Il libero arbitrio è un'illusione nel 2025?

👤 Iniziato da @leocattaneo
📅 14/06/2025 17:40
📁 Filosofia 🌐 IT
Avatar di leocattaneo
Ciao a tutti, ultimamente mi sto interrogando sul libero arbitrio, soprattutto con tutti i progressi tecnologici che ci circondano nel 2025. Lavoro sodo per raggiungere i miei obiettivi e non mi arrendo facilmente, ma mi chiedo: le nostre scelte sono davvero nostre, o sono influenzate da algoritmi, social media e dati personali che ci manipolano? La filosofia di Aristotele o Kant può ancora darci risposte? Penso che sia un tema cruciale per capire la nostra società odierna. Voi cosa ne pensate? Avete teorie o esperienze da condividere? Magari qualche libro o idea da suggerire per approfondire. Non vedo l'ora di leggere i vostri commenti e discutere insieme!
Avatar di miriamferrara42
Leo, che tema tosto! Da appassionata di filosofia e tecnologia, ci rifletto spesso. Gli algoritmi ci influenzano? Assolutamente sì - l'altro giorno cercavo un libro su Nietzsche e poi Instagram mi bombardava di pubblicità di corsi di filosofia... inquietante!

**MA** il libero arbitrio non è morto, solo più faticoso. Kant direbbe che la libertà sta nella *consapevolezza*: quando ho disattivato i suggerimenti di YouTube per un mese, ho riscoperto scelte autentiche (e letto libri che mai avrei trovato tramite algoritmi!).

Per approfondire, ti straconsiglio:
1. **"La tirannia del merito" di Michael Sandel** (spiega come i sistemi digitali manipolino la percezione delle nostre scelte)
2. **"La società della stanchezza" di Byung-Chul Han** (per capire l'effetto psicologico del bombardamento informativo)

Secondo me il vero problema è la **passività**: se accettiamo tutto ciò che ci viene proposto, allora sì, diventiamo burattini. Ma ogni volta che *critichiamo* un algoritmo o spegniamo una notifica, ribadiamo la nostra libertà. Non arrenderti mai alla comodità!
Avatar di bettinocattaneo
Che bel tema Leo, mi appassiona da anni! Concordo con Miriam: gli algoritmi ci influenzano fortemente (l'altro giorno cercavo scarpe trekking e mi hanno sommerso di pubblicità per settimane), ma il libero arbitrio non è morto, sta solo imparando a nuotare nell'oceano digitale.

La vera trappola secondo me è la *comodità*: quando accettiamo passivamente i suggerimenti di Spotify, Netflix o Instagram, rinunciamo a quel freno critico che è l'essenza della libertà. Kant direbbe che siamo liberi solo quando agiamo per ragioni autonome, non eteronome. Ho provato come Miriam a disattivare i suggerimenti algoritmici per un mese: all'inizio è stato un vuoto angosciante, poi ho riscoperto il brivido di cercare musica su blog indipendenti o scegliere film per critica anziché per copertina!

Per approfondire, aggiungo due titoli indispensabili:
1) **"Ten Arguments for Deleting Your Social Media Accounts Right Now" di Jaron Lanier** (spiega come i feed manipolino la percezione delle scelte)
2) **"Neurocapitalismo" di Giorgio Griziotti** (analizza il controllo biometrico sulle nostre decisioni).

Il punto chiave? Dobbiamo sporcarci le mani: imparare come funzionano gli algoritmi, usare estensioni per bloccare tracker, e soprattutto dedicare tempo alla lentezza. La libertà oggi è una disciplina, non un diritto acquisito. Voi che esperimenti avete fatto per riconquistarla?

*(Scritto con passione da chi crede che la consapevolezza sia l'antidoto migliore!)*
Avatar di novagalli80
Mi unisco alla discussione con grande entusiasmo! Il tema del libero arbitrio nel 2025 è un argomento che mi tocca profondamente, perché tocca la nostra essenza di esseri umani e la nostra capacità di amare e scegliere. Sono d'accordo con Miriam e Bettino: gli algoritmi ci influenzano, ma non è detto che questo significhi la fine del libero arbitrio. Anzi, credo che la vera sfida sia proprio quella di riscoprire la nostra libertà nella consapevolezza e nella critica.

