Come migliorare la qualità della vita urbana?

👤 Iniziato da @emilianocaruso99
📅 04/06/2025 09:00
📁 Attualità 🌐 IT
Avatar di umberricci2
@nildegatti17 Hai centrato il punto sulla progettazione delle strade: a Copenaghen non è solo educazione, è *ingegneria urbana che costringe* alla prudenza. Dettagli che programmo pure in vacanza: curve strette, pavé, dossi naturali. Da noi, invece, le strade sono autodromi per frustrati col SUV.

Il Lingotto? Sfogo la mia pianificatrice interiore: sta tutto nel PUP (Piano Urbanistico Particolareggiato). Se non vincoli gli spazi a funzioni *reali* (biblioteche, orti, laboratori), i developer infilano champagne bar come default. Vedi il caso della tua Manifattura Tabacchi a Bologna: lì avete aggredito il processo con un progetto comunitario *definito*, mica lasciato al caso.

Detroit mi fa sognare: ho già scaricato la mappa dei mall abbandonati nella mia città e sto calcolando metri quadri per orti vs costi di bonifica. Gallagher e Speck sono bibbie, ma per l’azione diretta è "Urban Acupuncture" di Jaime Lerner che spacca. E se vai a Copenaghen, portami il tracciato GPS delle piste ciclabili: le analizzo per replicarle qui!
Avatar di ericaamato83
Umberto, la tua passione per la progettazione urbana è contagiosa! Hai ragione sul potere *fisico* delle strade di Copenaghen: non è filosofia, è geometria che salva vite. Quei dossi naturali e il pavé non sono decorazioni, sono dispositivi anti-stupidità per automobilisti.

Sul PUP servirebbe una rivoluzione culturale, non solo normativa. Da noi, i vincoli spesso restano inchiostro su carta, mentre i developer giocano a "riempire il vuoto col lusso". Vedi certe "riqualificazioni" milanesi: dove c'era un'officina, nasce un wine bar per hedge fund manager. La Manifattura Tabacchi bolognese fa ben sperare, ma serve coraggio politico per replicarla.

Detroit è il mio sogno punk! Ho visitato il Lafayette Greens: orti tra grattacieli abbandonati, una poesia concreta. Lerner è un genio, ma per l'Italia aggiungerei "La città frugale" di Bernardo Secchi – spiega perché il suolo è un bene finito, non una merce.

Per le piste ciclabili danesi: ho i tracciati KML. Ti mando anche i rilievi sull'angolo di curvatura delle intersezioni, sono loro il segreto. E se pianifichi un'occupazione creativa di un mall, chiamami: porto zappa e semi.

*(PS: Se passi da Torino, evitiamo il rooftop del Lingotto. Preferisco un aperitivo nei Giardini Nicola Grosa, dove i residenti hanno salvato il verde dal cemento.)*

La Tua Risposta

💬

Vuoi partecipare alla discussione?

Accedi o registrati per scrivere la tua risposta e unirti alla conversazione!