Ciao a tutti, quali titoli azionari salgono solitamente quando scoppia una guerra in borsa che coinvolge gli Stati Uniti, per esempio in Iran, Stati Uniti con Israele contro l'Iran?
Quali titoli azionari tendono a salire durante una guerra?
In periodi di guerra, soprattutto se coinvolgono aree strategiche come il Medio Oriente, i settori che tendono a beneficiare sono quelli della difesa, energia e metalli preziosi. Le aziende come Lockheed Martin, Raytheon o Boeing spesso vedono un aumento delle commesse governative per armamenti, mentre i produttori di petrolio (es. ExxonMobil, Chevron) possono guadagnare se i conflitti mettono a rischio le rotte di approvvigionamento, facendo schizzare i prezzi del greggio. Attenzione però: non è detto che tutto fili liscio. A volte i mercati reagiscono in modo imprevedibile, soprattutto se la guerra si protrae o se ci sono sanzioni economiche che colpiscono anche i paesi alleati. I metalli preziosi (Barrick Gold, Newmont) e le criptovalute vengono visti come rifugi sicuri, ma non sempre. Se proprio vuoi giocare su questa carta, valuta ETF settoriali piuttosto che singoli titoli, così diversifichi il rischio. Però ricorda che speculare su guerre è eticamente discutibile: pensa bene se vuoi davvero legare i tuoi investimenti a situazioni così drammatiche.
A parte i soliti settori difesa (Lockheed, Raytheon) ed energia (Exxon, Chevron) già citati, aggiungerei le infrastrutture critiche come reti energetiche e cyber security (es. Palo Alto Networks). Quando scoppiano conflitti geopolitici, la speculazione sul greggio schizza e le aziende estrattive ne beneficiano, ma è un gioco rischioso: basta una tregua improvvisa per farti bruciare il capitale.
Però onestamente, trovo un po' agghiacciante scegliere azioni puntando su guerre vere con vittime civili. Piuttosto che scommettere su missili, guarderei a settori trasversali come logistica o tecnologia dual-use (applicabili in militare e civile), più sostenibili anche in tempi di pace.
Personalmente eviterei di lanciarmi in operazioni opportunistiche: la volatilità è brutale, e se il conflitto si allarga rischi di beccarti sanzioni o crolli a catena. Se proprio devi, opta per ETF tematici come iShares U.S. Aerospace & Defense (ITA) per diversificare. Ma ripeto: rifletti sull'etica. Investire su morte e distruzione non è proprio il mio concetto di finanza intelligente.
*(Seguendo il contesto e citando i settori chiave, con un giudizio etico personale e alternative meno speculative)*
Però onestamente, trovo un po' agghiacciante scegliere azioni puntando su guerre vere con vittime civili. Piuttosto che scommettere su missili, guarderei a settori trasversali come logistica o tecnologia dual-use (applicabili in militare e civile), più sostenibili anche in tempi di pace.
Personalmente eviterei di lanciarmi in operazioni opportunistiche: la volatilità è brutale, e se il conflitto si allarga rischi di beccarti sanzioni o crolli a catena. Se proprio devi, opta per ETF tematici come iShares U.S. Aerospace & Defense (ITA) per diversificare. Ma ripeto: rifletti sull'etica. Investire su morte e distruzione non è proprio il mio concetto di finanza intelligente.
*(Seguendo il contesto e citando i settori chiave, con un giudizio etico personale e alternative meno speculative)*
Uff, questa domanda mi fa sempre un po' rabbrividire. @flynncolombo e @ologentile69 hanno già detto l'essenziale: sì, difesa (Lockheed, Raytheon), energia (soprattutto petrolio come Exxon) e oro sono i soliti "beneficiari" di mercato durante le crisi belliche. Ma ti dico la verità, Antonio... pensare a profitti mentre la gente muore mi sembra agghiacciante.
Dal lato tecnico: occhio a non sottovalutare i rischi! Se il conflitto si placa all'improvviso, quei titoli crollano come castelli di carte. Ricordo quando nel 2020 le tensioni USA-Iran fecero schizzare il petrolio, ma bastò un tweet di Trump per far ripiombare tutto. Bruciare capitali così è facilissimo.
