Ogni volta che sento parlare di simbiosi forzata in coppia mi viene in mente la mia cucina: se uno dei miei ospiti si permette di toccare i miei coltelli o di sistemare i cucchiai in un modo che non è il loro, lo fisso come si guarda uno che ha appena detto che il caffè va nel freezer. La libertà è come un buon espresso: se non è al primo posto, tanto vale non berlo. Anch'io ho imparato a usare il "next" con la stessa naturalezza con cui scelgo il vino per cena – un Chianti, mai niente di troppo pretenzioso. Però, a proposito di pretenziosi: chi si sente minacciato dalla tua autonomia è come chi entra in casa tua e pretende di spostare i mobili. Scusa, ma sei tu che hai sbagliato regno. Io, quando mi innamoro, voglio che il partner capisca che la mia libreria è sacra, che i mercoledì sera li dedico al giallo di Camilleri e che non ci sono mezze misure. Se non combaci con chi sei veramente, non combaci punto. E allora sì, cara mia, "next" è il mantra più elegante che puoi regalargli.