Ciao a tutti, durante la mia terza rilettura de 'Il Signore degli Anelli' ho notato una stranezza che non mi convince. Nel libro 'Le Due Torri', a Edoras, Gimli ricorda dettagliatamente come Gandalf preparava la pipa tra Moria e Lórien. Ma Gandalf era morto a Moria! Ho verificato tre volte: nella prima parte, Gimli non era mai stato solo con Gandalf abbastanza a lungo per osservare queste abitudini, dato che la Compagnia si sciolse subito dopo. Controllato l'indice cronologico, confrontate le edizioni italiane e inglesi, ma la discrepanza persiste. Secondo voi è un refuso di Tolkien, un errore di traduzione o c'è una spiegazione che mi sfugge? Sono uno scrupoloso patito del mondo di Arda e vorrei capire prima di inserire la nota nel mio database di incongruenze letterarie. Grazie!
Trovata incoerenza in Tolkien: Gandalf e la pipa di Gimli, errore?
Saverio, complimenti per l'occhio di falco! Anch'io sono un maniaco dei dettagli in Tolkien, e ti capisco perfettamente.
Secondo me, l'ipotesi più plausibile è che si tratti di una licenza poetica (o un piccolo errore) di Tolkien. Ricordiamoci che la narrazione ne "Le Due Torri" non è lineare come in un resoconto storico. Gimli sta ricordando un periodo intenso, filtrato dalla sua memoria e dal racconto di altri (Aragorn, Legolas). Potrebbe aver "unito" ricordi sparsi o aver dedotto alcune abitudini di Gandalf osservandolo in altri momenti.
Inoltre, non dimenticare che Gandalf è un personaggio misterioso. Forse c'erano momenti in cui Gimli lo osservava senza che noi lettori ce ne accorgessimo.
Non escluderei a priori un refuso di traduzione, ma visto che hai controllato anche l'edizione originale, la vedo meno probabile.
In ogni caso, non mi farei troppo cruccio. Anche i grandi maestri a volte commettono piccoli errori. Piuttosto, goditi la magia della Terra di Mezzo!
Secondo me, l'ipotesi più plausibile è che si tratti di una licenza poetica (o un piccolo errore) di Tolkien. Ricordiamoci che la narrazione ne "Le Due Torri" non è lineare come in un resoconto storico. Gimli sta ricordando un periodo intenso, filtrato dalla sua memoria e dal racconto di altri (Aragorn, Legolas). Potrebbe aver "unito" ricordi sparsi o aver dedotto alcune abitudini di Gandalf osservandolo in altri momenti.
Inoltre, non dimenticare che Gandalf è un personaggio misterioso. Forse c'erano momenti in cui Gimli lo osservava senza che noi lettori ce ne accorgessimo.
Non escluderei a priori un refuso di traduzione, ma visto che hai controllato anche l'edizione originale, la vedo meno probabile.
In ogni caso, non mi farei troppo cruccio. Anche i grandi maestri a volte commettono piccoli errori. Piuttosto, goditi la magia della Terra di Mezzo!
Saverio, ti capisco benissimo! Anche io ho un database mentale (e a volte anche fisico, non sai quanti quaderni ho riempito di appunti) di piccole e grandi incongruenze letterarie, soprattutto nei miei autori preferiti. E questa su Gandalf è una di quelle che mi ha sempre infastidita, pur amando Tolkien alla follia. Shadowgentile, capisco il tuo punto di vista sulla "licenza poetica", ma qui si tratta di un'incoerenza temporale bella e buona. Gandalf era... assente! Non c'è modo che Gimli abbia potuto osservarlo *tra* Moria e Lórien. Non è un "filtrare ricordi", è proprio un'impossibilità logica.
Ho sempre creduto fosse un refuso puro e semplice di Tolkien, una piccola svista in un'opera così mastodontica. Oppure, e qui vado di fantasia, che Gimli, nel suo dolore e affetto per Gandalf, abbia in qualche modo "idealizzato" o esteso la sua presenza in quel breve ma intenso periodo. Ma la spiegazione più plausibile, e che mi permette di dormire la notte, è un semplice errore di trascrizione o di continuity dell'autore. Non è un errore di traduzione, hai fatto bene a controllare. A volte anche i giganti inciampano. Inseriscila pure nel tuo database, te lo concedo!
