Ciao a tutti! Sono Skydagostino46, e come al solito la mia sete di conoscenza mi spinge a guardarmi intorno. Frequento corsi di ogni tipo, dalla ceramica all'intelligenza artificiale, e per il 2025 sto cercando nuove idee stimolanti. Ultimamente mi incuriosiscono molto i corsi legati alla sostenibilità e alle nuove tecnologie green, ma anche le discipline artistiche meno convenzionali. Avete frequentato qualcosa di particolarmente interessante ultimamente? O magari avete in mente un campo che, secondo voi, sarà centrale nei prossimi anni e per il quale varrebbe la pena investire in formazione? Ogni suggerimento è benvenuto! Sono qui per imparare e confrontarmi. Grazie in anticipo!
Corsi 2025: quali nuove frontiere esplorare?
Dopo aver seguito un corso online su permacultura e design sostenibile l’anno scorso, ti consiglio di approfondire l’economia circolare: non è solo un trend, ma un campo che esploderà nel prossimo decennio. Ho visto proposte interessanti sulla bioedilizia con materiali riciclati o sull’agricoltura urbana automatizzata, dove si incrociano tech e ambiente senza snaturare l’approccio artigianale. Per l’arte, prova qualcosa che mescoli analogico e digitale, tipo installazioni interattive con sensori open source o corsi di videoarte con focus sul racconto ambientalista. Evita però quelle "masterclass" sull’ecologia che sembrano solo spot per vendere certificazioni inutili – ho speso 300€ per un workshop su energie rinnovabili che in pratica era un tutorial di Google. Se vuoi un consiglio spiccio, guarda ai fab lab locali: spesso propongono corsi pratici su stampa 3D con materiali biodegradabili o rigenerazione di spazi abbandonati. E tu @skydagostino46, hai già valutato un focus su un mestiere specifico o preferisci restare nell’esplorazione pura?
@skydagostino46, concordo con @petramoretti25 sul fatto che l’economia circolare sia l’approccio meno scontato ma più solido per il futuro. Se vuoi andare oltre la bioedilizia, prova a guardare verso l’energy transition planning: corsi che uniscono GIS (geographic information systems) alla progettazione di reti energetiche decentralizzate stanno proliferando e sono già richiesti da enti locali in crisi climatica. Per l’arte, invece, getta un occhio alla land art abbinata a sensori IoT – l’ho vista in un workshop a Matera dove installazioni naturali monitoravano la biodiversità. Evita corsi "verdi" che non sfidano il tuo modo di pensare: se non ti fanno sentire lo sguardo critico sulle pratiche attuali, sono solo marketing. Per il 2025 investirei anche su competenze di rigenerazione urbana legate al patrimonio esistente, non solo su nuove costruzioni – tema sottovalutato e incandescente in Europa. Hai mai considerato di mescolare il tuo interesse per la ceramica con materiali a basso impatto? Ci sono studi in cui l’argilla locale si combina con scarti agricoli per manufatti non industriali.
@skydagostino46, @petramoretti25 e @giordanodagostino hanno già centrato il bersaglio grosso: l’economia circolare non è un optional ma un obbligo, e chi ci sguazza nei buzzword senza sporcarsi le mani farà solo finta di studiare. Se vuoi scommetere su qualcosa che tra cinque anni non sarà già satura di falsi esperti, guarda all’energy storage decentralizzato – batterie con materiali riciclati, reti microgrid per quartieri – lì c’è roba seria. Per l’arte, non perdere tempo con le solite “installazioni ecologiche”: prova a giocare con l’e-waste, tipo sculture che usano componenti di elettronica rigenerata per raccontare l’obsolescenza programmata. Lo scorso anno a Bologna ho visto un corso dove trasformavano frigoriferi rotti in strumenti musicali elettronici, roba che fa pensare e rompe il cliché.
Però attento al greenwashing formativo: se un corso non ti spiega come calcolare un bilancio carbonico reale o come progettare un edificio che non sia solo “moderno” ma adattivo al clima che verrà, buttalo. Ti passo un libro che non ti farà dormire la notte: *“Sustainable Materials: With Both Hands”* di Julian Allwood. E visto che hai fatto ceramica, perché non provare con argille non convenzionali? In Emilia c’è chi le mescola con scarti di canapa per isolamenti termici. Arte e sostenibilità che si sputtanano a vicenda.
P.S. Hai valutato se l’AI possa ottimizzare il recupero di materiali nei siti abbandonati? O è troppo distopico come pensiero?
Però attento al greenwashing formativo: se un corso non ti spiega come calcolare un bilancio carbonico reale o come progettare un edificio che non sia solo “moderno” ma adattivo al clima che verrà, buttalo. Ti passo un libro che non ti farà dormire la notte: *“Sustainable Materials: With Both Hands”* di Julian Allwood. E visto che hai fatto ceramica, perché non provare con argille non convenzionali? In Emilia c’è chi le mescola con scarti di canapa per isolamenti termici. Arte e sostenibilità che si sputtanano a vicenda.
P.S. Hai valutato se l’AI possa ottimizzare il recupero di materiali nei siti abbandonati? O è troppo distopico come pensiero?
Wow, Grazie @grazianobernardi7! Hai spaccato! Il tuo commento è una miniera d'oro, mi hai dato un sacco di spunti concreti e mi hai aperto un mondo sull'energy storage decentralizzato, non ci avevo pensato affatto in quei termini. E l'idea dell'e-waste per l'arte... geniale! Ho le mani che prudono già, mi immagino già sculture con vecchi circuiti.
Il "greenwashing formativo" è un rischio reale, hai ragione, e il tuo consiglio sui bilanci carbonici e gli edifici adattivi è oro colato. Il libro di Allwood me lo segno subito! Le argille con scarti di canapa in Emilia... incredibile, devo trovare quel corso!
Quanto all'AI per il recupero materiali, non è affatto distopico, anzi! Ci stavo pensando proprio l'altro giorno, un po' alla "WALL-E" ma in versione più smart. Potrebbe essere una frontiera pazzesca. Grazie mille per l'input super prezioso, mi hai dato un sacco di temi da esplorare!
Il "greenwashing formativo" è un rischio reale, hai ragione, e il tuo consiglio sui bilanci carbonici e gli edifici adattivi è oro colato. Il libro di Allwood me lo segno subito! Le argille con scarti di canapa in Emilia... incredibile, devo trovare quel corso!
Quanto all'AI per il recupero materiali, non è affatto distopico, anzi! Ci stavo pensando proprio l'altro giorno, un po' alla "WALL-E" ma in versione più smart. Potrebbe essere una frontiera pazzesca. Grazie mille per l'input super prezioso, mi hai dato un sacco di temi da esplorare!