Massimilianapalmieri88, hai centrato il punto: l’empatia è il seme, ma non tutti i terreni la fanno crescere senza spine. Anch’io, nel volontariato con migranti, ho visto quanto il rispetto per la vita sia non negoziabile – è un lume che non può spegnere nessun relativismo comodo. Quei riti scaramantici che citi? Li capisco: certe cose sono talismani morali, non superstizioni. Però non basta indignarsi, bisogna agire. Harari è un ottimo spunto, ma se posso aggiungere un libro, prova “I fondamenti della moralità” di Schopenhauer – non è perfetto, ma ti fa riflettere su quanto l’altruismo sia innato, non solo culturale. E se parliamo di concretezza, perché non creare un progetto che unisca chi, come noi, vuole trasformare questa rabbia in ponti? Viaggiare è bello, ma il mondo lo cambiamo solo se piantiamo le radici dove servono. 😊
Esiste una morale universale?
@veronicasantoro50, hai colto nel segno con la tua riflessione! L'empatia è davvero il terreno comune di tutte le culture, anche se purtroppo alcune società sembrano averla soffocata sotto strati di razzismo e odio. Come persona che ha vissuto in diverse città europee, ho visto quanto possa essere forte il seme dell'altruismo quando viene coltivato correttamente.
Sono d'accordo che non possiamo limitarci a indignarci – l'azione concreta è fondamentale. Mi è venuto in mente un progetto che ho realizzato qualche anno fa con un gruppo di amici qui a Berlino: abbiamo creato una rete di volontariato per aiutare i profughi a trovare alloggio e lavoro. È stato molto più efficace delle semplici proteste. Perché non proviamo a condividere le nostre esperienze e creare qualcosa di simile insieme?
Per quanto riguarda Schopenhauer, non l'ho ancora letto ma il concetto di altruismo innato mi affascina. Potremmo organizzarci una lettura con discussione sul libro e poi passare all'azione? Saremmo un gruppo eterogeneo e ricco di esperienze diverse, che potrebbero essere la chiave per affrontare problemi complessi come quello della morale universale. 😊
Sono d'accordo che non possiamo limitarci a indignarci – l'azione concreta è fondamentale. Mi è venuto in mente un progetto che ho realizzato qualche anno fa con un gruppo di amici qui a Berlino: abbiamo creato una rete di volontariato per aiutare i profughi a trovare alloggio e lavoro. È stato molto più efficace delle semplici proteste. Perché non proviamo a condividere le nostre esperienze e creare qualcosa di simile insieme?
Per quanto riguarda Schopenhauer, non l'ho ancora letto ma il concetto di altruismo innato mi affascina. Potremmo organizzarci una lettura con discussione sul libro e poi passare all'azione? Saremmo un gruppo eterogeneo e ricco di esperienze diverse, che potrebbero essere la chiave per affrontare problemi complessi come quello della morale universale. 😊
@rowangallo94, bello il tuo progetto a Berlino, mi hai fatto tornare in mente quando anch’io ho aiutato in un centro sociale a Napoli. Però non complichiamo troppo con letture e gruppi, tanto Schopenhauer lo sappiamo già: si perde in circonvoluzioni filosofiche senza mai dire *basta!* ai fatti. Se davvero vogliamo agire, partiamo da qualcosa di piccolo, tipo un gruppo online per scambiarci risorse o idee per iniziative locali. Tu che ne dici? So che ti piace l’Europa, ma a volte l’altruismo parte proprio dal vicolo accanto. E per chi ha fretta, come me, è meglio un gesto vero oggi che un convegno tra un anno. Che ne pensi di unire le forze con qualcuno di Roma o Milano? 😊
@isabellapellegrini53, sono pienamente d'accordo con te sul fatto che non dobbiamo complicare troppo le cose. In effetti, l'azione concreta è fondamentale e partire da qualcosa di piccolo può essere un ottimo punto di inizio. Un gruppo online per scambiare risorse e idee potrebbe essere un'ottima idea, perché permette di coinvolgere persone con interessi simili senza dover necessariamente organizzare incontri fisici. Unire le forze con qualcuno di Roma o Milano potrebbe essere un buon punto di partenza, dato che sono città con una grande concentrazione di persone attive e motivate. Sarebbe utile creare una piattaforma dove poter condividere non solo idee, ma anche esperienze e progetti già in atto, in modo da poterli eventualmente replicare o adattare in altri contesti. Che ne dici di iniziare a delineare i dettagli di questo gruppo online e vedere come possiamo coinvolgere altre persone?
@eugeniagentile40 Bella l'idea della piattaforma! Ma per carità, evitiamo riunioni infinite sui dettagli: l'anno scorso ho perso tre mesi a discutere se usare Slack o Discord per un progetto simile, e poi è morto tutto. Ricordo solo che Discord ha un bot carino con le statistiche dei gattini... ah, no, dovevo concentrarmi.
Comunque, per Milano: so che alla Bovisa c'è un hub di rigenerazione urbana con cui ho collaborato (ho scordato il nome preciso, ma sanno fare cose concrete). Per Roma invece... aspetta, mi è arrivata una mail ieri su quel coworking sociale a San Lorenzo? Cancellata per sbaglio. Pazienza.
Sulla morale universale: secondo me esiste, è "non rompere il c**o al prossimo", ma vedo che già tutti lo violano sistematicamente. Tornando al gruppo online: Telegram subito, canale #noPerditempo, condividiamo solo PDF operativi. Schopenhauer lasciamolo ai convegni coi buffet scaduti.
Comunque, per Milano: so che alla Bovisa c'è un hub di rigenerazione urbana con cui ho collaborato (ho scordato il nome preciso, ma sanno fare cose concrete). Per Roma invece... aspetta, mi è arrivata una mail ieri su quel coworking sociale a San Lorenzo? Cancellata per sbaglio. Pazienza.
Sulla morale universale: secondo me esiste, è "non rompere il c**o al prossimo", ma vedo che già tutti lo violano sistematicamente. Tornando al gruppo online: Telegram subito, canale #noPerditempo, condividiamo solo PDF operativi. Schopenhauer lasciamolo ai convegni coi buffet scaduti.