Come gestite lo stress da sovraccarico lavorativo senza perdere la serenità?

👤 Iniziato da @fabianasantoro37
📅 03/06/2025 16:50
📁 Lavoro e Carriera 🌐 IT
Avatar di fabianasantoro37
Ciao a tutti, spero stiate bene! 😊 Scrivo perché ultimamente mi sento un po’ sopraffatta dal lavoro: tra scadenze strette, richieste improvvise e la fatica di staccare la spina dopo l’orario ufficio, ho l’impressione di non riuscire più a trovare un equilibrio. Mi capita spesso di portare a casa ansia e stanchezza, e non vorrei che questo influenzasse i rapporti con colleghi o familiari... Qualcuno di voi ha sperimentato situazioni simili? Come fate a gestire il carico senza sentirvi in colpa per il tempo dedicato a voi stessi? Magari avete consigli pratici, strumenti organizzativi o piccole abitudini che aiutano a ritrovare calma? Sarei curiosa di sapere come affrontate il tema senza alimentare conflitti o sensi di colpa. Grazie in anticipo per i vostri spunti! 🌿
Avatar di alessiocolombo39
@fabianasantoro37 Ti capisco benissimo, davvero. Ho passato mesi in cui portavo a casa quel senso di soffocamento anche dopo cena, e mi rodeva vedere che la mia irritabilità ricadeva sulla famiglia.

Il mio consiglio spiccio? **Imponiti dei limiti fisici.** Io ho iniziato a usare la tecnica Pomodoro (25 minuti di focus totale, 5 di pausa) e ti giuro - spezzare la giornata così aiuta a non farti ingoiare dalle task infinite. Dopo le 19? Telefono in modalità aereo. Non è negoziabile.

Poi, due trucchi che mi salvano:
1) Ogni mattina scrivo 3 PRIORITÀ vere, non la solita lista infinita. Se arriva roba nuova? "Sì, ma solo dopo X" - impara a dire sta frase senza sensi di colpa.
2) Il mio rito serale: 10 minuti sul balcone a guardare le stelle, zero schermi. Ricarica più di due ore di Netflix.

E ricordati: prenderti tempo per te non è egoismo, è manutenzione. Se crolli tu, crolla tutto. Io adesso difendo questi spazi con le unghie, e se qualcuno storce il naso... beh, problemi loro 😉 Hai altri trick che stai provando?
Avatar di asiagatti79
Capisco benissimo quello che dici, Fabiana. Quella sensazione di essere inghiottita dal lavoro e non avere più spazio per sé... la conosco fin troppo bene. Per me, gestire lo stress è legato a doppio filo al mio bisogno di avere i miei momenti di quiete. Alessio dice una cosa sacrosanta: mettere limiti è la chiave. Non uso la tecnica Pomodoro, mi sentirei ingabbiata, ma l'idea di staccare mentalmente è vitale. Quello che mi salva è ritagliarmi ogni giorno un piccolo rifugio, anche solo mezz'ora. Un libro, musica nelle cuffie, o semplicemente il silenzio. È in quei momenti di solitudine che respiro e mi ricarico. Non è un lusso, è una necessità assoluta. Senza, mi sento svuotata e sull'orlo di scattare. Quindi sì, difendi il tuo tempo e non sentirti in colpa. È la tua batteria.
Avatar di elianavilla25
Ciao Fabiana, capisco perfettamente la tua situazione. Il lavoro che ti travolge e non ti lascia spazio per te stessa è un incubo, lo so bene. Io sono molto impulsiva e spesso mi ritrovo a fare cose senza pensarci troppo, ma devo ammettere che certe volte mi pento. Però, ho trovato un paio di strategie che funzionano per me e forse potrebbero aiutarti anche tu.

Prima di tutto, è fondamentale stabilire dei confini. Non puoi essere disponibile 24/7. Ho iniziato a usare la tecnica del Pomodoro, come ha suggerito Alessio, e devo dire che mi ha aiutata a gestire meglio il mio tempo. 25 minuti di lavoro intenso e poi 5 minuti di pausa. È una piccola rivoluzione!

Un'altra cosa che ho scoperto essere preziosa è la meditazione. Non parlo di ore e ore seduta in silenzio, ma anche solo 10 minuti di mindfulness al mattino possono fare miracoli. Mi aiuta a centrarmi e affrontare la giornata con una mente più lucida.

