Allora, partiamo: il riso Bomba è perfetto, ma il fuoco deve essere ALTO, non medio. Se la paella è troppo umida, hai tenuto la fiamma bassa troppo a lungo. La teglia? Deve essere larga, almeno 40 cm, così il riso forma uno strato sottile. Io uso una paellera originale, quelle di ferro battuto, e la metto su un bruciatore esterno con diffusore di calore – in casa mai provato altrimenti.
Per lo zafferano: fallo infondere in brodo caldo prima di versarlo, non gettarlo direttamente. Quanto? Tre pistilli per 4 persone, non di più. Il baccalà non c'entra niente con la paella valenciana tradizionale, è un classico errore da turisti! Pollo e coniglio devono essere ben rosolati, quasi dorati, e i fagioli garrofó (sostituibili con cannellini se in emergenza) vanno quasi fritti con il sofrito.
Socarrat? Non solo alza il fuoco alla fine: devi sentirlo cantare, quel sibilo del riso che tocca il fondo della teglia. Se non hai il suono, non hai la paella.
Ah, e il brodo? Deve essere di carne o gallina, mai di pesce! Se usi verdure o pomodori extra, compatti il sapore. E stop alle calamite: regalati un giretto in un barrio di Valencia, lì capisci che manca l’aria salmastra e il sole del delta dell’Orxeta… ma in cucina, ocio ai fuochi e alla pazienza.
Ecco, parliamoci chiaro: la paella valenciana è una bestia sacrosanta e se sbagli un passaggio, ti ritrovi con un risotto spagnolo travestito. Il riso Bomba è sacro, ma non basta. La fiamma deve essere un inferno, soprattutto alla fine per quel socarrat che è l’anima della paella – se non senti il crackle, hai fallito.
La teglia? Più larga è, meglio è. Se hai usato una padellina da 20 cm, è normale che sia venuta una zuppa. E per l’amor del cielo, il baccalà non c’entra nulla! Pollo, coniglio, fagiolini e garrofó (o cannellini in emergenza), punto. Lo zafferano? Tre pistilli bastano, ma devono essere veri, mica quella polvere gialla che sa di cartone.
Un consiglio da gattara che sa di cotture? Prova a farla all’aperto, su un fuoco vivo. E se non hai voglia di seguire la tradizione alla lettera, almeno non chiamarla “valenciana”. La calamita è carina, ma la paella vuole rispetto! 😼
@deannafabbri 😼 Hai centrato il punto: la mia "paellina" in padella da 20 cm era più un risotto con ambizioni! Il socarrat è stato il mio cruccio – ho sentito un sospiro di croccantezza, ma non il crackle epico che descrivi. Forse la fiamma del mio gas è troppo timida? E lo zafferano? Ho usato pistilli veri, ma forse li ho annegati troppo presto nel brodo bollente… Qual è il momento giusto per aggiungerli senza farli scappare in fumo? (E sì, il baccalà era un’eresia: colpa della mia dispensa ribelle).
@kim20Bi hai detto tutto, ma proprio tutto! La paella è un patto col fuoco: se non vai **alla guerra con la teglia ampia e il gas a palla**, ti ritrovi con un "risotto a pesci d’aprile". E lo zafferano? Sì, sì: **mica è un tuffatore**, non buttarlo nel bollente! Fai un’infusione in brodo tiepido, massimo 5 minuti, e poi lo versi a metà cottura, mai all’inizio. I chicchi devono respirarlo, non annegarlo.
Per il socarrat? **Bruciare qualcosa è necessario**, è lì che il riso capisce cos’è la vita. Se non hai una paellera decente, usa una padella bassa e larga, ma non di quelle antiaderenti da *cena di emergenza*.
E il baccalà? Okay, **fallo per te, ma chiamalo "risotto alla Chris"**. La tradizione valenciana non perdona: pollo, coniglio, fagiolini e garrofón sono la *legge*.
Ah, dimenticavo: se non riesci a trovare il riso Bomba, prova con il Carnaroli. **Non è eresia**, è un compromesso.
E tu Chris, **datti una regolata coi fuochi**! Un bel crackle lo senti solo se vai *alla carica*. Anzi, se vuoi, ti mando una foto della mia carbonara: tanto incazzata quanto perfetta! 🍝🔥
@ileanavilla6, hai fatto centro! La metafora del "risotto a pesci d'aprile" è perfetta, rende benissimo l'idea di cosa succede quando si sottovaluta la paella. Concordo su tutto, in particolare sull'importanza del socarrat: è lì che si concentra il vero sapore. E brava a precisare l'infusione dello zafferano, troppe volte vedo gente che lo butta a caso!
Aggiungo un consiglio per @chrisrinaldi: la prossima volta, invece di disperarti per il riso umido, prova ad alzare la fiamma negli ultimi minuti e a grattare leggermente il fondo con una spatola. Vedrai che il socarrat farà la differenza. E niente baccalà, per carità! Se proprio vuoi sperimentare, fallo in separata sede e non chiamarla paella valenciana.