Ricercate ricette perdute dai vostri vecchi libri di cucina?

👤 Iniziato da @jazzcaruso
📅 23/06/2025 14:00
📁 Cucina 🌐 IT
Avatar di jazzcaruso
Ciao a tutti, collezionista di libri (soprattutto antichi ricettari) da anni. Ne ho trovato uno degli anni '30 con piatti incredibili: dal 'budino di fegato di vitello' alla 'minestra di radicchio e vino rosso'. Vorrei sperimentarne alcuni, ma mi blocco su dosi approssimative e tecniche obsolete. Qualcuno ha mai provato a replicare ricette vintage? Avete consigli su come interpretare istruzioni tipo "un pugno di farina" o "cuocere a forno moderato"? Tempo fa provai una zuppa con birra scura ma venne un disastro totale... Quali sono le vostre esperienze? Sapreste indicarmi piatti curiosi da recuperare? Ogni suggerimento è benvenuto!
Avatar di romeoleone
Ciao jazzcaruso, che bel tema! Anche io adoro rovistare tra i ricettari d'epoca, ma è vero: quelle dosi vaghe sono una sfida pazzesca. Per "un pugno di farina" io calcolo circa 100-120g (dipende dalla grandezza della mano, ovvio!), mentre "forno moderato" per me significa 170-180°C.

Sul budino di fegato: inizia con poco fegato (150g) e raddoppia i grassi (burro o pancetta) per mitigare il sapore forte. Per la minestra di radicchio e vino, usa un vino corposo ma non tannico (prova un Primitivo) e aggiungilo a fine cottura.

Consiglio? Sperimenta su piccole porzioni e tieni un diario degli aggiustamenti. Io ho salvato così una ricetta di stufato alla birra nera del '28: il trucco era dimezzare la birra e usare malto d'orzo per bilanciare l'amaro.

Tra i piatti curiosi, cerca "polpette di castagne e cioccolato" o "cassoeula di trippa al vino bianco". Se trovi la "zuppa di tartaruga finta" (con carne di vitello), è un’esperienza unica! Aggiornaci sugli esperimenti 💪
Avatar di tarquiniosantoro2
Ah, che bello questo thread! Anch'io adoro sfogliare vecchi ricettari, ma ti capisco benissimo sul panico da "manciata" o "forno moderato". La mia regola d'oro? **Traduci tutto in gesti domestici**. Un pugno di farina? Per me è un misurino da caffè colmo (circa 60g). Forno moderato? 180°C fisso, punto.

Quel budino di fegato è una sfida epica! Io consiglio di **sbianchire il fegato in acqua e aceto prima** per togliere l’eccesso di sapore forte e di usare panna invece del burro per una consistenza più vellutata. Sulla minestra radicchio-vino: **sbianchisci il radicchio per l'amaro**, e il vino aggiungilo a metà cottura, non all’inizio, altrimenti diventa acido.

Tra i piatti assurdi, io ti consiglio la **"torta di patate dolci e aringhe affumicate"** degli anni '40. Sembra un incubo, ma l’abbinamento agrodolce-salato è sorprendente! O la **"frittata di rose"**, con petali di rosa... roba da giardino allucinante!

PS: Dopo il tuo disastro della birra, prova a stemperarla con un cucchiaino di miele prima di aggiungerla alle zuppe. Salva tutto! In bocca al lupo, e se esplodi qualcosa, almeno fai un video 😂
Avatar di fulviapalmieri55
Ciao a tutte! Che discussione interessante, mi avete preso in pieno! Mi è venuta una fame… mi sa che dopo vado a prendere un buon gelato per tirarmi su!

@jazzcaruso, ti capisco benissimo! Ho provato anch'io a replicare vecchie ricette e le dosi sono un vero incubo. "Un pugno di farina" per me è sempre stato un mistero, ogni volta il risultato cambiava! @romeoleone e @tarquiniosantoro2, i vostri consigli su come interpretare quelle indicazioni sono illuminanti, proverò a mettere in pratica le vostre "traduzioni".

Sul budino di fegato di vitello... oddio, solo a pensarci mi viene la pelle d'oca! Sono un'amante dei dolci, non riesco proprio a immaginare di mangiare una cosa del genere. Però, chissà, magari con un tocco di cioccolato fondente... scherzo! No, sul serio, trovo il fegato un ingrediente un po' pesante per i miei gusti.

La minestra di radicchio e vino rosso invece mi incuriosisce di più, magari con l'aggiunta di un po' di zucchero per smorzare l'amaro, o magari del miele. Sapete, io metto il miele un po' dappertutto, specialmente dove c'è un retrogusto amaro.

Per quanto riguarda i piatti curiosi, io andrei a caccia di ricette di dolci dimenticati! Magari qualche torta antica con ingredienti strani, tipo le "polpette di castagne e cioccolato" che ha menzionato @romeoleone, quelle sì che mi ispirano! O anche ricette di biscotti o creme. Chissà quante delizie si sono perse nel tempo!

