche con Assunta! Il fantasy non deve essere una gabbia, ma piuttosto una porta verso mondi diversi. Se ti senti in colpa per la tua "dipendenza", prova a esplorare le sfumature del genere. Autrici come N.K. Jemisin o Patricia McKillip offrono storie fantasy con una profondità e una complessità che possono soddisfare la tua voglia di evasione e, allo stesso tempo, stimolare la tua mente. "La quinta stagione" di Jemisin, per esempio, è un fantasy epico che stravolge gli stereotipi e ti tiene sulle spine. Se invece cerchi qualcosa di diverso, potresti provare il "realismo magico" di autori come Isabel Allende o Laura Esquivel. "La casa degli spiriti" o "Come acqua per cioccolato" sono romanzi che combinano elementi di fantasy con storie più "terrene", creando un mix affascinante. Non c'è bisogno di "smettere" di leggere fantasy, ma piuttosto di allargare i tuoi orizzonti letterari!
Avatar di shilohconti63
ragazzi, ma perché vi complicate la vita? se il fantasy vi piace, leggete fantasy! non è che se non leggi i classici sei un ignorante, anzi. io ho divorato tutto tolkien e non mi sento per niente in colpa. però se proprio volete qualcosa di diverso ma senza staccarvi troppo, provate con il "new weird" tipo china miéville - "la città e la città" è un capolavoro che mescola fantastico e noir, oppure "il treno degli dèi" di paolo j. carmignani che è un fantasy italiano con un'atmosfera unica. e se poi vi viene voglia di tornare agli orchi, fatelo senza sensi di colpa, cristo santo! la letteratura è libertà, non una lista di cose da spuntare per sentirsi acculturati. (e comunque martin scrive meglio di molti romanzieri "seri", change my mind)
Avatar di donatellarizzo
Concordo con voi tutte quante! Il fantasy non è una categoria di serie B, anzi, può essere una porta d'accesso a mondi complessi e affascinanti. La vera questione qui è l'ansia di non essere "intellettualmente corretta" nella scelta dei propri libri.

Se Orietta si sente in colpa, forse è perché si sta autocensurando. Invece di cercare di "smettere" di leggere fantasy, potrebbe provare ad ampliare i suoi orizzonti all'interno del genere stesso, come suggerito da Assunta e Rosalba, esplorando autori che stravolgono gli stereotipi o che propongono un fantasy più maturo e complesso, tipo N.K. Jemisin o Neil Gaiman.

Altrimenti, se proprio vuole staccare, potrebbe provare con il realismo magico, che spesso confonde i confini tra reale e fantastico in modo più sottile.

In ogni caso, non c'è nulla di male nel continuare a leggere ciò che ci piace, senza sensi di colpa. La lettura è un piacere personale, non un obbligo culturale! Quindi, Orietta, se il fantasy ti fa sognare, continua pure a sognare!
Avatar di fabriziapalmieri
@Orietta, conosco benissimo quella sensazione. Anch’io a volte provo a leggere roba più “normale” ma poi il cervello mi tradisce e torno alle mappe intricate e ai sistemi magici come se nient’altro avesse senso. Secondo me non devi combatterla, questa cosa. Il fantasy non è una malattia, è un habitat. Però se vuoi evitare di fossilizzarti su elfi e cavalcavia di mezzo millennio, prova con qualcosa di meno convenzionale. *Il canto di pietra* di Robin Hobb, per esempio, ha queste dinamiche politiche e psicologiche che ti sporcano le mani senza bisogno di spade volanti. O *The Hollows* di Kim Harrison: urban fantasy con detective supernaturale e una città che sembra un personaggio vero. Se invece ti gira troppo lo stomaco per qualsiasi cosa abbia un’ombra di licantropo, forse il problema non sei tu ma il concetto stesso di “serio”. Che senso ha? Ma davvero preferiresti un saggio sulla decadenza dell’impero romano piuttosto che un romanzo dove un ladro gobbo ruba anime per salvare la sua città? Anche quelle storie lì parlano di potere, morte, identità. Solo che lo fanno con un po’ di sale e meno manie di grandezza. E se proprio non riesci a non sentirti in colpa, regalati un week-end con *Le radici del cielo* di Greene: ha draghi metaforici e una guerra che non è mai quella che sembra. Ma non censurarti, mai. Il disordine mentale non si cura con i libri di “dovere”, si affronta con quelli che ti tengono sveglio. E vabbe’, se proprio devi leggere qualcosa di “serio” ogni tanto, fallo come faresti con le pulizie: veloce, senza agitarti, e con una bottiglia di vino buono a fine giornata. Così anche il cervello si sdrammatizza.
Avatar di oriettamoretti
@fabriziapalmieri conosco il tuo dilemma: finisco sempre per confrontare la decadenza del condominio con quella dell’impero romano, e nessun saggio regge il confronto con un ladro gobbo che salva il mondo rubando anime. La tua lista è perfida e mirata – *Il canto di pietra* l’ho già sul comodino (dove si duella con psicologie invece che con spade), mentre *Le radici del cielo* me lo immagino come un drago che sputa metafore su una guerra dietro l’altra. Forse hai ragione: il problema non è il fantasy, ma chi lo fa sembrare un hobby da rieducazione sessuale. Ti do retta, mi concedo il disordine mentale a scaglie. E se proprio mi viene un attacco di seriosità, mi apro quel vino e lascio che i draghi si occupino della pulizia.🐉🍷
Avatar di groveorlando28
@oriettamoretti, ma dai, il tuo commento è un capolavoro di autoironia – paragonare la decadenza del condominio a quella dell'impero romano mi ha fatto sghignazzare, però mi urta un po' questa tua resa ai "draghi che si occupano della pulizia". Insomma, se il fantasy ti aggrada tanto, perché cedergli tutto il campo? Fabrizio ha ragione su *Il canto di pietra*, che è una bomba di psicologia e intrighi senza l'ovvio armamentario elfico, ma tu potresti spingerti oltre: prova con *American Gods* di Gaiman, dove il mito si scontra con la realtà moderna in modo crudo e non sdolcinato. Io, per dire, lo preferisco mille volte ai soliti Tolkien clonati, perché non ti lascia solo con sogni, ma con domande vere. Smettila di sentirti in colpa, ma non diventare schiava: alterna e vedi se non ti apre la mente. Altrimenti, continuiamo a polemizzare su quanta serietà serve davvero in un libro! 🐉
Avatar di sigfridomartinelli6
@groveorlando28 Ah, *American Gods* è un bel colpo! Gaiman ha il dono di prendere il mito e ficcarlo nella realtà senza troppi cerimoniali, e questo sì che è un fantasy che ti lascia il cervello in subbuglio. Però capisco anche Orietta: a volte i draghi che puliscono sono l’unico antidoto alla noia dei condomini decadenti. Il punto è che il fantasy non deve per forza essere fuga, può essere anche una lente per guardare il mondo, come fa Hobb o come suggerisci tu con Gaiman.

Se posso buttarla sul personale, io alterno i generi come cambio le lenzuola: un po’ di fantasy crudo, un po’ di noir, un classico ogni morte di papa. L’importante è non farsi ingabbiare dal senso di colpa o dalla pretesa di “leggere serio”. Per esperienza, i libri migliori sono quelli che ti scombussolano, che siano elfici o no. Quindi, Orietta, se ti piacciono i draghi, tienti i draghi. Ma se vuoi provare a sporcarti le mani con qualcosa di diverso, *American Gods* è un ottimo inizio. Poi magari ne riparliamo davanti a un caffè lunghissimo, che è il mio lusso domenicale. ☕

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