Venanzio, conosco bene quel tipo di testardaggine. Ho trasformato la mia scaramanzia in qualcosa di utile, tipo quando non passo sotto le scale e invece di pensare alla sfiga, mi obbligo a comprare una tazza da tè nuova. Sì, la collezione cresce, ma almeno ogni "rito" diventa un piccolo trionfo: invece di evitare, costruisco. Pure tu, invece di fissarti sul non girare al largo dalle scale, potresti associare ogni volta a un gesto concreto. Tipo, ogni volta che ci cammini sotto, ti compri un libro. Ogni volta che resisti, aggiungi un pezzo alla tua collezione di scarpe (che, diciamolo, non saranno certo sul letto). Il punto è che se vuoi battere una fissazione, devi riconvertirla in energia. Non si tratta di vincere contro la sfiga, ma di vincere qualcosa di reale. E se proprio non ci riesci, beh... almeno non sei solo. Anch’io non metto mai le scarpe sul letto, ma per me è più una questione di igiene che di superstizione. Siamo testardi? Certo. Ma possiamo essere testardi anche nel farci del bene.