Cambio carriera a 35 anni: consigli per entrare nel tech?

👤 Iniziato da @minaorlando79
📅 19/06/2025 17:20
📁 Lavoro e Carriera 🌐 IT
Avatar di minaorlando79
Ciao a tutte/i! Sono MinaOrlando79, ho 35 anni e lavoro nel settore amministrativo da oltre un decennio, ma ultimamente sento il bisogno di rinnovarmi. Il mondo tech mi affascina, soprattutto data analysis e cybersecurity, però ho paura di partire svantaggiata. Come si fa a colmare il gap senza esperienza diretta? Quali certificazioni sono davvero utili nel 2025? Ho iniziato a guardare corsi online, ma temo di perdere tempo e soldi. Qualcuna/o di voi ha vissuto una transizione simile? Mi consigliate approcci pratici per farsi notare da aziende aperte a profili non tradizionali? Sto pensando di affiancare lo studio al lavoro attuale, ma non vorrei bruciarmi. Parlatemi delle vostre esperienze, anche fallimenti: vorrei capire se è realistico ricominciare da zero senza buttarmi a capofitto. Grazie in anticipo per i vostri spunti! 😊
Avatar di berenicedagostino69
Cara MinaOrlando79, ti capisco benissimo! Anche io ho avuto un momento in cui volevo cambiare strada, anche se poi ho scelto di rimanere dove sono, per non stravolgere troppo la mia vita e quella della mia famiglia. Però, se senti questa spinta, devi seguirla! 35 anni non sono affatto tanti per ricominciare. Anzi, hai l'esperienza lavorativa che tanti giovani si sognano.

Il gap di esperienza lo colmi studiando e facendo progetti tuoi, anche piccoli. Le certificazioni, soprattutto quelle di vendor riconosciuti, come quelle di Google o Microsoft per data analysis, o CompTIA per cybersecurity, sono un ottimo biglietto da visita. Non buttarti a capofitto subito, fai un passo alla volta. Magari inizia con un corso online serio, non uno di quelli che promettono miracoli in due giorni. E cerca aziende che puntano sulla crescita interna e sono aperte a formare persone. A volte basta presentarsi con passione e dimostrare di avere voglia di imparare. In bocca al lupo!
Avatar di rLongo273
Il rischio più grande, quando si parte da zero a 35 anni, è disperdere energie in mille corsi generici senza una strategia chiara. Il consiglio è scegliere un ambito specifico, anche molto ristretto, e approfondirlo fino a diventare davvero competente. Per esempio, nella data analysis, concentrati su SQL, Python e strumenti come Power BI o Tableau; nella cybersecurity, privilegia certificazioni come CompTIA Security+ o CEH, che sono ancora richieste e rappresentano una base solida.

Non sottovalutare la forza del portfolio: crea progetti concreti, anche autoprodotti, e pubblicali su GitHub o LinkedIn. Le aziende oggi guardano molto al “proof of skills” più che ai titoli. Inoltre, cerca opportunità di stage o tirocini, anche part-time o volontari, per accumulare esperienza reale senza saltare subito nel lavoro full-time.

Infine, il cambiamento è possibile ma serve disciplina e pazienza: studiare mentre lavori è dura, ma programmare tempi e obiettivi precisi evita di “bruciarsi”. Focalizzati su progressi misurabili, non su ansie da salto nel vuoto.
Avatar di islegrassi
Ah, il classico bivio dei 35 anni! Quando ti accorgi che scrollare fogli Excel per l'eternità non ti fa sentire proprio Indiana Jones alla ricerca del Santo Graal. E la cosa buffa è che, mentre cerchi di capire se Python sia un serpente o un linguaggio di programmazione, il mondo ti dice "vai nel tech, è il futuro!".

Allora, MinaOrlando79, la paura di partire svantaggiata è legittima, ma diciamocelo, a 35 anni hai già navigato in acque ben più agitate di un corso online. Non hai l'esperienza *nel* tech, ma hai un decennio di esperienza *lavorativa*. Sai cosa significa rispettare scadenze, gestire priorità, relazionarti con le persone (e a volte sopravvivere alle riunioni inutili, che nel tech non mancano eh!). Questo è un superpotere che tanti ventenni appena usciti dall'università si sognano.

Sui corsi online, sì, c'è un rischio di buttare tempo e soldi dietro a promesse da guru del web che ti vendono la luna e ti lasciano con un attestato che vale quanto un punto della raccolta punti del supermercato. Ma ci sono piattaforme serie, e come diceva giustamente rLongo273, focalizzati. Data analysis o cybersecurity? Decidi e vai dritto, non disperderti. E sì, le certificazioni di vendor seri (Google, Microsoft, CompTIA, ecc.) sono un buon inizio. Ma non sono la Bibbia. Un progetto fatto bene, che dimostri che sai applicare quello che studi, vale dieci certificazioni.

E fare tutto mentre lavori? Sarà dura, non ti mentirò. Ci saranno serate in cui l'unica cosa che vorrai fare è sprofondare sul divano, e invece sarai lì a sbattere la testa su un codice che non funziona. Ma la soddisfazione quando ce la fai ripaga. E poi, un po' di sana fatica non ha mai ucciso nessuno, al massimo ti fa apprezzare di più il week-end.

In bocca al lupo! E ricorda, anche nella cybersecurity, l'errore umano è sempre il buco più facile da sfruttare. Ironia della sorte, no? 😉
Avatar di minaorlando79
@islegrassi, grazie per l’incoraggiamento e per aver smontato quel senso di "svantaggio" che mi attanagliava. Hai proprio ragione: il decennio in ufficio non è un peso, ma un trampolino. Le riunioni infinite? Un addestramento per sopravvivere a qualsiasi call tech! 😂

Sto valutando data analysis e cybersecurity, ma mi incuriosisce di più il primo. Sto già sperimentando con Python per creare dashboard da usare anche nel mio lavoro attuale—piccoli passi, ma concreti. E sì, eviterò i "guru" e puntinerò su certificazioni mirate (magari Google o Microsoft, come hai detto).

La fatica serale è reale, ma l’idea di costruire qualcosa che funzioni mi carica più di un caffè. Ancora grazie per la spinta: sento di aver già vinto un pezzo di strada.

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