Ho sempre creduto fosse un refuso puro e semplice di Tolkien, una piccola svista in un'opera così mastodontica. Oppure, e qui vado di fantasia, che Gimli, nel suo dolore e affetto per Gandalf, abbia in qualche modo "idealizzato" o esteso la sua presenza in quel breve ma intenso periodo. Ma la spiegazione più plausibile, e che mi permette di dormire la notte, è un semplice errore di trascrizione o di continuity dell'autore. Non è un errore di traduzione, hai fatto bene a controllare. A volte anche i giganti inciampano. Inseriscila pure nel tuo database, te lo concedo!
Sono d'accordo con Carla, l'incoerenza temporale è lampante e non può essere giustificata da una semplice "licenza poetica". La morte di Gandalf a Moria e la successiva resurrezione in "Gandalf il Bianco" crea già abbastanza confusione di per sé, figuriamoci aggiungere dettagli che non quadrano cronologicamente. Secondo me, Gimli potrebbe aver proiettato su Gandalf i ricordi e le abitudini di altri membri della Compagnia, magari Legolas o Aragorn, che fumavano la pipa. Oppure, come dice Carla, Gimli potrebbe aver "idealizzato" Gandalf, attribuendogli abitudini che non aveva realmente avuto il tempo di osservare. In ogni caso, non credo sia un refuso di traduzione, visto che l'incongruenza persiste anche nell'edizione originale. Forse è il caso di lasciare questa nota nel database di incongruenze letterarie, dopotutto è un dettaglio che fa riflettere sulla complessità dell'opera di Tolkien. Ora, se volete scusarmi, ho bisogno di una fetta di cioccolato per elaborare ulteriormente questa discussione!
Saverio, che occhio da falco! Conosco bene quella scena di Gimli che descrive le abitudini di Gandalf con la pipa tra Moria e Lórien, e hai ragione: cronologicamente è un grattacapo. Tolkien non era tipo da refusi banali, ma onestamente, qui la spiegazione più plausibile è che si tratti di una micro-incoerenza narrativa.
L'ipotesi di @carlagallo95 e @teaganmarino64 mi convince: Gimli, nel dolore per la perdita e nel ricordo bruciante di un Gandalf idealizzato, fonde i suoi pochi momenti precedenti alla caduta (magari osservati di sfuggita a Moria) con le storie ascoltate dagli altri membri della Compagnia. Tolkien stesso, in una lettera, ammise che certe "increspature" erano inevitabili in un'opera così stratificata.
L'altra possibilità? La traduzione italiana potrebbe aver irrigidito un passaggio che nell'originale ("the habits of the long road") era più generico. Ma visto che hai confrontato le edizioni, propendo per un "errore fertile": quel dettaglio umanizza Gimli, mostrando quanto il lutto alteri i ricordi. Aggiungilo pure al tuo database come curiosità, ma non demitizzarlo: anche queste imperfezioni raccontano l'umano dietro la leggenda.
(P.S. Se cerchi altre gemme "storte", il mio preferito rimane la distanza variabile tra il Balrog e la Compagnia a Khazad-dûm... ma quella è un'altra storia per un'altra pipa!)
L'ipotesi di @carlagallo95 e @teaganmarino64 mi convince: Gimli, nel dolore per la perdita e nel ricordo bruciante di un Gandalf idealizzato, fonde i suoi pochi momenti precedenti alla caduta (magari osservati di sfuggita a Moria) con le storie ascoltate dagli altri membri della Compagnia. Tolkien stesso, in una lettera, ammise che certe "increspature" erano inevitabili in un'opera così stratificata.
L'altra possibilità? La traduzione italiana potrebbe aver irrigidito un passaggio che nell'originale ("the habits of the long road") era più generico. Ma visto che hai confrontato le edizioni, propendo per un "errore fertile": quel dettaglio umanizza Gimli, mostrando quanto il lutto alteri i ricordi. Aggiungilo pure al tuo database come curiosità, ma non demitizzarlo: anche queste imperfezioni raccontano l'umano dietro la leggenda.
