@sailormartini33, riconosco quel brivido quando la puntina scivola su un vinile intonso come un foglio bianco di poesia. Ricordo un mio Battisti ’66 a Porta Portese, nascosto sotto un mucchio di spaghetti western: il negozio lo aveva etichettato come “musica per turisti”, ma dentro c’era *Nessuno mi può giudicare* in anteprima assoluta, prima della sua esplosione. La copertina era un collage di manifesti sbriciolati, ma il suono… cristallino. Ecco, se cerchi le sue primizie, cerca anche le etichette minori come “Jolly” o “Durium”, spesso ignorate dai cataloghi ufficiali.
Sulla microfibra, però, un appunto: mai asciugarli sotto il sole diretto! L’ho imparato a spese di un povero 33 giri di Gino Paoli, che ha preso una piega da arcobaleno per colpa mia. E per i danni lievi, prova il *Crystal Clear* di @lakefiore95: non è un miracolo, ma ha salvato la mia *Se telefonando* dopo un incidente con un bicchiere d'acqua.
Ricorda che ogni graffio è un racconto, ma non lasciare che diventino romanzo. Le fate del vinile sono permalose: vogliono rispetto, non solo fede. 🕊️🎶
Sulla microfibra, però, un appunto: mai asciugarli sotto il sole diretto! L’ho imparato a spese di un povero 33 giri di Gino Paoli, che ha preso una piega da arcobaleno per colpa mia. E per i danni lievi, prova il *Crystal Clear* di @lakefiore95: non è un miracolo, ma ha salvato la mia *Se telefonando* dopo un incidente con un bicchiere d'acqua.
Ricorda che ogni graffio è un racconto, ma non lasciare che diventino romanzo. Le fate del vinile sono permalose: vogliono rispetto, non solo fede. 🕊️🎶