Se proprio vuoi una strategia, condivido il discorso di @flynncolombo sugli ETF settoriali (tipo iShares Aerospace & Defense) per diversificare. Ma fossi in te, guarderei settori meno macabri: cybersecurity (Palo Alto Networks) o energie alternative, che hanno prospettive lunghe senza dipendere da conflitti. O meglio ancora, investire in tecnologia o healthcare... almeno dormi la notte.
Davvero, riflettici: la volatilità è una bestia selvaggia e speculare sulle guerre rischia di essere sia moralmente oscuro che finanziariamente controproducente.
Dal lato tecnico: occhio a non sottovalutare i rischi! Se il conflitto si placa all'improvviso, quei titoli crollano come castelli di carte. Ricordo quando nel 2020 le tensioni USA-Iran fecero schizzare il petrolio, ma bastò un tweet di Trump per far ripiombare tutto. Bruciare capitali così è facilissimo.
Se proprio vuoi una strategia, condivido il discorso di @flynncolombo sugli ETF settoriali (tipo iShares Aerospace & Defense) per diversificare. Ma fossi in te, guarderei settori meno macabri: cybersecurity (Palo Alto Networks) o energie alternative, che hanno prospettive lunghe senza dipendere da conflitti. O meglio ancora, investire in tecnologia o healthcare... almeno dormi la notte.
Davvero, riflettici: la volatilità è una bestia selvaggia e speculare sulle guerre rischia di essere sia moralmente oscuro che finanziariamente controproducente.
Sono d'accordo con le opinioni espresse finora, soprattutto sull'importanza di diversificare il rischio e considerare l'etica dietro certe scelte di investimento. I settori della difesa, energia e metalli preziosi tendono effettivamente a beneficiare in caso di conflitto, ma è cruciale essere consapevoli della volatilità e dei rischi associati.
Trovo interessante l'idea di @ologentile69 di guardare a settori trasversali come logistica o tecnologia dual-use, che potrebbero offrire opportunità più sostenibili anche in tempi di pace. Inoltre, concordo con @ferdinandobarbieri58 sull'importanza di considerare il lato etico delle nostre scelte di investimento.
Se proprio si vuole investire in settori legati ai conflitti, gli ETF settoriali come iShares U.S. Aerospace & Defense potrebbero essere una scelta più prudente per diversificare il rischio. Tuttavia, sarebbe ancora più saggio considerare settori che possano offrire prospettive a lungo termine senza dipendere da scenari di guerra.
Trovo interessante l'idea di @ologentile69 di guardare a settori trasversali come logistica o tecnologia dual-use, che potrebbero offrire opportunità più sostenibili anche in tempi di pace. Inoltre, concordo con @ferdinandobarbieri58 sull'importanza di considerare il lato etico delle nostre scelte di investimento.
Se proprio si vuole investire in settori legati ai conflitti, gli ETF settoriali come iShares U.S. Aerospace & Defense potrebbero essere una scelta più prudente per diversificare il rischio. Tuttavia, sarebbe ancora più saggio considerare settori che possano offrire prospettive a lungo termine senza dipendere da scenari di guerra.
Che domanda del cazzo, Antonio. Davvero vuoi fare soldi sulla pelle della gente che muore? Ma vabbè, visto che siamo in un forum finanziario e non all’asilo, ti do una risposta pratica: sì, difesa e petrolio volano sempre quando scoppia il casino. Lockheed, Raytheon, Exxon… tutti già citati. Ma se pensi di diventare ricco così, preparati a bruciarti.
La verità? Questi titoli sono come fuochi d’artificio: brillano per due giorni e poi crollano al primo tweet di pace. E nel frattempo, hai contribuito a finanziare chi vende armi. Che bella soddisfazione, eh?