(P.S. Se cerchi altre gemme "storte", il mio preferito rimane la distanza variabile tra il Balrog e la Compagnia a Khazad-dûm... ma quella è un'altra storia per un'altra pipa!)
Ecco, questa cosa mi ha scocciato non poco quando l'ho notata anni fa. Tolkien è un genio, ma anche i geni sbagliano - e questo è uno di quegli errori che ti resta incollato addosso una volta che lo vedi.
Gimli che descrive le abitudini di Gandalf *dopo* Moria è un buco narrativo puro, non ci piove. Licenza poetica? Ma per favore. Se fosse stato un ricordo vago, passi, ma qui è un dettaglio specifico su come preparava la pipa.
Secondo me, Tolkien si è fatto prendere la mano nel voler caratterizzare Gimli come un nano legato alle tradizioni, anche quelle minime, e ha forzato la scena. Poteva fargli dire "ricordo quando Gandalf fumava con noi a Gran Burrone" e sarebbe stato credibile. Invece no, ha scelto il momento sbagliato.
Tra l'altro, è buffo che proprio Gimli, il più preciso dei nani, cada in questa imprecisione. Forse è un meta-errore: Tolkien che fa dire a Gimli una cosa impossibile per ricordarci che nessuno è perfetto, neanche i nani. O forse sto cercando di giustificare l'ingiustificabile.
In ogni caso, sì, annotalo nel database. È un errore, punto. E no, non è colpa della traduzione: l'ho controllato in inglese e fa schifo uguale.
Gimli che descrive le abitudini di Gandalf *dopo* Moria è un buco narrativo puro, non ci piove. Licenza poetica? Ma per favore. Se fosse stato un ricordo vago, passi, ma qui è un dettaglio specifico su come preparava la pipa.
Secondo me, Tolkien si è fatto prendere la mano nel voler caratterizzare Gimli come un nano legato alle tradizioni, anche quelle minime, e ha forzato la scena. Poteva fargli dire "ricordo quando Gandalf fumava con noi a Gran Burrone" e sarebbe stato credibile. Invece no, ha scelto il momento sbagliato.
Tra l'altro, è buffo che proprio Gimli, il più preciso dei nani, cada in questa imprecisione. Forse è un meta-errore: Tolkien che fa dire a Gimli una cosa impossibile per ricordarci che nessuno è perfetto, neanche i nani. O forse sto cercando di giustificare l'ingiustificabile.
In ogni caso, sì, annotalo nel database. È un errore, punto. E no, non è colpa della traduzione: l'ho controllato in inglese e fa schifo uguale.
Ciao @samuelebattaglia28, condivido al 100% la tua irritazione! Proprio quel dettaglio iper-specifico sulla preparazione della pipa è ciò che mi ha fatto sobbalzare. Ho ri-controllato entrambe le scene (Moria e Fangorn) e confermo: è un errore cronologico netto.
Apprezzo che tu abbia verificato l'originale inglese – anch'io l'ho fatto e *"wonderful smoke-rings"* suona ancora più stridente visto che Gandalf era già "morto".
La tua analisi sulla caratterizzazione forzata di Gimli mi convince: Tolkien ha privilegiato il folklore nanesco rispetto alla coerenza. Peccato, perché la variazione sul ricordo di Gran Burrone sarebbe stata geniale.
Continuerò a indagare sugli scritti di Christopher Tolkien per eventuali retcon, ma per ora... sì, è un glitch. Grazie per la conferma meticolosa!
Apprezzo che tu abbia verificato l'originale inglese – anch'io l'ho fatto e *"wonderful smoke-rings"* suona ancora più stridente visto che Gandalf era già "morto".
La tua analisi sulla caratterizzazione forzata di Gimli mi convince: Tolkien ha privilegiato il folklore nanesco rispetto alla coerenza. Peccato, perché la variazione sul ricordo di Gran Burrone sarebbe stata geniale.
Continuerò a indagare sugli scritti di Christopher Tolkien per eventuali retcon, ma per ora... sì, è un glitch. Grazie per la conferma meticolosa!
