Perché alcune app richiedono così tanti permessi?

👤 Iniziato da @pompeodagostino93
📅 02/06/2025 23:00
📁 Curiosità 🌐 IT
Avatar di pompeodagostino93
Ciao a tutti! Qualcuno di voi si è mai chiesto perché alcune app, persino quelle semplici, richiedano accessi così invasivi? Tipo, una app per leggere notizie che chiede la posizione o i contatti... Ma che c'entrano? Ho provato a non concedere certi permessi, ma a volte bloccano funzioni essenziali. È solo per monetizzare i dati o c'è altro? Vorrei capire meglio come valutare cosa autorizzare e cosa no, magari con esempi pratici. Che ne pensate? Qualcuno ha esperienze da condividere o guide utili?
Avatar di leopoldopiras88
La questione dei permessi delle app è un tema molto dibattuto e che tocca direttamente la nostra privacy. Secondo me, molte app chiedono più permessi del necessario solo per raccogliere dati da rivendere a terzi o per tracciare gli utenti. Ho letto di recente un articolo su un giornale online che spiegava come alcune app utilizzino questi dati per creare profili dettagliati degli utenti, spesso senza il loro consenso informato. Per esempio, un'app di notizie che chiede la posizione potrebbe farlo per geolocalizzare gli annunci pubblicitari. Quando decidi quali permessi concedere, valuta se sono essenziali per la funzionalità dell'app. Se un'app di lettura notizie chiede i contatti, è legittimo chiedersi cosa ci faccia. Consiglio di leggere le recensioni e le note degli sviluppatori per capire il motivo dietro certe richieste.
Avatar di brutopalmieri
Concordo con @leopoldopiras88, la richiesta eccessiva di permessi da parte delle app è un tema molto sensibile. Ho notato che spesso le app chiedono permessi non necessari per la loro funzionalità principale, ma piuttosto per raccogliere dati da rivendere. Una strategia per valutare i permessi è controllare le autorizzazioni richieste durante l'installazione e durante l'uso dell'app. Se un permesso sembra eccessivo, cerco alternative. Consiglio di consultare siti come 'The Verge' o 'Wired' che spesso pubblicano articoli su sicurezza e privacy delle app. Inoltre, utilizzare strumenti come 'Exodus Privacy' può aiutare a identificare i tracker e le librerie di terze parti utilizzate dalle app, permettendo di prendere decisioni più informate. Sarebbe utile se gli sviluppatori fornissero spiegazioni più dettagliate sui motivi delle richieste di permessi, per aumentare la trasparenza.
Avatar di novacattaneo68
Ah, Pompeo, questa è una roba che mi fa imbestialire ogni volta! Alcune app pretendono i permessi come se fossimo nel Far West. Ti spiego in due righe la verità: **sì, è quasi sempre per monetizzare**.

Un'app di notizie che vuole la posizione? Ma per fare cosa, mandarti notizie in base al vento? No: serve per inondarti di pubblicità geo-localizzata. I contatti? Spesso per "social linking" forzato o per mappare le tue relazioni. Il trucco sporco è che se non concedi i permessi, ti bloccano funzioni base per costringerti. Schifoso.

La mia regola d'oro:
1. **Logica prima di tutto**. Se un block-notes chiede l’accesso alla fotocamera, è un NO secco.
2. **Prova a negare e valuta**. Se l’app smette di funzionare, disinstallala subito: è un ricatto.
3. **Cerca alternative pulite**. Per le news, prova "Inoreader" o "Feedly": zero permessi assurdi.

Per i tracker, consiglio "App Manager" (su F-Droid) per vedere in tempo reale le schifezze che scaricano. E ricordati: se un permesso ti sembra strano, lo è quasi sempre. Non farti fregare dalla fretta di cliccare "accetta".
Avatar di wynnbernardi2
Pompeo, ti capisco benissimo! Questa fissa delle app di chiedere permessi a sproposito mi fa imbestialire. Hai un'app per le notizie che vuole i contatti? Ma che facciamo, chiamiamo gli amici per leggere insieme gli articoli? Assurdo.

Concordo con @novacattaneo68: **il 90% delle volte è per spillare dati e lucrarci**. Quell’app "gratis" di notizie che chiede la posizione? Serve solo a inondarti di pubblicità mirata per il negozio sotto casa. I contatti? Marketing aggressivo o peggio, mappatura sociale.

**La mia strategia:**
1. **Negare tutto in fase d’installazione**, poi abilito solo l’indispensabile DOPO aver testato l’app. Se blocca funzioni base, la disinstallo all’istante. Ricatto? Non lo tollero.
2. **Controllo ossessivo dei permessi su Android**: Vado in Impostazioni > Privacy > Autorizzazioni e spengo l’accesso a fotocamera/microfono/localizzazione per le app sospette.
3. **Alternative etiche**: Per le news uso Feedly (zero richieste folli) o direttamente i siti web. Per i tool, cerco su F-Droid app open source senza tracker.

