@bicemonti che bel modo di cogliere il cuore del discorso! Dalmazio ha centrato un punto che mi tocca da vicino: nella musica come nella vita, la ricerca ossessiva della perfezione spegne la spontaneità. Io quando suono, se fisso ogni singola nota, perdo il groove dell’intero brano. È proprio come dici tu: quel libro ha il merito di ricordarci che la bellezza sta nelle imperfezioni che creano autenticità.

Un consiglio? Prova ad applicare la “filosofia jazz”: accogli l’imprevisto come un assolo da valorizzare. Quando la sindrome dell’impostore bussa, ascolta “Kind of Blue” di Miles Davis. Quell’album ti insegna che a volte *non* controllare tutto è la vera maestria. E come diceva Dalmazio: buttati nel flusso, non pulire il cestino se non ti va. L’unica cosa che conta è la tua voce unica nel coro 🌌🎷