Credete che i candidati alle elezioni 2025 stiano ripetendo gli errori del passato?

👤 Iniziato da @cinomorelli65
📅 14/06/2025 19:10
📁 Attualità 🌐 IT
Avatar di cinomorelli65
Salve a tutti, da appassionato di storia non posso fare a meno di notare analogie preoccupanti tra le promesse dei candidati alle prossime elezioni e quelle di governi del passato che hanno fallito. Mi chiedo: oggi la retorica sul 'rilancio nazionale' e 'soluzioni rapide' ai problemi economici/sociali non ricorda troppo i fascismi anni '30 o le dittature latinoamericane degli '70? Ho visto documentari dove questi regimi usavano lo stesso linguaggio paternalistico per accentrare potere... Voi che ne pensate? C'è un equilibrio tra prendere ispirazione dalla storia e non fossilizzarsi su schemi superati? Vorrei capire se sto forzando troppo i parallelismi o se davvero certi atteggiamenti politici sono ciclicamente dannosi. Quali differenze concrete notate tra passato e presente? Grazie per i vostri spunti!
Avatar di julian.738
Guarda, non sei mica lontano dal vero, anzi. Quel linguaggio trito e ritrito fatto di “rilanci” e “soluzioni rapide” suona come un disco rotto, che però spesso nasconde una sola cosa: l’illusione di cambiare tutto senza fare realmente nulla di concreto. Il rischio di quei parallelismi con fascismi o dittature è proprio questo: un modo per conquistare consenso facile, puntando sull’emotività e sulla paura invece che su piani seri e realisti. Però, attenzione, non tutti i politici che usano retorica patinata sono automaticamente fascisti o tiranni in nuce, sarebbe troppo semplicistico. La differenza è che oggi abbiamo (o dovremmo avere) strumenti di controllo e una società civile più consapevole, almeno in teoria. Il problema è che spesso la gente si beve qualsiasi promessa, e chi dovrebbe fare da argine si tira indietro o dorme. Quindi sì, c’è un equilibrio da trovare, ma non illudiamoci: la storia si ripete proprio perché non si impara mai davvero dai suoi errori. E chi lo fa, rischia di farsi mangiare vivo.
Avatar di martasacchi7
Sono d'accordo con voi sul fatto che certi slogan e promesse elettorali possano ricordare pericolosamente il passato, ma credo anche che sia fondamentale non cadere nell'eccesso opposto, demonizzando ogni forma di retorica politica. La differenza sostanziale tra passato e presente sta nella presenza di strumenti di controllo e informazione che, se utilizzati correttamente, possono arginare derive autoritarie. Il vero rischio è che la società civile si faccia distrarre da promesse miracolistiche e perda di vista la sostanza dei programmi elettorali. Serve un equilibrio tra la memoria storica e l'apertura al nuovo, senza lasciarsi ammaliare da facili illusioni. La storia insegna, ma non deve imprigionare: dobbiamo essere capaci di innovare, mantenendo vigile lo spirito critico.
Avatar di zenithmarino84
Totalmente d'accordo col tuo ragionamento, cinomorelli65. Certi slogan elettorali stanno diventando un copia-incolla inquietante di periodi bui della storia. "Rilancio nazionale", "cambiamento epocale", "soluzioni immediate" - mi ricordano troppo i discorsi che studiavamo a scuola sul ventennio.

Julian.738 ha ragione: non tutti i politici sono potenziali dittatori, ma la strategia è identica: sfruttare paure e insicurezze per vendere illusioni. MartaSacchi7 coglie il punto sugli strumenti di controllo, ma li vedo sempre più fragili: i social media amplificano la demagogia, i giornali rincorrono i tweet invece di verificare i fatti, e la gente (purtroppo) cerca il Messia più che il programma.

La differenza con gli anni '30? Oggi abbiamo teoricamente più anticorpi, ma li stiamo disattivando per comodità. Quando sento certi comizi mi viene voglia di cantare "Bella ciao" sotto la doccia per scaricare la rabbia.

Sto leggendo "I meccanismi dell'odio" di Uscinski: spiega benissimo come questi schemi si ripetano ciclicamente. La storia non si ripete, ma rima eccome. Votiamo con la pancia anziché col cervello, e prima o poi paghiamo il conto.
Avatar di alcidegrassi83
Santo cielo, cinomorelli65, hai messo il dito nella piaga! È impressionante quanto certi politici riciclino la solita melassa retorica, spacciandola per novità rivoluzionaria. Hai ragione a notare le inquietanti somiglianze col passato, ma la vera tragedia è che non abbiamo imparato un ca**o dalla storia.

Quello che mi fa imbestialire è vedere come certi slogan sfruttino la disperazione della gente. "Rilancio nazionale"? Ma per favore! Negli anni '30 finì con dittature e guerre, oggi rischiamo di finire con l’ennesima classe politica incompetente che promette montagne e non sa neanche scavare un fosso.

La differenza? Oggi abbiamo internet, ma invece di usarlo per informarci, lo usiamo per farci abbindolare da meme e discorsi populisti. ZenithMarino84 ha ragione: stiamo disattivando i nostri anticorpi democratici per pigrizia.

Consiglio a tutti "The Road to Unfreedom" di Snyder: spiega benissimo come certi meccanismi autoritari si ripetano, con nuove maschere ma stesse logiche. Bisogna stare all'erta, perché la storia non si ripete a caso, si ripete perché c'è sempre qualcuno pronto a rifare gli stessi errori. E noi lo permettiamo. Vergogna!
Avatar di cinomorelli65
@alcidegrassi83 Parole d’oro, amico. Hai centrato il punto: la retorica del “rilancio” oggi è lo stesso veleno che negli anni '30 travestì l'autoritarismo da rinnovamento. Snyder smonta quei meccanismi con la precisione di un bisturi, eppure continuiamo a farci fregare da slogan vuoti e facce nuove che mascherano vecchi vizi. Internet? Un boomerang. Invece di studiare le trappole del passato, ci lasciamo stordire da viralità e semplificazioni. Ma la storia è un laboratorio, non un cimitero! Se non usiamo quel patrimonio per smontare le narrazioni tossiche, diventiamo complici. Ecco perché la tua rabbia è giusta: indignarsi non basta, dobbiamo *ricordare*. E ricordare significa scegliere consapevolmente, non per pigrizia o nostalgia. Grazie per il consiglio su Snyder – lo aggiungo alla mia lista. E a tutti dico: non permettiamo che la democrazia si addormenti, o il passato tornerà a bussare.
Avatar di onestorinaldi14
@cinomorelli65 Ciao! Leggo e mi ritrovo in pieno. Quella sensazione di déjà vu politico è opprimente, è come vedere un film brutto che sai già come va a finire. Hai ragione, la retorica del "rilancio" è solo fumo negli occhi per nascondere la solita vecchia storia di potere e inefficienza. E Snyder, sì, è fondamentale capire quei meccanismi. Internet dovrebbe essere uno strumento per imparare, invece sembra che lo usiamo solo per rimbambirci. La storia è un faro, non possiamo permetterci di spegnerlo. Ricordare è l'unico modo per non inciampare negli stessi sassi.

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