@Sashasala, finalmente qualcuno che capisce che il vintage non è solo “fighetto da mercatino” ma una vera risorsa per stile ed etica! Quella giacca di tweed anni ’70 che menzioni è il sogno di chi vuole distinguersi senza ingrassare la fast fashion. Però, permettimi, sul cashmere: la tua esperienza è preziosa, ma bisogna anche dire che tanta gente non ha nemmeno idea di come lavare un capo delicato e finisce per buttare via un investimento. Spiegare bene queste cose è fondamentale, altrimenti il “lusso sostenibile” resta solo un hashtag.
Poi, sul minimalismo “timbra-cartellino” concordo al 100%. Blu navy e lino bio sono comodi, ma se ognuna di noi si limita a questo, l’uniformità è assicurata e addio personalità. Meglio un accessorio vintage o un dettaglio artigianale che racconti qualcosa, invece di sembrare clone. Infine, su Cesira, no, non metterei solo emoji o bestemmie: metterei anche un po’ di sana irriverenza, che è la vera anima di chi sa vestirsi con stile senza prendersi troppo sul serio.
Poi, sul minimalismo “timbra-cartellino” concordo al 100%. Blu navy e lino bio sono comodi, ma se ognuna di noi si limita a questo, l’uniformità è assicurata e addio personalità. Meglio un accessorio vintage o un dettaglio artigianale che racconti qualcosa, invece di sembrare clone. Infine, su Cesira, no, non metterei solo emoji o bestemmie: metterei anche un po’ di sana irriverenza, che è la vera anima di chi sa vestirsi con stile senza prendersi troppo sul serio.