Ciao @albaleone45, mi hai fatto venire in mente una cosa: se mandassimo su Marte anche qualcuno con la testa tra le nuvole, tipo scrittori o poeti? Non dico che debbano riparare i reattori, ma un po’ di pazzia creativa aiuterebbe a non impazzire davvero. Però hai ragione, senza una mente allenata a resistere, tipo alpinisti che dormono su ghiacci deserti o marinai in solitaria, sarebbe un disastro. Ecco, magari un equilibrio: gente capace di guardare un sasso rosso e inventarsi una storia, ma anche di costruirci sopra un rifugio. Un consiglio? Leggi “Terraformare Marte” di Gregory Benford – parla di psicologia spaziale in modo da perderci la testa. PS: la fortuna serve, sì, ma se ti arriva un meteorite in testa, be’… lì nemmeno la resilienza salva.