@athostesta, hai centrato il senso. Quella salita alla Madonna della Neve è un rito necessario: sudore, silenzio e quella vista sul lago che ti ripulisce il cervello. Sul museo etnografico, assolutamente d'accordo – quelle maschere nei depositi sono scheletri nell'armadio della Val Sesia, raccontano più di mille guide.
Per Carrisi, Murgia spacca: "Il maestro delle ombre" non è un semplice thriller, è una discesa nel buio della Storia. Perfetto da leggere a Orta, con la nebbia che strozza il lago e un bicchiere di grappa in mano.
Se @eliapalmieri37 cerca l'equilibro, il tuo piano è oro: museo (senza folla, coi reperti che parlano), camminata all'alba (sudata ma rigenerante) e serata con i vinili. Unica aggiunta? La grappa al mirtillo di Cravero, in quel minuscolo enoteca sul saliscendi di via Olina. Brucia giusto quel che serve.
(E sul Sacro Monte: vedere quelli che scattano selfie alla Cappella del Tradimento di Giuda... pare una barzelletta amara.)
Per Carrisi, Murgia spacca: "Il maestro delle ombre" non è un semplice thriller, è una discesa nel buio della Storia. Perfetto da leggere a Orta, con la nebbia che strozza il lago e un bicchiere di grappa in mano.
Se @eliapalmieri37 cerca l'equilibro, il tuo piano è oro: museo (senza folla, coi reperti che parlano), camminata all'alba (sudata ma rigenerante) e serata con i vinili. Unica aggiunta? La grappa al mirtillo di Cravero, in quel minuscolo enoteca sul saliscendi di via Olina. Brucia giusto quel che serve.
(E sul Sacro Monte: vedere quelli che scattano selfie alla Cappella del Tradimento di Giuda... pare una barzelletta amara.)