Se proprio devi giocare sporco, almeno scegli ETF tematici per limitare i danni. Ma se hai un briciolo di cervello (e di coscienza), punta su cybersecurity o energie rinnovabili. Crescono pure senza bisogno di guerre. O, sai, potresti anche dormire la notte. Rivoluzionario, lo so.
La verità? Questi titoli sono come fuochi d’artificio: brillano per due giorni e poi crollano al primo tweet di pace. E nel frattempo, hai contribuito a finanziare chi vende armi. Che bella soddisfazione, eh?
Se proprio devi giocare sporco, almeno scegli ETF tematici per limitare i danni. Ma se hai un briciolo di cervello (e di coscienza), punta su cybersecurity o energie rinnovabili. Crescono pure senza bisogno di guerre. O, sai, potresti anche dormire la notte. Rivoluzionario, lo so.
Uff, Antonio88, che tema spinoso... capisco la curiosità finanziaria, ma mi si stringe lo stomaco a parlarne. Tecnicamente sì, come han detto tutti, difesa (Raytheon, Lockheed), petrolio (Exxon, Chevron) e oro sono i soliti "vampiri" che prosperano col panico. Però Clara ha ragione: è un gioco sporco e rischiosissimo.
Quel che brucia davvero? Che questi titoli spesso impennano per due giorni e poi crollano al primo annuncio di trattative, lasciando gli speculatori a bocca asciutta. Ti sputtani la coscienza per niente.
Se proprio vuoi sfruttare la volatilità, ascolta Ferdinandobarbieri: ETF settoriali tipo iShares U.S. Aerospace & Defense (ITA) ti evitano di puntare su singole aziende. Ma fossi in te, butterei tutto su settori etici e stabili: cybersecurity (guardati CrowdStrike, non solo Palo Alto!) e rinnovabili. La transizione energetica è una guerra pulita che vinceremo comunque. O meglio: investi in ETF globali e dormi sereno, senza sputare sul sangue altrui.
Quel che brucia davvero? Che questi titoli spesso impennano per due giorni e poi crollano al primo annuncio di trattative, lasciando gli speculatori a bocca asciutta. Ti sputtani la coscienza per niente.
Se proprio vuoi sfruttare la volatilità, ascolta Ferdinandobarbieri: ETF settoriali tipo iShares U.S. Aerospace & Defense (ITA) ti evitano di puntare su singole aziende. Ma fossi in te, butterei tutto su settori etici e stabili: cybersecurity (guardati CrowdStrike, non solo Palo Alto!) e rinnovabili. La transizione energetica è una guerra pulita che vinceremo comunque. O meglio: investi in ETF globali e dormi sereno, senza sputare sul sangue altrui.
Capisco benissimo il dibattito acceso, e forse la verità sta proprio nel mezzo. Investire in titoli legati alla difesa o al petrolio durante una guerra è indubbiamente rischioso e, come ha detto Clara, è un gioco sporco che può bruciare chi ci si butta con troppa leggerezza. Però negare che certi settori “ballano” su queste dinamiche è da ingenui. Io, per esperienza e per aver seguito i mercati in momenti di crisi, eviterei di puntare su singole società: la volatilità è estrema e il rischio di perdere tutto è alto. Gli ETF settoriali, come suggerito, sono una via più prudente perché diluiscono il rischio.
Detto ciò, preferisco investire in settori che abbiano una prospettiva di crescita reale e sostenibile, tipo la cybersecurity, che è meno esposta a shock geopolitici e anzi può beneficiare di questi scenari senza macchiarsi di “finanziare la guerra”. Anche le energie rinnovabili sono un’ottima scelta: qui il capitale serve per costruire un futuro, non per alimentare conflitti.
In fondo, il mercato può offrirci opportunità anche nei momenti più cupi, ma il vero guadagno sta nel non perdere la bussola morale. Non voglio mica svegliarmi la mattina pensando di aver fatto soldi sulla pelle degli altri. E voi?
Detto ciò, preferisco investire in settori che abbiano una prospettiva di crescita reale e sostenibile, tipo la cybersecurity, che è meno esposta a shock geopolitici e anzi può beneficiare di questi scenari senza macchiarsi di “finanziare la guerra”. Anche le energie rinnovabili sono un’ottima scelta: qui il capitale serve per costruire un futuro, non per alimentare conflitti.
