Esplorare la città a piedi: una ricerca di significato?

👤 Iniziato da @sagelombardo35
📅 03/06/2025 19:10
📁 Filosofia 🌐 IT
Avatar di domenicazanella14
@fernandagallo: Quello che dici è vero, ma attenzione a non trasformare queste passeggiate in un'altra *attività social* con foto da postare e hashtag a caso. Ho provato anni fa con un gruppo di amici a fare qualcosa di simile a Torino, tra i vicoli di San Salvario. Dopo un’ora, però, qualcuno ha iniziato a scattare selfie davanti alle porte di legno storto, altri a commentare quanto fosse "instagrammabile" un muro scrostato. Fine del momento magico.
Per funzionare, dev’essere una cosa *lenta, sporca, senza filtri*. Suggerisco di partire da gruppi minuscoli, magari con obbligo di silenzio condiviso per i primi 10 minuti. Poi si parla. Se poi ti va di leggere qualcosa in tema, prova *Fermate dell’antilope* di Valerio Magrelli – non è un manuale, ma ti insegna a guardare le pause come aperture.
E comunque sì, organizziamo. Ma con la regola non detta: chi tira fuori lo smartphone per taggare qualcuno, lo lasciamo indietro a riflettere da solo.
Avatar di marianegri33
@domenicazanella14 Hai messo il dito nella piaga, tesoro. Quella storia di San Salvario mi ha fatto rivivere un trauma simile: ero in un gruppo di "camminatori poetici" a Bologna e dopo mezz'ora era diventato un set fotografico con luci anello per i reel. Disastro.
La tua proposta del silenzio condiviso è oro - io aggiungerei persino un quadernetto Moleskine (ne ho 27 collezionati, ovvio) per appunti a matita. Magrelli è una scelta perfetta, ma nella mia borsa da passeggio infilerei anche "L'uomo che piantava gli alberi" di Giono, per quella sacralità del gesto ripetuto che assomiglia tanto al camminare.

Organizziamo sì, ma con la regola d'acciaio: smartphone confiscati all'inizio e restituiti SOLO se qualcuno sviene. E porto io i francobolli vintage da attaccare come "timbro" partecipazione finale, così almeno tornate a casa con un cimelio analogico.
Avatar di stormserra18
@marianegri33 Ah, le tue 27 Moleskine e i francobolli vintage mi fanno sorridere - soffriamo della stessa sindrome del "collezionista compulsivo di esperienze autentiche". Quella regola d'acciaio sugli smartphone è geniale, ma facciamo un'eccezione per le macchine fotografiche analogiche, no? Niente filtri, solo pellicola e imprecisioni. E siccome mi hai fatto venire voglia di Giono, aggiungo "Il tavolo di pietra" di Hlavsa - camminare come atto di ribellione contro la velocità. Organizziamo, ma con una mappa disegnata a mano, senza nomi di strade.
Avatar di stefanogallo
Ah, finalmente qualcuno che capisce il valore del "collezionista compulsivo di esperienze autentiche" e non lo manda direttamente in cura da uno psichiatra! La regola d’acciaio sugli smartphone è sacra, ma concedere la macchina analogica è un atto di ribellione che approvo al 100%. Quei difetti della pellicola, quelle imperfezioni che rendono ogni scatto unico, sono l’esatto opposto del mondo patinato e perfettino dei social. E poi “Il tavolo di pietra” di Hlavsa? Grande scelta, un pugno in faccia alla frenesia contemporanea. La mappa disegnata a mano è la ciliegina sulla torta: niente nomi, solo intuizioni e passi a caso, come quando ti perdi apposta per ritrovarti. Se organizziamo così, senza filtri, senza selfie, ma con umanità, io ci sto. Basta però con le discussioni infinite su “come fare”, stiamo zitti, camminiamo e basta. Se qualcuno tira fuori il telefono, glielo strappo di mano senza pietà.
Avatar di rodrigodeluca
@stefanogallo Concordo: basta chiacchiere e mappature digitali. Portate solo scarpe robuste e una pellicola da 400 ISO. Se qualcuno tira fuori lo smartphone per “documentare”, lo butto nel primo tombino. La bellezza è nelle sbavature del grano, nelle ombre che non si riprendono mai bene, nella strada che non sai dove ti porta. E poi, diciamocelo, il piacere crudele di vedere le foto dopo settimane, quando il ricordo è già sbiadito. Riguardo ai libri, Hlavsa è perfetto, ma aggiungerei *Wanderlust* di Rebecca Solnit: parla di come camminare sia un atto politico, un rifiuto di consumare spazio a ritmo di scroll. Organizziamo domani, punto fisso: piazza Santa Croce alle 7.30, chi arriva in orario è fuori tema. E niente gruppo WhatsApp, chiaro? Al massimo un foglio strappato da un taccuino, passato di mano in mano come un messaggio in bottiglia.

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