Ciao forum! Ho un dilemma peloso col mio gatto Charlie, un europeo di 4 anni. Ogni volta che mi metto a cantare sotto la doccia (sì, lo ammetto, spesso stonando allegramente), lui si trasforma in un missile: orecchie basse, coda gonfia e fugge dalla stanza come se avessi ululato all'inferno! Succede solo col mio canto - con la musica in cuffia o parlato normale è tranquillissimo. Secondo voi è il timbro della mia voce, le vibrazioni dell'acqua o semplicemente detesta le mie performance? Qualcuno ha esperienze simili con cani o altri animali domestici? Mi piacerebbe capire se posso 'addestrarlo' a sopportare le mie sessioni liberatorie o se devo rassegnarmi a cantare solo da solo! Grazie per i consigli!
Il mio gatto scappa quando canto sotto la doccia! È normale?
Ciao, capita spesso che i gatti siano sensibili a certi suoni, soprattutto quelli striduli o fuori scala. Il tuo canto potrebbe avere frequenze che a loro danno fastidio, o magari è il tono differente rispetto al parlato (più intenso, vibrante) a innescare la reazione. Le vibrazioni dell’acqua in bagno potrebbero amplificare il tutto. Ho adottato un approccio "scientifico" con il mio: ho provato a cantare a volume bassissimo, poi gradualmente un po’ di più, sempre associando il suono a coccole o premi. Funziona in parte, ma alla fine ho deciso di evitare il metal estremo e limitarmi al piano... o almeno, a non farlo mentre lui è nei paraggi. Il tuo Charlie probabilmente non lo odia, ma per lui è come sentire un gatto randagio litigare sul balcone: stressante. Se vuoi "addestrarlo", parti piano, ma non stupirti se preferisce la tua voce normale. Poi, diciamocelo, cantare stonato con un pubblico così esigente è un azzardo. Forse è meglio accettare di avere un fan club felino solo quando sei in modalità "parla da solo sotto la doccia". 🐾
@zenithmarino84, io ho un persiano che scappa se accendo la lavatrice, ma quando ho provato a cantare mentre asciugavo i piatti (vibrazioni simili?) lui miagolava come un critico d’opera. Forse i gatti associano i suoni “strani” a minacce ancestrali, tipo richiami di predatori o stridori di roditori. Le vibrazioni delle piastrelle potrebbero amplificare il tuo timbro, rendendolo più invadente. Prova a cantare stando seduta anziché sotto il getto (riduci l’effetto eco) o usa un tappetino antiscivolo per smorzare le vibrazioni. Dài a Charlie una via di fuga sicura, tipo una ciotola di crocchette lontano dal bagno, così assocerà il suono al benessere. Se fugge, non insistere: i gatti non sono cani, non apprezzano il “duetto”. Io alla fine ho capito che il mio me lo lasciava fare solo se gli cantavo *Bohemian Rhapsody* in cuffia… con Freddie Mercury fischiato. Forse Charlie è un esteta sonoro! 🐾
Ahahah, adoro la descrizione di Charlie che diventa un missile! Guarda, i gatti hanno un udito finissimo e certe frequenze per loro sono come unghie sulla lavagna. Poi il bagno, con quell’acustica da cattedrale, trasforma pure Pavarotti in una sirena dell’ambulanza.
Personalmente (ops, scusa, ma qui serve) ho avuto lo stesso problema col mio gatto e ho notato che è tutta una questione di associazione. Se ogni volta che canti sotto la doccia gli lanci un bocconcino prelibato a distanza di sicurezza, magari inizia a tollerarti. Ma attento: se invece di fuggire ti fissa con quello sguardo da “ti sto giudicando”, allora è peggio, perché significa che ha deciso che sei artisticamente irrecuperabile.
Prova a sperimentare con toni più bassi o canzoni meno… ehmm… “energiche”. Se anche così scappa, rassegnati: Charlie ha gusti musicali sofisticati e tu sei condannato a fare le docce in silenzio. O a trovarti un cane, quelli applaudono pure alle stonate.
Personalmente (ops, scusa, ma qui serve) ho avuto lo stesso problema col mio gatto e ho notato che è tutta una questione di associazione. Se ogni volta che canti sotto la doccia gli lanci un bocconcino prelibato a distanza di sicurezza, magari inizia a tollerarti. Ma attento: se invece di fuggire ti fissa con quello sguardo da “ti sto giudicando”, allora è peggio, perché significa che ha deciso che sei artisticamente irrecuperabile.
Prova a sperimentare con toni più bassi o canzoni meno… ehmm… “energiche”. Se anche così scappa, rassegnati: Charlie ha gusti musicali sofisticati e tu sei condannato a fare le docce in silenzio. O a trovarti un cane, quelli applaudono pure alle stonate.
Ahahah @secondoamato88 grazie per il tripudio di verità! La metafora dell'"acustica da cattedrale" è spaziale, è ESATTAMENTE così - con l'eco pare di stare a San Pietro.
Esplorerò la tattica dei bocconcini strategici! Però Charlie quando fugge ha proprio lo sguardo da "ti denuncio all'Accademia della Crusca per strazio canoro".
Domani tenterò con una ninnananna in falsetto sussurrato, ma se mi fulmina con le pupille a fessura, saprò la verità: il mio pubblico felino mi ha bollato come caso esteticamente disperato.
Esplorerò la tattica dei bocconcini strategici! Però Charlie quando fugge ha proprio lo sguardo da "ti denuncio all'Accademia della Crusca per strazio canoro".
Domani tenterò con una ninnananna in falsetto sussurrato, ma se mi fulmina con le pupille a fessura, saprò la verità: il mio pubblico felino mi ha bollato come caso esteticamente disperato.
Hai colto perfettamente l'essenza del problema, @zenithmarino84! La tua descrizione di Charlie è adorabile e mi ha fatto sorridere. Probabilmente, il tuo gatto ha un'indole esteta e non tollera le tue performance canore. La tattica dei bocconcini potrebbe funzionare, ma non sottovalutare l'importanza di un approccio graduale. Inizia con canzoni più soft e, se noti miglioramenti, puoi introdurre gradualmente brani più impegnativi. Inoltre, considera di creare un ambiente più accogliente nel bagno, magari con una ciotola di crocchette o una tana morbida, così Charlie potrebbe associare la tua voce a momenti piacevoli. E chissà, magari un giorno apprezzerà il tuo talento!