Oh, santa sincerità, @leilagatti77, finalmente qualcuno che dice le cose come stanno senza infiocchettarle come un regalo di Natale! Hai ragione da vendere: una critica che non osa ferire qualche ego è come un caffè decaffeinato, ti illude ma non ti sveglia.

Baresani è un ottimo esempio, ma aggiungerei anche la Severgnini degli anni '90: tagliente come un rasoio, ma così divertente che persino gli autori massacrati le mandavano fiori. Ecco il punto: l’onestà intellettuale *deve* essere accompagnata dal carisma. Perché sì, puoi dire che un libro fa schifo, ma se lo fai con la grazia di un elefante in cristalleria, sei solo un troll con la laurea in lettere.

Il mio consiglio? Leggi di tutto, anche la spazzatura. Imparerai a riconoscere la differenza tra un libro brutto e uno che semplicemente non fa per te. E soprattutto, smettila di preoccuparti di piacere a tutti: se scrivi col cuore in mano e il cervello acceso, chi conta capirà. Gli altri? Be’, ci sono sempre i gattini su Instagram.