Se proprio non puoi rinunciare a un’app, prova “Bouncer” (Android): ti permette di concedere permessi temporanei solo quando serve. E ricordati: se un’app insiste per i tuoi contatti o la posizione 24/7, non è innocente. **Proteggi i tuoi dati come proteggeresti le persone a cui tieni.**
Avatar di luisabernardi44
Mi unisco alla discussione con la mia esperienza personale. Sono davvero infastidita dalle app che chiedono permessi eccessivi, specialmente quando si tratta di applicazioni che non necessitano di tali informazioni per funzionare. Ad esempio, un'app per il controllo dei miei animali domestici non dovrebbe avere accesso ai miei contatti o alla mia posizione. La mia strategia è simile a quella di @wynnbernardi2: nego tutti i permessi non essenziali durante l'installazione e li abilito solo se strettamente necessari dopo aver testato l'app. Consiglio anche di utilizzare strumenti come Exodus Privacy per identificare i tracker e le librerie di terze parti. Sarebbe utile se gli sviluppatori fornissero spiegazioni chiare sui motivi delle richieste di permessi, aumentando così la trasparenza e permettendo agli utenti di prendere decisioni informate.
Avatar di evaorlando2
### Risposta di @evaorlando2:

Ciao @pompeodagostino93, capisco benissimo la tua frustrazione. Anch'io mi sono chiesta spesso perché certe app, anche banali, richiedano così tanti permessi. La verità è che spesso sono proprio i dati a essere la moneta di scambio per servizi gratuiti. Un'app di notizie che chiede la posizione o i contatti? Assolutamente sospetto.

Un caso che mi ha colpita: una semplice app per le liste della spesa che voleva accesso alla mia rubrica! Ho subito pensato: "Ma che ci fai con i miei contatti? Vuoi inviare loro promozioni sulla pasta?"

La mia regola d'oro è **negare tutto all'inizio**. Se l'app funziona comunque, bene. Altrimenti, valuto se mi serve davvero. A volte, meglio cercare alternative più rispettose della privacy.

Inoltre, su Android, vado su **Impostazioni > App > Autorizzazioni** e controllo periodicamente quali permessi ho concesso. È sorprendente scoprire quante app abbiano accesso a dati che non servono.

Un ottimo consiglio di @novacattaneo68: provare "App Manager" su F-Droid. Ti permette di vedere in dettaglio cosa fa ogni app. Potrei dargli un'occhiata anch'io!

Infine, come dice @luisabernardi44, sarebbe bello se gli sviluppatori spiegassero meglio perché chiedono certi permessi. Ma, purtroppo, la realtà è che spesso non vogliono farlo perché sanno che le loro motivazioni non reggono.

Quindi, occhi aperti e permessi negati di default!
Avatar di pompeodagostino93
Grazie @evaorlando2 per il supporto e i consigli pratici! Anch’io ho iniziato a negare i permessi a priori, e devo ammettere che certe app continuano a funzionare benissimo… chissà quali segreti si tengono in tasca! 😅 La storia della lista della spesa che chiede i contatti è esilarante: “Promozioni sulla pasta” mi ha fatto sorridere!

Controllo anch’io le autorizzazioni periodicamente, ma non conoscevo "App Manager" su F-Droid… domani me lo installo, grazie per la dritta! Mi chiedo quanto davvero i dati siano il prezzo da pagare per un servizio gratuito, e se esistano app “onestamente utili” senza tracciamenti extra. Forse sì, ma bisogna saperle cercare.

Mi hai fatto riflettere: forse il problema non è solo negare, ma anche educarsi a riconoscere le app meno invasive. Ogni segnalazione o strumento in questa direzione è oro.
Avatar di ellisriva67
@pompeodagostino93 hai centrato il punto: i dati sono la moneta di scambio, ma non tutti sono disposti a pagare con la propria privacy. Concordo, esistono app "oneste", tipo quelle di SimpleMobileTools o NewPipe (per YouTube senza tracking). Però bisogna sapersi muovere: su F-Droid ci sono alternative libere, e Exodus Privacy è fondamentale per smascherare i tracker nascosti. Io vado dura, se un’app non spiega a che servono certi permessi, la disinstallo. Lo so che non è facile: ho passato ore a testare alternative per sostituire quelle che mi chiedevano accesso alla fotocamera per il nulla. Ma sì, esistono soluzioni. Una volta ho trovato un metronomo open source senza richieste assurde. Il problema è che il modello pubblicitario ha corrotto il senso comune. Purtroppo, se vuoi funzionalità gratuite, devi accettare di essere il prodotto… a meno di non scavare nel fossile del software etico. App Manager è un passo giusto, ma non basta: controlla anche i permessi in tempo reale con qualcosa tipo NetGuard. E ricorda, se un servizio è gratuito e non ha permessi invasivi, è un miracolo tecnologico. Non fidarti mai al 100%.
Avatar di carmelamartini90
@ellisriva67, a me gira il sangue quando un’app chiede la fotocamera per contare calorie. Una volta ho disinstallato un timer per allenamenti che voleva accedere al microfono: manco fosse un coach personale in ascolto! Concordo su Exodus Privacy: uso anche io la loro estensione per smascherare le finte “utili” che invece ti spiano per targettare ads. Sulle alternative, però, non sempre è facile: ho provato un navigatore open source e mi ha abbandonato in mezzo a una rotatoria. Ma non mollo. Su F-Droid, però, attenta: ho trovato un’app per podcast che sembrava etica finché non ha iniziato a mandare beacon a Google. Io vado oltre con NetGuard: blocco ogni traffico sospetto, tanto che a volte le app rispondono con errori criptici. Ma pazienza, meglio l’ignoto che il tracciato. E se proprio non trovi alternative, almeno usa un account fake per registrarti. Per il resto, leggi *“The Circle”* di Eggers: ti farà odiare ancora di più i permessi abusivi. La privacy è organizzazione, come il mio piano settimanale di corse all’alba: niente è gratis, ma puoi scegliere come pagare.

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