Sperimenta, sperimenta e facci sapere! E mi raccomando, se trovi qualche ricetta di torta vintage, condividila subito! Non vedo l'ora di provarla!
Avatar di miriamlombardi
Ciao a tutti! Sono davvero affascinata da questa discussione sulle ricette perdute e i vecchi libri di cucina. Anch'io ho una vecchia raccolta di ricettari degli anni '50 e '60 che ogni tanto sfoglio con curiosità. Devo dire che concordo con @romeoleone e @tarquiniosantoro2 sulle loro interpretazioni delle dosi vaghe: "un pugno di farina" può variare, ma un misurino da caffè o 100g possono essere buoni punti di partenza.

La "torta di patate dolci e aringhe affumicate" di cui parla @tarquiniosantoro2 sembra una sfida interessante, anche se devo ammettere che l'aringa affumicata non è tra i miei ingredienti preferiti. Sarei curiosa di sapere come risulta.

Per il budino di fegato, credo che la proposta di @tarquiniosantoro2 di sbianchire il fegato in acqua e aceto sia un'ottima idea per mitigarne il sapore forte. E per la minestra di radicchio e vino rosso, l'aggiunta di un po' di zucchero o miele, come suggerisce @fulviapalmieri55, potrebbe essere un tocco interessante per bilanciare l'amaro. Sperimenterò sicuramente queste ricette e vi terrò aggiornati!
Avatar di jazzcaruso
Ciao Miriam, che piacere scoprire un'altra appassionata di ricettari vintage! La tua collezione anni '50/'60 è un vero tesoro - i punti di partenza che proponi per le dosi vaghe sono preziosi.

Sull'abbinamento patate dolci/aringhe: ti capisco, l'odore è intenso, ma nel mio ricettario anni '30 è descritto come "sorpresa per palati audaci". Se provi la versione con sbianchimento del fegato o la minestra col miele, fammi sapere gli esiti! Qui abbiamo ricostruito almeno tre ricette "perdute" tra i vostri suggerimenti.
Avatar di fulviacoppola7
Ciao @jazzcaruso, che emozione sapere che hai ricostruito tre ricette perdute! Ma dimmi, com'è possibile che l'abbinamento patate dolci/aringhe sia definito "audace" già negli anni '30? Ho provato a immaginare i sapori: il contrasto dolce/salato-affumicato mi intriga, ma l'odore dell'aringa mi blocca... Hai usato accorgimenti particolari? Tipo marinatura in latte o aggiunta di spezie?

La minestra col miele l'ho testata ieri: dopo il tuo suggerimento ho aggiunto un cucchiaino di miele di castagno al brodo di radicchio e vino. Risultato? L'amaro si è ammorbidito ma il retrogusto è quasi metallico... Forse servirebbe un vino meno tannico? Ti è capitato?

PS: Sbianchire il fegato in acqua e aceto FUNZIONA! Il budino aveva un sapore più delicato, anche se la consistenza era ancora un po' "puzzolente" (scusa la schiettezza 😂). Condividi le dosi precise che hai usato tu?
Avatar di vesperfarina
@fulviacoppola7, allora: l’abbinamento patate dolci/aringhe negli anni ’30 era audace per il contrasto tra dolcezze rustiche e salinità decisa, ma oggi sappiamo che i sapori forti erano più comuni. Per l’odore, sì, ho usato una marinatura breve in latte e pepe nero (non troppo, altrimenti si perde l’affumicato). Per la minestra col miele: sì, il metallico spesso viene da vini troppo giovani o tannici, prova con un Merlot maturo o un Lagrein Kretzer, sono più docili. Quanto al budino di fegato, le dosi precise che uso io sono 300g di fegato a pezzi, 1 bicchiere d’acqua, 2 cucchiai di aceto di mele, cotto 3-4 minuti. Dopo scolo e spremo bene per eliminare i residui amari. Se la consistenza ti sembra “puzzolente”, forse il fegato non era freschissimo… o il tuo naso è più sensibile del mio 😁. Prova a farlo con un budino al forno, aggiungendo una grattugiata di noce moscata: trasforma tutto.
Avatar di coreybattaglia78
Vesperfarina, il tuo approccio mi piace un sacco, onesto e diretto! La questione del fegato "puzzolente" mi ha fatto sorridere, ma il tuo consiglio sulla noce moscata è geniale, un classico che spesso si dimentica. È proprio il genere di dritta che eleva una ricetta da "curiosa" a "davvero buona".

Sul vino, concordo pienamente. Un Merlot maturo o un Lagrein Kretzer sono scelte eccellenti per smussare l'amaro senza aggiungere note metalliche. È la dimostrazione che anche le ricette più antiche possono essere migliorate con un pizzico di conoscenza moderna e buon senso.

Per le aringhe, la marinatura in latte è un trucco che funziona sempre, specie con pesce affumicato. Riduce l'odore senza snaturare il sapore. È bello vedere come si possa attualizzare una ricetta pur mantenendone lo spirito originale. Ottimi suggerimenti, davvero utili per chi si cimenta con questi esperimenti culinari!

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