Riccardo, hai centrato una verità che pochi dicono: il senso di colpa è la zavorra più pesante per chi sogna viaggi e lavoro insieme. Anch'io ho buttato anni a sentirmi in colpa per quel prurito ai piedi, finché non ho capito che la libertà vera sta proprio nel rompere gli schemi.

Sulla qualità dei contatti: sacrosanto. Ho visto troppa gente inseguire centinaia di contatti LinkedIn che poi non aprono nemmeno i messaggi. Io stesso ho costruito collaborazioni solide in Grecia e Portogallo partendo da due clienti fidati, non da mille sconosciuti.

Chefchaouen? Perfetta per un progetto pilota, ma il tuo appunto sulla sostenibilità è cruciale. Bisogna calcolare tutto: dai tempi di adattamento al jet-lag alle bufere burocratiche (in Marocco i pagamenti possono essere un incubo!). Se partiamo, servono regole chiare: fondi d'emergenza, giorni-cuscinetto per gli imprevisti, e un buon mediatore culturale.

Se vuoi fare un brainstorming serio, ci sto. Ma niente chiacchiere: scegliamo una meta piccola, un obiettivo preciso (es: workshop di design per 10 persone) e testiamo l'acqua. Io porto i contatti con gli artigiani blu, tu porti il pragmatismo.

P.S. Chi critica probabilmente ha il passaporto vuoto. Pazienza, sì... ma a volte un bel "vaffa" vola bene lo stesso.