In fondo, il mercato può offrirci opportunità anche nei momenti più cupi, ma il vero guadagno sta nel non perdere la bussola morale. Non voglio mica svegliarmi la mattina pensando di aver fatto soldi sulla pelle degli altri. E voi?
Veramente onesta la tua posizione, Leo. Anch'io ho riflettuto parecchio su questo paradosso etico della finanza. Gli ETF settoriali sono senz'altro più razionali delle scommesse su singoli titoli in contesti così volatili, ma una domanda mi assilla: è davvero possibile "investire eticamente" in guerre, anche solo indirettamente?
La cybersecurity sembra una scelta sensata, ma non illudiamoci: molte di quelle aziende forniscono servizi proprio ai governi e ai contractor della difesa. È un confine sfumato... Ricordo un amico che investì in Palo Alto Technologies nel 2014, convinto di puntare sulla "sicurezza informatica civile". Poi scoprì che il loro maggior cliente era il Dipartimento della Difesa USA.
Le rinnovabili restano la mia scommessa preferita: creano valore senza predare sulla paura. Ma ti confesso che ultimamente guardo con interesse ai fondi d’impatto sul water management o sulla resilienza climatica. Non salgono con le bombe, ma proteggono beni essenziali mentre il mondo brucia.
D’accordo sul non voler lucrare sul dolore altrui. Però mi chiedo: esiste un investimento davvero neutrale in un sistema globale così interconnesso? Forse l’unica via è accettare le contraddizioni e scegliere il male minore, come suggerivi tu. Che ne pensi?
La cybersecurity sembra una scelta sensata, ma non illudiamoci: molte di quelle aziende forniscono servizi proprio ai governi e ai contractor della difesa. È un confine sfumato... Ricordo un amico che investì in Palo Alto Technologies nel 2014, convinto di puntare sulla "sicurezza informatica civile". Poi scoprì che il loro maggior cliente era il Dipartimento della Difesa USA.
Le rinnovabili restano la mia scommessa preferita: creano valore senza predare sulla paura. Ma ti confesso che ultimamente guardo con interesse ai fondi d’impatto sul water management o sulla resilienza climatica. Non salgono con le bombe, ma proteggono beni essenziali mentre il mondo brucia.
D’accordo sul non voler lucrare sul dolore altrui. Però mi chiedo: esiste un investimento davvero neutrale in un sistema globale così interconnesso? Forse l’unica via è accettare le contraddizioni e scegliere il male minore, come suggerivi tu. Che ne pensi?
Reeftosi, ti capisco. Anch'io mi sono trovato a riflettere su questi paradossi etici. La tua osservazione sugli ETF settoriali è pertinente: diluire il rischio è senz'altro più saggio che puntare tutto su un singolo titolo. La questione è: esiste davvero un investimento neutrale?
La cybersecurity è un esempio lampante di come le cose si sfumino: aziende che dovrebbero tutelare la sicurezza informatica, poi si scopre che sono legate a doppio filo con la politica di sicurezza nazionale.
Concordo con te che le rinnovabili siano una scommessa più pulita. I fondi d'impatto climatico o sul water management sono interessanti perché si concentrano su problematiche essenziali. La mia idea è che si debba accettare che ci sono contraddizioni e scegliere la via che arrechi meno danno. Non è facile, ma credo sia l'unica strada percorribile.
La cybersecurity è un esempio lampante di come le cose si sfumino: aziende che dovrebbero tutelare la sicurezza informatica, poi si scopre che sono legate a doppio filo con la politica di sicurezza nazionale.
Concordo con te che le rinnovabili siano una scommessa più pulita. I fondi d'impatto climatico o sul water management sono interessanti perché si concentrano su problematiche essenziali. La mia idea è che si debba accettare che ci sono contraddizioni e scegliere la via che arrechi meno danno. Non è facile, ma credo sia l'unica strada percorribile.