Ciao a tutti! Sono Rosalba, lavoro come impiegata amministrativa e nel weekend faccio volontariato in un canile. Ultimamente mi sento stanca: il lunedì sono esausta e temo di dare meno sia al lavoro che ai cuccioli. Vorrei chiedere a chi vive situazioni simili: come organizzate i tempi? Avete strategie per non sentirvi sopraffatti mantenendo l'impegno sociale? Io provo a dire 'no' a qualche turno extra, ma mi sento in colpa. Raccontate le vostre esperienze o consigli pratici su come conciliare le due cose senza stress! Grazie mille.
Consigli per bilanciare lavoro e volontariato?
Ciao Rosalba, capisco benissimo la tua situazione! Anche io cerco sempre di incastrare mille impegni e a volte mi sento un po' sopraffatta.
Secondo me, la chiave è programmare tutto, ma davvero tutto. Io uso un'agenda digitale e segno ogni attività, dal lavoro alla palestra, fino al tempo libero. Questo mi aiuta a visualizzare quanto tempo ho a disposizione e dove posso "recuperare" energie.
Per esempio, potresti provare a fare attività fisica leggera nei giorni in cui sei più stanca, giusto per scaricare la tensione, invece di saltarla del tutto. Io adoro lo yoga per questo!
E poi, non sentirti in colpa a dire "no". È importante prendersi cura di sé per poter dare il massimo anche agli altri (e ai cuccioli!). Magari, invece di saltare del tutto un turno, potresti chiedere di fare un turno più breve o in un ruolo meno impegnativo fisicamente. Ricorda, anche un piccolo contributo è prezioso. Forza!
Secondo me, la chiave è programmare tutto, ma davvero tutto. Io uso un'agenda digitale e segno ogni attività, dal lavoro alla palestra, fino al tempo libero. Questo mi aiuta a visualizzare quanto tempo ho a disposizione e dove posso "recuperare" energie.
Per esempio, potresti provare a fare attività fisica leggera nei giorni in cui sei più stanca, giusto per scaricare la tensione, invece di saltarla del tutto. Io adoro lo yoga per questo!
E poi, non sentirti in colpa a dire "no". È importante prendersi cura di sé per poter dare il massimo anche agli altri (e ai cuccioli!). Magari, invece di saltare del tutto un turno, potresti chiedere di fare un turno più breve o in un ruolo meno impegnativo fisicamente. Ricorda, anche un piccolo contributo è prezioso. Forza!
Ehi Rosalba, capisco benissimo il tuo stato! Anch'io ho vissuto momenti così quando mi stravaccavo tra lavoro e il volontariato al doposcuola. Fatto? Due crolli da burnout in tre mesi. Brutti ricordi.
Primo: **butta via quel senso di colpa quando dici "no"**. I cuccioli hanno bisogno di te sveglia e presente, non di una larva che cammina. Se ti spacchi, non aiuti nessuno. Io ho imparato (a spese mie, purtroppo) a limitare i turni fissi: due weekend al mese SOLO, niente extra.
Secondo: **ascolta il corpo**. Se arrivi distrutta al lunedì, stai sbagliando qualcosa. Prova a spezzare: sabato mattina al canile, domenica solo riposo? O viceversa. Io alterno così e mi salva la vita.
Terzo: **pausa strategica**. Una volta al trimestre mi prendo un weekend TOTALMENTE libero. Zero volontariato, zero sensi di colpa. È come ricaricare le pile, fidati.
Ah, e cerca alleati: se nel canile c'è qualcuno disposto a sostituirti quando cedi, è oro. Io trovai un pensionato che adora i gatti, e fu la svolta. Resistii, poi... e mi pentii di non averlo fatto prima.
Primo: **butta via quel senso di colpa quando dici "no"**. I cuccioli hanno bisogno di te sveglia e presente, non di una larva che cammina. Se ti spacchi, non aiuti nessuno. Io ho imparato (a spese mie, purtroppo) a limitare i turni fissi: due weekend al mese SOLO, niente extra.
Secondo: **ascolta il corpo**. Se arrivi distrutta al lunedì, stai sbagliando qualcosa. Prova a spezzare: sabato mattina al canile, domenica solo riposo? O viceversa. Io alterno così e mi salva la vita.
Terzo: **pausa strategica**. Una volta al trimestre mi prendo un weekend TOTALMENTE libero. Zero volontariato, zero sensi di colpa. È come ricaricare le pile, fidati.
Ah, e cerca alleati: se nel canile c'è qualcuno disposto a sostituirti quando cedi, è oro. Io trovai un pensionato che adora i gatti, e fu la svolta. Resistii, poi... e mi pentii di non averlo fatto prima.
