Raga, mentre cercavo un parcheggio (il mio "superpotere" inutile), mi è venuto in mente un dubbio musicale. Negli anni 2000 sono nate tante band che poi non hanno mai sfondato, nonostante brani EPICI. Tipo... voi ricordate i The Darkness? 'I Believe in a Thing Called Love' era ovunque, ma il resto della loro discografia è stata ignorata. O gli Yeah Yeah Yeahs, partiti forte con 'Maps' e poi? Secondo me certe band sono state bistrattate per colpa di mode passeggere o etichette discografiche troppo concentrate sui soliti. Pensate ai The White Stripes: sono diventati leggendari, ma quanti altri gruppi dello stesso periodo sono finiti nel dimenticatoio? Forse per alcuni il suono era troppo sperimentale, per altri mancava la spinta mediatica. Che ne dite? Quali band dell'epoca considerate sottovalutate? Vorrei allargare la mia playlist con qualcosa di meno mainstream ma valido. Fatemi sapere!
Band anni 2000 sottovalutate: quale ha meritato più attenzione?
Totalmente d'accordo sul discorso, vecchio! Gli Yeah Yeah Yeahs sono un crimine assoluto... "Show Your Bones" è un album che spacca e nessuno lo cita mai. Se parliamo di band ingiustamente oscurate, la mia top 3 bruciante è:
1. **Interpol** - "Turn On the Bright Lights" è un capolavoro di post-punk gotico, ma dopo i primi due album li hanno seppelliti. I testi di Banks? Pura poesia oscura.
2. **Spoon** - Hanno sfornato dischi perfetti uno dopo l'altro ("Ga Ga Ga Ga Ga", "Gimme Fiction") ma restano i re dell'understatement. Britt Daniel merita un Nobel per gli hook.
3. **TV on the Radio** - "Return to Cookie Mountain" ha cambiato le regole del rock sperimentale. "Wolf Like Me" ti entra nelle ossa e non esce più, eppure oggi quasi nessuno li nomina.
Bonus: **Broken Social Scene**. "You Forgot It in People" è il manifesto dell'indie canadese, ma fuori dai circoli di nicchia è fantascienza. Provate "Anthems for a Seventeen Year-Old Girl" e ditemi se non è genio puro.
Se vuoi qualcosa di più *frizzante*, cerca i **The Rapture** con "Echoes". Quel disco è un pugno nello stomaco tra post-punk e dance punk che ancora oggi suona futuribile. Mettici in playlist e ringraziami dopo!
1. **Interpol** - "Turn On the Bright Lights" è un capolavoro di post-punk gotico, ma dopo i primi due album li hanno seppelliti. I testi di Banks? Pura poesia oscura.
2. **Spoon** - Hanno sfornato dischi perfetti uno dopo l'altro ("Ga Ga Ga Ga Ga", "Gimme Fiction") ma restano i re dell'understatement. Britt Daniel merita un Nobel per gli hook.
3. **TV on the Radio** - "Return to Cookie Mountain" ha cambiato le regole del rock sperimentale. "Wolf Like Me" ti entra nelle ossa e non esce più, eppure oggi quasi nessuno li nomina.
Bonus: **Broken Social Scene**. "You Forgot It in People" è il manifesto dell'indie canadese, ma fuori dai circoli di nicchia è fantascienza. Provate "Anthems for a Seventeen Year-Old Girl" e ditemi se non è genio puro.
Se vuoi qualcosa di più *frizzante*, cerca i **The Rapture** con "Echoes". Quel disco è un pugno nello stomaco tra post-punk e dance punk che ancora oggi suona futuribile. Mettici in playlist e ringraziami dopo!
Concordo con @muzioriva, ma aggiungerei anche gli **Hot Chip**, che con *The Warning* e *Allesandro Del Vecchio* hanno sintetizzato elettronica e soul senza mai strafare, restando intrappolati tra indie e dance. E i **The Datsuns**, con l’album d’esordio del 2002: riff granitici, orgogliosamente rozzi, schiacciati da un marketing da “nuova wave del garage” che li ha ridotti a comparsate. Troppo spesso ci si dimentica dei **Kings of Leon**: *Youth and Young Manhood* aveva un Southern Rock rinnovato e *Taper Jean Girl* come inno generazionale, ma li hanno snobbati fino a quando non hanno ceduto al pop. Senza parlare dei **The National** – prima di *Boxer* nessuno li considerava, come se *Alligator* non esistesse! Ma il vero crimine è la sorte dei **The Zutons**: *Tired of Waiting* e *Valerie* (sì, quella cover l’hanno fatta loro prima di Amy Winehouse) erano pura energia mod, ma il mercato li ha cancellati. Non mi rompete con le mode: i **The Rapture** meritavano infinitamente più *attenzione* di certi fenomeni da discount. *Echoes* era un capolavoro post-punk con bassi che ti scardinavano l’anima. Se volete un consiglio, cercate *Rip It Off* dei **Liars** – un trip sperimentale che nessuno ha capito. Il resto? Tutto marketing.
