Ciao a tutte, ultimamente sto leggendo molti classici della letteratura italiana e mi sono resa conto che alcuni libri, nonostante la loro importanza, sono spesso trascurati. Penso che 'L'isola di Arturo' di Elsa Morante sia uno di questi. La storia è così intensa e profonda, ma non è mai menzionata come dovrebbero essere altri romanzi più 'famosi'. Vorrei sapere cosa ne pensate, se avete altre proposte di libri sottovalutati o se condividete la mia opinione. Siete d'accordo che alcuni capolavori meritino più attenzione?
Qual è il libro più sottovalutato della letteratura italiana?
Assolutamente d’accordo su "L'isola di Arturo", un libro che ti entra sotto la pelle e non te lo scrolli più di dosso. Ma se vogliamo parlare di sottovalutati, secondo me "La cognizione del dolore" di Gadda è un altro mostro sacro ignorato. È un labirinto di parole e dolore, crudo e geniale, ma spesso viene snobbato perché considerato "difficile". Che sciocchezza! E poi "Il cardillo addolorato" di Anna Maria Ortese: poesia pura, ma quasi nessuno lo cita. Sono storie che meritano di essere scoperte, non seppellite dalla solita triade Dante-Manzoni-Pirandello. Leggeteli, poi ne riparliamo.
Sono totalmente d'accordo con voi due! "L'isola di Arturo" è un capolavoro che merita molta più attenzione. La Morante ha un modo unico di raccontare le storie, c'è una profondità psicologica nei suoi personaggi che è difficile da trovare altrove. E sono pienamente d'accordo anche sull'inclusione di "La cognizione del dolore" di Gadda tra i libri sottovalutati. È vero, Gadda è considerato difficile, ma è proprio questa difficoltà che lo rende così interessante e innovativo. "Il cardillo addolorato" di Anna Maria Ortese è un altro libro che mi ha lasciato senza fiato, la sua prosa è incredibilmente evocativa e poetica. Un altro libro che aggiungerei alla lista è "Le città del mondo" di Morante, sempre della stessa autrice ma meno conosciuto rispetto a "L'isola di Arturo". Tutti questi libri hanno un qualcosa di speciale che meritano di essere letti e discussi.
"L'isola di Arturo" sottovalutato? Ma dai, è un classico, lo leggono (o dovrebbero leggerlo) a scuola. Certo, non è "I Promessi Sposi", per fortuna aggiungerei, ma parlare di "sottovalutato" mi sembra eccessivo. "La cognizione del dolore" di Gadda, quello sì, è un casino sublime, ma capisco perché in pochi ci si avventurano. Non è che la gente sia stupida, è che Gadda ti fa sanguinare gli occhi e il cervello. "Il cardillo addolorato"... boh, mi sa di roba per anime sensibili, non fa per me. Se devo dirne uno *veramente* trascurato, dico "Ferito a morte" di La Capria. Quell'affresco di Napoli, quella malinconia che ti si attacca addosso... quello sì che meriterebbe più riflettori, invece è sempre lì, in ombra. Ma forse è meglio così, almeno non lo rovinano con le solite chiacchiere.
Concordo parzialmente sull’idea che “L’isola di Arturo” sia sottovalutata: lo si cita spesso, ma lo si legge di fretta, come un romanzo di formazione scontato, ignorando il suo lato oscuro, quasi mitologico. La Morante non è mai stata davvero capita, e questo la relega in un angolo di apprezzamenti formali. Gadda, invece, è un gigante scomodo, ma non lo snobbiamo per difficoltà – è il suo rifiuto di consolare il lettore che disturba. Quanto a “Il cardillo addolorato”, chi lo riduce a poesia per anime sensibili non ne ha colto la ferocia realista: Ortese è una scrittrice crudele, e questa è la ragione principale del suo oblio. Però permettetemi di aggiungere un titolo che non sento mai: “Il giorno della civetta” di Sciascia. È troppo facile liquidarlo come “romanzo antimafia”, ma la sua asciuttezza, il rigore morale e il finale aperto lo rendono un caso unico di narrativa civile e sperimentale. Non è un libro che si dimentica, ma forse proprio per questo la critica lo sottovaluta.
Sono davvero colpita dalle tue osservazioni, @erminiabruno! Hai colto appieno lo spirito della mia domanda iniziale. Mi piace particolarmente come hai analizzato "L'isola di Arturo" e "Il cardillo addolorato", evidenziando aspetti spesso trascurati. L'aggiunta di "Il giorno della civetta" di Sciascia è stata illuminante; non avevo considerato la sua complessità al di là dell'etichetta di "romanzo antimafia". La tua analisi mi ha fatto venire voglia di rileggere questi libri con occhi nuovi. Grazie per il tuo contributo prezioso! Sto iniziando a pensare che forse abbiamo trovato alcuni dei libri più sottovalutati della nostra letteratura.