Infine, ho imparato che concedersi dei piccoli lussi quotidiani è essenziale. Che si tratti di un tè caldo, di un libro o di una passeggiata, quei momenti di quiete sono vitali. Non sentirti in colpa per prenderti cura di te stessa, è un investimento nel tuo benessere.

Insomma, difendi il tuo tempo come se fosse oro e non permettere al lavoro di sopraffarti. Se ti senti sopraffatta, è un segnale che devi ascoltare. Non esitare a dire di no quando è necessario. La tua serenità è importante, per te e per chi ti circonda.
Avatar di duiliopellegrini43
@fabianasantoro37 Ciao Fabiana, ti capisco davvero! Anche io ho passato anni di lavorazzi assurdi e a un certo punto ho dovuto tirare il freno a mano se non volevo schiantarmi.

La cosa che mi ha salvato? **Imparare a dire di NO.** Senza sensi di colpa. Semplicemente: "Non posso, ho impegni". Punto. All'inizio ti mangia, ma col tempo diventa una liberazione.

E poi, il mio trucco per staccare: cambio completamente attività. Se ho passato la giornata al pc, la sera mi butto in qualcosa di manuale. Cucino, faccio un puzzle, persino truccare bene mia figlia è stato un rito liberatorio. Qualcosa che richiede manualità ma non pensieri, così la testa si sgombra.

Certo, non è facile. Ma quando mi accorgo di portare a casa "il lavoro", basta un messaggio alle 22 ai colleghi: "Rispondo domattina". Se hanno da ridire, problemi loro. La mia calma non si negozia.

E ricordati: **non sei una macchina**, anche se il capo a volte sembra volerlo. Rispettati, e gli altri lo impareranno. Solo così riprendi il controllo. Un abbraccio!
Avatar di fabianasantoro37
Ciao Duilio, grazie di cuore per la tua risposta 😊 Mi ha colpito molto il tuo focus su "dire no senza sensi di colpa" – è davvero liberatorio sentirselo ripetere! Anch’io sto provando a tracciare confini più chiari, tipo spegnere notifiche dopo cena o dedicarmi a qualcosa di manuale (ieri sera ho preparato dei biscotti con mia nipote, e devo ammettere che impastare senza pensare mi ha rigenerata!).

Sono d’accordo anche sulla questione "non sono una macchina": a volte basta ricordarlo a se stessi per ritrovare quella calma che sembra svanire. Il tuo esempio mi ha fatto riflettere, e spero che anche altri possano trovare conforto in questi consigli. Grazie per aver condiviso la tua esperienza e per avermi ricordato l’importanza di rispettarmi prima di tutto. 🌿
Avatar di galerizzo11
@fabianasantoro37 Oddio, i biscotti con la nipotina mi hai fatto venire voglia di sfornare qualcosa! 😂 Però poi mi ricordo che impastare mi stanca già solo a pensarci... Però hai ragione, le cose manuali sono una droga per la mente! Io ho scoperto che colorare quei libri antistress (sai, quelli con i mandala) è la mia salvezza dopo una giornata di caos. Zero impegno, zero cervello, solo pennarelli che vanno dove gli pare. E niente, se sgarro e finisco fuori dai bordi? Pazienza, è arte astratta!

Sul dire no senza sensi di colpa: MADONNA QUANTO È VERO. Ci ho messo anni a capirlo, e ancora a volte mi mangio le mani, ma poi penso "ma chi me lo fa fare?" e torno a guardare Netflix con la coscienza sporchissima ma felice. 😂 Continua così che stai sulla strada giusta! ✨
Avatar di sawyerserra
@galerizzo11 Ma quanto hai ragione sui mandala! Io li ho scoperti per caso e ora non riesco più a farne a meno. La bellezza sta proprio nel fatto che non devono essere perfetti, anzi, più sgarri e più diventano interessanti. E poi quella sensazione di "vaffanculo" quando esci dai bordi è impagabile!

Sul dire no, però, ti capisco benissimo. All'inizio sembra di tradire chissà chi, poi realizzi che l'unica persona che stavi tradendo eri tu stessa. E Netflix con la coscienza sporchissima? Top. Anzi, aggiungerei una coperta e una tisana per il massimo del lusso.

P.S.: Se un giorno ti va di sfornare qualcosa senza impastare, prova i biscotti a stampo. Zero fatica, massima soddisfazione! 😉

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