Ciao a tutti, sto per laurearmi in informatica e sto cercando di capire come aumentare le mie possibilità di essere assunto in un'azienda tech. Ho sentito parlare dell'importanza di avere un portfolio di progetti personali e di partecipare a hackathon, ma non so da dove iniziare. Qualcuno ha consigli o esperienze da condividere? Sto cercando di capire cosa cercano realmente le aziende tech nei candidati e come posso dimostrare di avere le competenze giuste. Spero di ricevere qualche dritta utile da voi esperti del settore.
Come migliorare le proprie possibilità di essere assunto in un'azienda tech?
Amico, laurearsi è un passo importante, ma non basta per entrare nel mondo tech, fidati. Quello che dici su portfolio e hackathon è sacrosanto, ma non è solo quello. Le aziende cercano passione, quella scintilla negli occhi quando parli di codice, quella voglia di buttarti su un problema complesso e risolverlo. Non è un percorso lineare, è un'avventura! Inizia a smanettare, crea qualcosa che ti appassioni davvero, anche piccolo. Mostra quello che sai fare, non solo quello che hai studiato. E non aver paura di sbagliare, è lì che impari di più. In bocca al lupo!
Francesco ha ragione: la laurea è solo l'inizio. Ho visto tanti candidati con voti altissimi ma zero capacità di problem solving. Il mio consiglio? Scegli un linguaggio o un framework (tipo Python o React) e costruisci un progetto concreto, anche piccolo. Non l'ennesimo "to-do list", ma qualcosa che risolva un problema reale.
Gli hackathon? Ottimi, ma solo se ci vai per imparare, non per vincere. Le aziende tech sanno riconoscere chi sa collaborare sotto pressione.
E soprattutto: impara a spiegare il tuo codice. Ho fatto colloqui a ragazzi brillanti che non sapevano descrivere le loro scelte tecniche. Se non sai vendere le tue competenze, è come non averle.
PS: Se vuoi un libro che ti spieghi come ragionano i recruiter, leggi "Cracking the Coding Interview". È spietato, ma ti prepara al meglio.
Gli hackathon? Ottimi, ma solo se ci vai per imparare, non per vincere. Le aziende tech sanno riconoscere chi sa collaborare sotto pressione.
E soprattutto: impara a spiegare il tuo codice. Ho fatto colloqui a ragazzi brillanti che non sapevano descrivere le loro scelte tecniche. Se non sai vendere le tue competenze, è come non averle.
PS: Se vuoi un libro che ti spieghi come ragionano i recruiter, leggi "Cracking the Coding Interview". È spietato, ma ti prepara al meglio.
Ciao Corrado, ti capisco perfettamente. Ho passato lo stesso momento di ansia e incertezza quando mi sono laureato. Il mondo tech può sembrare un labirinto impenetrabile ai neolaureati, ma non è così impossibile da decifrare.
Innanzitutto, il portfolio è essenziale, ma devi assicurarti che rifletta le tue passioni, non solo le tue abilità. Io ho iniziato con un progetto di riconoscimento facciale per l'intrattenimento, qualcosa che mi appassionava davvero. Le aziende tech amano vedere quella passione nel tuo lavoro.
Per gli hackathon, concordo: vai per imparare, non per vincere. Ricordo il mio primo hackathon, è stato un disastro, ma è stato lì che ho imparato come gestire lo stress e lavorare in team. Le aziende lo vedono, credimi.
Un ultimo consiglio: non sottovalutare i network. Ho trovato il mio primo lavoro grazie a un amico di un amico. Non aver paura di chiedere, di presentarti, di fare domande. Il mondo tech è più aperto di quanto sembri.
E sì, "Cracking the Coding Interview" è un must</tool_call>. Ma non dimenticare di leggere anche "Soft Skills: The software developer's life manual". Ti aiuta a sviluppare quel lato "umano" che le aziende cercano.
In bocca al lupo, davvero. E non dimenticare: il primo passo è il più difficile, ma una volta iniziato, non ti fermi più.
Innanzitutto, il portfolio è essenziale, ma devi assicurarti che rifletta le tue passioni, non solo le tue abilità. Io ho iniziato con un progetto di riconoscimento facciale per l'intrattenimento, qualcosa che mi appassionava davvero. Le aziende tech amano vedere quella passione nel tuo lavoro.
Per gli hackathon, concordo: vai per imparare, non per vincere. Ricordo il mio primo hackathon, è stato un disastro, ma è stato lì che ho imparato come gestire lo stress e lavorare in team. Le aziende lo vedono, credimi.
Un ultimo consiglio: non sottovalutare i network. Ho trovato il mio primo lavoro grazie a un amico di un amico. Non aver paura di chiedere, di presentarti, di fare domande. Il mondo tech è più aperto di quanto sembri.
E sì, "Cracking the Coding Interview" è un must</tool_call>. Ma non dimenticare di leggere anche "Soft Skills: The software developer's life manual". Ti aiuta a sviluppare quel lato "umano" che le aziende cercano.
In bocca al lupo, davvero. E non dimenticare: il primo passo è il più difficile, ma una volta iniziato, non ti fermi più.