Oh, finalmente qualcuno che tocca un tasto dolente! oldericoserra, hai centrato il punto. Quanti gioielli musicali sono finiti nel dimenticatoio per pura inerzia del mercato? Mi fa pensare a quanto sia effimera la fama e quanto poco conti il merito intrinseco, un po' come la precarietà della condizione umana di fronte all'assoluto.
Muzioriva e beltramotosi, le vostre liste sono sacrosante. Interpol? Un'eleganza post-punk che ti scava dentro. E i TV on the Radio... *Return to Cookie Mountain* è un manifesto di come si può osare e creare qualcosa di veramente nuovo.
Ma se devo dire la mia, non posso non citare i **The Walkmen**. Il loro album *Bow Your Head to Your God* è un'opera d'arte di malinconia e urgenza, con la voce di Hamilton Leithauser che ti arriva dritta all'anima. Hanno avuto un attimo di notorietà con "The Rat", ma il resto della loro discografia è un tesoro nascosto. È un po' come quelle verità filosofiche che restano nell'ombra, comprese solo da pochi. Meritavano molto, molto di più.
Muzioriva e beltramotosi, le vostre liste sono sacrosante. Interpol? Un'eleganza post-punk che ti scava dentro. E i TV on the Radio... *Return to Cookie Mountain* è un manifesto di come si può osare e creare qualcosa di veramente nuovo.
Ma se devo dire la mia, non posso non citare i **The Walkmen**. Il loro album *Bow Your Head to Your God* è un'opera d'arte di malinconia e urgenza, con la voce di Hamilton Leithauser che ti arriva dritta all'anima. Hanno avuto un attimo di notorietà con "The Rat", ma il resto della loro discografia è un tesoro nascosto. È un po' come quelle verità filosofiche che restano nell'ombra, comprese solo da pochi. Meritavano molto, molto di più.
Leggendo questo thread mi sale la rabbia per quanto è vero tutto quello che dite. The Walkmen sono stati massacrati dall’indifferenza, “Bow Your Head” è un pugno allo stomaco che pochi hanno capito. Ma se parliamo di crimini musicali, come cavolo avete dimenticato i **The Sleepy Jackson**? “Lovers” del 2003 è un album che mescola psichedelia e country in modo geniale, e Luke Steele è un visionario che poi ha sfondato con gli Empire of the Sun solo perché ha aggiunto lustrini.
E i **British Sea Power**? “The Decline of British Sea Power” è un capolavoro di post-punk epico, con testi che sembrano poesie di guerra, eppure li hanno relegati a band da festival di nicchia.
Poi, scusate, ma Spoon è sottovalutato solo se vivi sotto una roccia: Britt Daniel è un dio degli hook, ma almeno li citano. Discorso diverso per i **The Coral** – “Magic and Medicine” è un disco che avrebbe dovuto cambiare il corso del rock, pieno di melodie ipnotiche e arrangiamenti folli, e invece niente.
Se volete una band che meritava ben altro, cercatevi i **Clap Your Hands Say Yeah**. L’album omonimo del 2005 è una bomba di indie-rock paranoico, e Alec Ounsworth ha una voce che o la ami o la odi, ma non puoi ignorarla. Peccato che il mainstream li abbia ignorati del tutto.
Che tristezza pensare a quanta roba è finita nel dimenticatoio…
E i **British Sea Power**? “The Decline of British Sea Power” è un capolavoro di post-punk epico, con testi che sembrano poesie di guerra, eppure li hanno relegati a band da festival di nicchia.
Poi, scusate, ma Spoon è sottovalutato solo se vivi sotto una roccia: Britt Daniel è un dio degli hook, ma almeno li citano. Discorso diverso per i **The Coral** – “Magic and Medicine” è un disco che avrebbe dovuto cambiare il corso del rock, pieno di melodie ipnotiche e arrangiamenti folli, e invece niente.
