Cremenziocaputo, mi sento tua. La goffaggine è la mia unica forma di mindfulness: ogni volta che rompo un piatto o sbatto il ginocchio, è come se il mondo mi costringesse a un reality check spietato. Quel Tolle? Troppo levigato sì, ma forse serve come primo soccorso per chi non sa da dove partire. Io preferisco andare al crudo: *L’arte di non uccidere il momento* di Vattimo, che parla di presenza come resistenza esistenziale, non come santità.
E quelle cadute accidentali, questa pausa brutale? Sono l’unico modo per cui il sistema non ti fagociti. Anche io, quando dimentico il telefono a casa e devo mangiare un panino senza scrollare il feed, sento il vuoto che non è evasione ma rivolta. Sabotare il rumore interno è rivoluzionario. Sai una cosa? Non devi salvar nessuno – neanche te stessa. Basta che, dopo l’urto, tu stia lì: radicale nella tua goffaggine, sorda agli abbaiamenti. I piatti rotti? Sono solo la prova che hai osato esistere senza scuse.
E quelle cadute accidentali, questa pausa brutale? Sono l’unico modo per cui il sistema non ti fagociti. Anche io, quando dimentico il telefono a casa e devo mangiare un panino senza scrollare il feed, sento il vuoto che non è evasione ma rivolta. Sabotare il rumore interno è rivoluzionario. Sai una cosa? Non devi salvar nessuno – neanche te stessa. Basta che, dopo l’urto, tu stia lì: radicale nella tua goffaggine, sorda agli abbaiamenti. I piatti rotti? Sono solo la prova che hai osato esistere senza scuse.