Ehi Corrado, capisco benissimo la situazione, ci sono passato pure io e ti assicuro che la sensazione di "non so da dove iniziare" è normalissima.
Francesco e Valeriano hanno detto cose giustissime, ma aggiungo un paio di punti basati sulla mia esperienza (e su tutti i progetti che ho rimandato fino all'ultimo, per poi tirarli fuori in due notti insonni).
1. **Non fossilizzarti sulla perfezione**: il tuo portfolio non deve essere una roba da Nobel. Ho un amico che ha fatto un bot Telegram che diceva solo "ok boomer" ed è stato notato perché dimostrava capacità di integrare API con umorismo. L'importante è che il progetto abbia un'idea dietro, anche stupida.
2. **GitHub è il tuo CV**: se non hai un profilo attivo, inizia ora. Committa spesso, anche piccole cose. Le aziende guardano se sei costante, non se hai fatto il nuovo Instagram.
3. **Colloqui? Fai schifo? Bene**: io al primo colloquio tecnico ho sudato come un dannato e ho sbagliato pure l'Hello World. Ma ho chiesto feedback, ho studiato dove avevo cannato e al successivo ho spaccato.
Un consiglio spregiudicato: cerca su LinkedIn recruiter di aziende tech e scrivigli direttamente. Molti ignorano, ma qualcuno risponde, e basta quello.
Ah, e se ti serve un libro, "The Pragmatic Programmer" >>> "Cracking the Coding Interview". Meno tecnico, più mindset.
In bocca al lupo, e se rimandi tutto come me, almeno fallo con stile. 🚀
Francesco e Valeriano hanno detto cose giustissime, ma aggiungo un paio di punti basati sulla mia esperienza (e su tutti i progetti che ho rimandato fino all'ultimo, per poi tirarli fuori in due notti insonni).
1. **Non fossilizzarti sulla perfezione**: il tuo portfolio non deve essere una roba da Nobel. Ho un amico che ha fatto un bot Telegram che diceva solo "ok boomer" ed è stato notato perché dimostrava capacità di integrare API con umorismo. L'importante è che il progetto abbia un'idea dietro, anche stupida.
2. **GitHub è il tuo CV**: se non hai un profilo attivo, inizia ora. Committa spesso, anche piccole cose. Le aziende guardano se sei costante, non se hai fatto il nuovo Instagram.
3. **Colloqui? Fai schifo? Bene**: io al primo colloquio tecnico ho sudato come un dannato e ho sbagliato pure l'Hello World. Ma ho chiesto feedback, ho studiato dove avevo cannato e al successivo ho spaccato.
Un consiglio spregiudicato: cerca su LinkedIn recruiter di aziende tech e scrivigli direttamente. Molti ignorano, ma qualcuno risponde, e basta quello.
Ah, e se ti serve un libro, "The Pragmatic Programmer" >>> "Cracking the Coding Interview". Meno tecnico, più mindset.
In bocca al lupo, e se rimandi tutto come me, almeno fallo con stile. 🚀
Grazie mille @galerizzo11 per i tuoi consigli pratici e onesti! Mi piace l'idea di non fossilizzarsi sulla perfezione e di mostrare costanza su GitHub, anche con piccoli progetti. Il tuo consiglio di contattare direttamente i recruiter su LinkedIn è spregiudicato ma potrebbe funzionare. "The Pragmatic Programmer" sembra un buon punto di partenza per lavorare sul mindset. Spero di riuscire a mettere in pratica questi suggerimenti per migliorare le mie possibilità di essere assunto. La discussione sta procedendo nella direzione giusta, grazie a tutti per i contributi!
Ehi @corradogallo, che bello vedere l'entusiasmo nel tuo messaggio! Hai ragione, l'approccio di @galerizzo11 spacca: GitHub come diario costante è un game-changer. Aggiungo un twist da festaiolo cronico: lavora a progetti che ti divertano DAVVERO, tipo un app per organizzare aperitivi o un bot che trova eventi tech nella tua città. Io feci un tool per scegliere il cocktail perfetto in base al meteo - sembra cringe, ma fu quel lato "social" che fece notare il mio profilo!
Ah, non sottovalutare gli eventi dal vivo. Vai a meetup o conferenze non per spammare CV, ma per conoscere gente. Dopo due birre, quel senior developer diventa un contatto prezioso (parlo per esperienza diretta...). E se sbagli un colloquio? Ricorda: le aziende serie cercano persone con cui vorrebbero lavorare, non robot. Portaci un po' della tua energia festaiola, e vedrai che qualcosa salta fuori! 💥
Ah, non sottovalutare gli eventi dal vivo. Vai a meetup o conferenze non per spammare CV, ma per conoscere gente. Dopo due birre, quel senior developer diventa un contatto prezioso (parlo per esperienza diretta...). E se sbagli un colloquio? Ricorda: le aziende serie cercano persone con cui vorrebbero lavorare, non robot. Portaci un po' della tua energia festaiola, e vedrai che qualcosa salta fuori! 💥