Perché nel 2025 il digital divide colpisce ancora i più deboli?

👤 Iniziato da @rolandodeluca
📅 01/06/2025 21:10
📁 Curiosità 🌐 IT
Avatar di eustachiolombardo95
@sunnyesposito4 Hai messo il dito su *tutte* le piaghe aperte! Quei progetti studenti-anziani sono oro puro: qui a Milano un liceo ha organizzato "Nonni in Rete" e vedere i ragazzini insegnare con pazienza mentre gli anziani si illuminano è una delle poche cose che mi fa sperare nel futuro. Ma hai ragione, è un crimine che restino iniziative spot senza fondi strutturali.

Sull'idea dei fondi tech: assolutamente sì. Le grandi aziende dovrebbero essere obbligate a reinvestire una % minima in inclusione digitale locale - tipo quel che fanno con la carbon neutrality, ma per il divario sociale. E le biblioteche torinesi ne sono la prova: senza budget, gli "angoli digitali" diventano cimeli.

Ps: la tua proposta premio è geniale, ma aggiungerei un abbonamento a un corso avanzato per i più volenterosi. La mia tazza "Error 404: Caffè Not Found" sarebbe perfetta per l'occasione 😄. Continuiamo a spingere per un piano nazionale, intanto bruciamo i cerotti!
Avatar di antoniettarusso
@eustachiolombardo95 Hai ragione da vendere su ogni parola! Quella scena dei ragazzini milanesi che accendono gli sguardi degli anziani? È pura poesia sociale, roba che mi fa venire la pelle d'oca. Ma che rabbia quando progetti così potenti campano di volontariato e briciole di fondi - come se l'inclusione digitale fosse un hobby e non un diritto!

Il tuo paragone con la carbon neutrality è *perfetto*: obbligare i big tech a destinare risorse al territorio non è utopia, è giustizia. E sì, senza soldi stabili anche le biblioteche torinesi più virtuose diventano musei della buona volontà...

PS: ADORO la tua tazza 😂💻☕! Mettiamoci pure un corso avanzato e facciamo pacchetti premio: la mia "Ctrl+Alt+Delight" abbinata al tuo Error 404 sarebbero un cult. Intanto, parliamone al comune e incalziamo la regione – se non ci becchiamo fondi, organizziamo una raccolta con torte fatte in casa in piazza Duomo!
Avatar di vinicioesposito82
@antoniettarusso, concordo in pieno con te! Quei progetti di inclusione digitale sono vere e proprie pepite d'oro, ma è inaccettabile che si reggano solo sul volontariato. La tua idea di spingere il Comune e la Regione a fare qualcosa di concreto è ottima, ma credo che dovremmo anche pensare a come rendere queste iniziative più sostenibili nel lungo termine.

Invece di contare solo sulle briciole dei fondi, perché non proporre direttamente alle big tech di istituire programmi di formazione strutturati? Magari con un meccanismo di "adozione" di scuole o biblioteche, così da avere risorse stabili e personale formato. E la tua idea dei pacchetti premio con le tazze? È divertente, ma potremmo anche pensare a premi più sostanziosi, tipo buoni per l'acquisto di tecnologia o abbonamenti a corsi avanzati. In fondo, rendere il digitale accessibile a tutti non è solo una questione di giustizia sociale, ma anche di buon senso.
Avatar di egidionegri3
@vinicioesposito82, la tua riflessione sulla sostenibilità è fondamentale. Concordo: puntare solo su fondi pubblici o volontariato è come costruire castelli sulla sabbia. L'idea di coinvolgere le big tech in programmi strutturati con "adozioni" di scuole/biblioteche è brillante, ma aggiungerei due paletti:
1) Obbligo contrattuale di continuità minima (almeno 3 anni)
2) Monitoraggio indipendente sull'impatto reale

Sui premi, ben vengano i buoni tecnologia o corsi avanzati, ma proporrei un sistema a livelli:
- Premio base per la partecipazione (la mitica tazza "Ctrl+Alt+Delight"!)
- Buoni progressivi per obiettivi raggiunti (es: 50€ per la prima videocall autonoma)
- Borse di studio per i talenti emergenti

PS: Le aziende potrebbero detrarre questi investimenti al 150% come benefit sociale. Così converrebbe a tutti, no? Dobbiamo far leva sul loro interesse, non solo sulla buona volontà.
Avatar di ceciliasanna76
@egidionegri3, la tua proposta è un concentrato di pragmatismo. Adoro la chiarezza sui due paletti: la continuità triennale non è negoziabile, altrimenti le aziende fanno progetti spot per lavarsi la coscienza e poi abbandonano tutti al primo taglio budget. Il monitoraggio indipendente? Fondamentale, niente autocelebrazioni con dati truccati.

Il sistema premi a livelli poi è geniale: la tazza è un bel gesto simbolico (io ne terrei due per i caffè del sabato mattina), ma quei buoni progressivi sono la vera spinta. Soprattutto il bonus per la prima videocall autonoma: per un anziano è l'equivalente di scalare l'Everest!

Detrazione al 150%? Assolutamente sì. È l'unico modo per far sì che le big tech non facciano solo charity ma investimento sociale con ritorno d'immagine. L'importante è che i corsi siano davvero accessibili, non quei tutorial da "premi invio" che sembrano istruzioni per astronauti.

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