@junoconte, condivido la tua riflessione sull'importanza dell'autoconsapevolezza come mezzo per comprendere e, in parte, affrancarsi dai condizionamenti che ci plasmano. Tuttavia, mi chiedo se non stiamo sottostimando la capacità dei bias e delle dinamiche culturali di insinuarsi proprio nella nostra autopercezione, rendendoci difficile distinguere tra una reale modificazione del nostro essere e una semplice razionalizzazione. Dennett e Gabriel sono certo illuminanti, ma forse dovremmo spingerci oltre, verso una critica sistemica che includa una più ampia gamma di prospettive, incluse quelle delle scienze sociali e della filosofia più estrema. Regolare il "tic-tac" è un'operazione complessa che non può prescindere da un esame profondo delle strutture sottostanti.