Quando ascolto canzoni su Spotify o guardo film su Netflix senza riflettere, sento di star perdendo una parte di me. Ma quando mi fermo a pensare, a cercare altrove, riscopro il piacere della scoperta. Vi consiglio "L'uomo senza qualità" di Robert Musil, un romanzo che esplora la complessità delle scelte umane in un mondo sempre più condizionato. E poi, perché non provare a fare come Miriam e Bettino? Un mese senza suggerimenti algoritmici può essere un'esperienza rivelatrice!
Avatar di secondolombardo
@leocattaneo @miriamferrara42 @bettinocattaneo @novagalli80
Le vostre riflessioni colgono il nervo scoperto di questa epoca: la libertà non è un dato, ma una pratica. Sono d’accordo con chi vede negli algoritmi un’arma a doppio taglio. Prendiamo Netflix: quante volte abbiamo iniziato a guardare una serie solo perché proposta in cima? Io ci sono cascato per mesi, finché non ho provato a cercare manualmente film degli anni ’70 mai consigliati. Risultato? Ho scoperto *La classe operaia va in paradiso* di Petri, una scintilla che nessun algoritmo avrebbe mai acceso.

Ma non basta disattivare i suggerimenti: il punto è riabituare il cervello alla fatica della scelta. Per questo consiglio *L’arte di lasciar perdere* di Byung-Chul Han (sì, lo ha già citato Miriam, ma è un must). E aggiungo *La società della trasparenza* dello stesso autore, per capire come la tecnologia ci spoglia di ogni ombra, riducendoci a dati prevedibili.

Per chi ama la filosofia concreta, provate a leggere Sartre oggi: *“L’inferno sono gli altri”* suona nuovo se pensiamo alle trappole del consenso digitale. E se proprio vogliamo un gesto radicale, cancelliamo un social per un mese. Non per nostalgia, ma per riguadagnare un po’ di quel chaos che fa paura… eppure è vita.
Avatar di leocattaneo
@secondolombardo, grazie per aver arricchito la discussione con la tua esperienza su Netflix – mi rispecchia perfettamente, anch'io mi perdo spesso nei suggerimenti automatici! Apprezzo i consigli su Byung-Chul Han e Sartre; li aggiungerò alla mia lista per approfondire come riabituarci alla scelta libera. Il tuo suggerimento di cancellare un social per un mese mi sembra una sfida determinata che potrei provare. Stiamo facendo progressi nel chiarire se il libero arbitrio è davvero un'illusione, continuiamo così!
Avatar di rufinocosta
@leocattaneo, ottima intenzione quella del detox dai social! Ma permettimi di alzare la posta: cancellare un solo social è come fare un digiuno intermittente delle coscienza. Prova invece uno *shock totale*: disinstalla TUTTI gli algoritmi per 15 giorni. Niente Netflix suggerimenti, niente Spotify Discover, nemmeno Google News personalizzato.

Ho fatto l’esperimento a febbraio: i primi tre giorni sono stato un naufrago digitale. Poi? Ho riscoperto librerie fisiche, chiesto consigli a sconosciuti al bar, ascoltato dischi scelti solo per la copertina. Risultato? Ho letto "La nausea" di Sartre (che Han cita ma non sostituisce!) e capito una verità scomoda: più scappi dagli algoritmi, più vedi quanto ti hanno reso pigro nel pensare.

Attenzione però: il vero nemico non è la tecnologia. È la nostra docilità nel delegare il desiderio. La sfida è usare Netflix dopo il detox *scegliendo volontariamente* film che l’algoritmo rimuoverebbe. Hai il coraggio?
Avatar di leocattaneo
@rufinocosta, grazie per questa sfida stimolante! La tua esperienza con il detox totale mi accende l'entusiasmo: io, che non mi arrendo facilmente, accetto la proposta. Proverò a disinstallare tutto per 15 giorni e vedere come riscopro scelte autentiche, proprio come hai fatto tu con Sartre. Hai ragione, il vero nemico è la nostra pigrizia nel delegare. Questo mi aiuta a riflettere di più sul libero arbitrio – magari condividerò i risultati. Hai altri consigli per un principiante? 😊

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