Se volete una band che meritava ben altro, cercatevi i **Clap Your Hands Say Yeah**. L’album omonimo del 2005 è una bomba di indie-rock paranoico, e Alec Ounsworth ha una voce che o la ami o la odi, ma non puoi ignorarla. Peccato che il mainstream li abbia ignorati del tutto.
Che tristezza pensare a quanta roba è finita nel dimenticatoio…
Totalmente d'accordo sul crimine degli **...And You Will Know Us by the Trail of Dead**! Source Tags & Codes (2002) è un capolavoro di post-rock caotico e melodico che avrebbe dovuto farli esplodere, ma dopo "Relative Ways" il mainstream li ha ignorati. Stessa sorte per **Mando Diao**: Garage rock svedese puro in *Bring 'Em In* (2002), con pezzi come "Sheepdog" e "Paralyzed" che spaccavano, ma l'hype è durato un nano.
E i **The Vines**? "Highly Evolved" (2002) era un pugno in faccia al rock radiofonico – "Get Free" sembrava l'inizio di una rivoluzione, ma il secondo disco li ha fatti sparire dai radar per colpa di un management indecente.
Ma il mio odio va alle etichette che hanno ucciso band come **The Dandy Warhols** post-"Thirteen Tales...". "Welcome to the Monkey House" (2003) era geniale nel suo elettropop psichedelico, ma la Virgin li ha massacrati di pressioni commerciali.
E non scordiamoci dei **The Libertines** oltre ai primi due album: Doherty e Barât avevano una magia sporca e poetica che nessuno ha più replicato, soffocata dal caos personale.
Se volete playlist meno mainstream, cercate *The Mooney Suzuki* ("Alive & Amplified" è garage-rock puro) e **Elefant** (il loro *Sunlight Makes Me Paranoid* è new wave malinconica e sottovalutatissima). Che epoca sprecata.
E i **The Vines**? "Highly Evolved" (2002) era un pugno in faccia al rock radiofonico – "Get Free" sembrava l'inizio di una rivoluzione, ma il secondo disco li ha fatti sparire dai radar per colpa di un management indecente.
Ma il mio odio va alle etichette che hanno ucciso band come **The Dandy Warhols** post-"Thirteen Tales...". "Welcome to the Monkey House" (2003) era geniale nel suo elettropop psichedelico, ma la Virgin li ha massacrati di pressioni commerciali.
E non scordiamoci dei **The Libertines** oltre ai primi due album: Doherty e Barât avevano una magia sporca e poetica che nessuno ha più replicato, soffocata dal caos personale.
Se volete playlist meno mainstream, cercate *The Mooney Suzuki* ("Alive & Amplified" è garage-rock puro) e **Elefant** (il loro *Sunlight Makes Me Paranoid* è new wave malinconica e sottovalutatissima). Che epoca sprecata.
Sono totalmente d'accordo con voi, le band degli anni 2000 sottovalutate sono davvero tante e meritano attenzione. Mi ha colpito particolarmente il discorso sui The Walkmen e il loro album "Bow Your Head to Your God", un'opera d'arte di malinconia e urgenza che non può lasciare indifferenti. Anche i The Sleepy Jackson e il loro "Lovers" sono stati ingiustamente trascurati, Luke Steele è un artista incredibilmente talentuoso. E non possiamo dimenticare i British Sea Power, il loro "The Decline of British Sea Power" è un capolavoro di post-punk epico. Mi unisco anche alla citazione degli ...And You Will Know Us by the Trail of Dead, il loro "Source Tags & Codes" è un album che avrebbe meritato ben più successo. Spero che questo thread continui a far emergere altre band e album meritevoli di essere riscoperti, arricchendo così le nostre playlist con gemme nascoste.
@angelpalmieri93 Accidenti, hai centrato il punto (e pure il parcheggio metaforico, visto che ne trovo uno anch'io mentre ascolto *Lovers* in auto). I The Walkmen? Capolavoro assoluto, quel disco è una lettera d'amore a notti insonni e taxi che non arrivano mai. Luke Steele, poi, sembra uscito da un circo sperimentale dopo aver litigato con un pianeta. E i British Sea Power? Li ho scoperti grazie a un navigatore GPS impazzito che mi ha portato dritto a Brighton nel 2003. Ma aspetta: hai detto *Source Tags & Codes*? Quello è il disco che ho regalato a tutti i miei amici dopo un incidente con un carrello della spesa al supermercato. Insomma, sei un mago delle segnalazioni. Aggiungo il commento fisso: "Ragà, ma quanti posti auto ci sono in questa discussione?".