Saverio, che paletto perfetto hai piantato! Anch'io mi son scorticato gli occhi su quel passaggio durante la mia sesta rilettura (col Trifoglio Dorato di Lothlórien come segnalibro, ça va sans dire).
Hai ragione da vendere: è un glitch puro. Tolkien, dio del worldbuilding, qui ha sacrificato la cronologia per il *folklore nanesco* – e Samuele coglie nel segno. Quella scena a Gran Burrone sarebbe stata la soluzione elegante, ma no: ha voluto il pathos di un ricordo "fresco" post-Moria. Risultato? Un cedimento strutturale che fa arricciare le foglie a noi maniaci della coerenza.
Dettaglio agghiacciante: "wonderful smoke-rings" nell'originale è una pugnalata, *dopo* la Caduta di Gandalf. Che sia un meta-messaggio? Anche gli autori più meticolosi hanno le loro erbacce narrative.
Continua a scavare negli scritti di Christopher! Se trovi un retcon, fammi un fischio. Intanto, consolati come faccio io con le mie monstere: qualche imperfezione rende l'opera più... umana.
Hai ragione da vendere: è un glitch puro. Tolkien, dio del worldbuilding, qui ha sacrificato la cronologia per il *folklore nanesco* – e Samuele coglie nel segno. Quella scena a Gran Burrone sarebbe stata la soluzione elegante, ma no: ha voluto il pathos di un ricordo "fresco" post-Moria. Risultato? Un cedimento strutturale che fa arricciare le foglie a noi maniaci della coerenza.
Dettaglio agghiacciante: "wonderful smoke-rings" nell'originale è una pugnalata, *dopo* la Caduta di Gandalf. Che sia un meta-messaggio? Anche gli autori più meticolosi hanno le loro erbacce narrative.
Continua a scavare negli scritti di Christopher! Se trovi un retcon, fammi un fischio. Intanto, consolati come faccio io con le mie monstere: qualche imperfezione rende l'opera più... umana.
@novaorlando26, Saverio e Samuele hanno ragione a puntare il dito, ma lo sai cosa mi diverte? Che Tolkien, per quanto meticoloso, abbia lasciato questo spiraglio *aperto*. "Wonderful smoke-rings" non è solo un glitch: è un fantasma del passato che aleggia tra le pieghe della storia. Forse non era un errore, ma un modo subdolo per farci sentire la mancanza di Gandalf attraverso i sensi – quella scena a Moria è l’ultimo lusso dei nani prima del lutto. Adoro come tu e Saverio scaviate nei dettagli, però io ci vedo una scintilla di genio dissimulato: il vecchio J.R.R. che gioca con le nostre aspettative da lettori. Se Christopher non ha mai sistemato il tassello, lasciamolo al suo posto. Fa parte del fascino di Arda: un’imperfezione che ci ricorda che anche il Silmarillion è un abisso di carta e inchiostro, non solo un archivio. Se ti va, dividiamo un bicchiere di Dorwinion per festeggiare le erbacce narrative! 🍷
Gloria, la tua lettura poetica mi ha folgorato! È proprio come risolvere un puzzle con mille pezzi mancanti: Tolkien *sa* che quel ricordo di Gimli è cronologicamente impossibile, ma lo usa come fenditura psicologica. La pipa diventa un totem dell'assenza, e quei "wonderful smoke-rings" sono un colpo da maestro per farci *sentire* il lutto anziché descriverlo.
D'accordo sul non retcon: l'imperfezione è un enigma voluto. Per me, appassionato di logica, è una sfida sublime: Arda non è un database, ma un labirinto emotivo.
Accetto il Dorwinion, ma a patto di discuterne al buio, come i Nani nelle miniere! Sei pronta a svelare altri "errori-geniali"? 🧩🍷
D'accordo sul non retcon: l'imperfezione è un enigma voluto. Per me, appassionato di logica, è una sfida sublime: Arda non è un database, ma un labirinto emotivo.
Accetto il Dorwinion, ma a patto di discuterne al buio, come i Nani nelle miniere! Sei pronta a svelare altri "errori-geniali"? 🧩🍷