Rosalba, Morgana e Marino hanno già detto cose sacrosante. Io aggiungerei un punto, forse un po' brutale, ma necessario: **sei sicura che quel tipo di volontariato faccia *davvero* per te?**
Non fraintendermi, aiutare i cani è lodevole, ma se ti prosciuga a tal punto da compromettere il lavoro e la tua salute, forse dovresti considerare un'alternativa. Magari un'associazione con meno impegno fisico, o che si occupi di altro tipo di causa. So che sembra terribile detto così, ma a volte è meglio essere onesti con sé stessi.
Io personalmente sono un tipo da emozioni forti: bungee jumping, rafting... scarico l'adrenalina così. Ma so che se facessi volontariato in un canile, dopo un mese sarei KO. Ognuno ha le sue passioni e i suoi limiti. Forse, semplicemente, il canile non è il tuo "bungee jumping" emotivo. Non sentirti in colpa se decidi di cambiare strada, l'importante è fare qualcosa che ti faccia stare bene, altrimenti non aiuti né te stessa, né gli altri.
Pensa a cosa ti ricarica davvero, e cerca un'attività di volontariato che si allinei a quella cosa. In bocca al lupo!
Non fraintendermi, aiutare i cani è lodevole, ma se ti prosciuga a tal punto da compromettere il lavoro e la tua salute, forse dovresti considerare un'alternativa. Magari un'associazione con meno impegno fisico, o che si occupi di altro tipo di causa. So che sembra terribile detto così, ma a volte è meglio essere onesti con sé stessi.
Io personalmente sono un tipo da emozioni forti: bungee jumping, rafting... scarico l'adrenalina così. Ma so che se facessi volontariato in un canile, dopo un mese sarei KO. Ognuno ha le sue passioni e i suoi limiti. Forse, semplicemente, il canile non è il tuo "bungee jumping" emotivo. Non sentirti in colpa se decidi di cambiare strada, l'importante è fare qualcosa che ti faccia stare bene, altrimenti non aiuti né te stessa, né gli altri.
Pensa a cosa ti ricarica davvero, e cerca un'attività di volontariato che si allinei a quella cosa. In bocca al lupo!
Eccomi, finalmente si parla di cose serie! Rosalba, cara, mi permetto di dire che le tue colleghe – e quel santo di Marino – hanno già delineato la strada, ma io ci metto il carico da undici, perché certi discorsi mi fanno venire l'orticaria.
Il senso di colpa? Ma stiamo scherzando? Il senso di colpa è l'invenzione più subdola e masochista che l'essere umano abbia concepito. Non devi sentirti in colpa per non voler morire di stanchezza. I cuccioli, te lo assicuro, preferirebbero avere una volontaria lucida e presente per due ore, piuttosto che una zombie per otto. Se ti senti in colpa a dire "no" a un turno extra, è perché hai assorbito l'idea malsana che il tuo valore sia direttamente proporzionale al tuo livello di sfinimento. Sbagliato, mia cara.
E poi, Melezio, con tutto il rispetto, ma la tua idea è un po' la classica "soluzione di comodo" che propinano a chi è stanco: "cambia hobby, non è quello che fa per te". Ma che ne sai tu?! Se Rosalba ama stare con i cani, perché dovrebbe mollare tutto e mettersi a fare volontariato in un archivio? Il punto non è cambiare il tipo di volontariato, ma **gestirlo in modo intelligente**.
La chiave, Rosalba, è l'auto-conservazione. Non sei un robot. Inizia a trattare il tuo tempo libero e il tuo riposo come appuntamenti inderogabili con te stessa. Metti nel calendario "Niente da fare" e rispettalo come faresti con una riunione col capo. E se il canile ha bisogno di più volontari, il problema è del canile, non tuo. Non sei la loro unica risorsa. Inizia a delegare, a chiedere aiuto, a formare altri se necessario. E se non si può, allora significa che la struttura ha bisogno di ripensare la sua organizzazione, non che tu debba immolarti.
Non è egoismo, è sopravvivenza. E la sopravvivenza, credimi, è il primo passo per essere davvero utile agli altri.
Il senso di colpa? Ma stiamo scherzando? Il senso di colpa è l'invenzione più subdola e masochista che l'essere umano abbia concepito. Non devi sentirti in colpa per non voler morire di stanchezza. I cuccioli, te lo assicuro, preferirebbero avere una volontaria lucida e presente per due ore, piuttosto che una zombie per otto. Se ti senti in colpa a dire "no" a un turno extra, è perché hai assorbito l'idea malsana che il tuo valore sia direttamente proporzionale al tuo livello di sfinimento. Sbagliato, mia cara.
E poi, Melezio, con tutto il rispetto, ma la tua idea è un po' la classica "soluzione di comodo" che propinano a chi è stanco: "cambia hobby, non è quello che fa per te". Ma che ne sai tu?! Se Rosalba ama stare con i cani, perché dovrebbe mollare tutto e mettersi a fare volontariato in un archivio? Il punto non è cambiare il tipo di volontariato, ma **gestirlo in modo intelligente**.
La chiave, Rosalba, è l'auto-conservazione. Non sei un robot. Inizia a trattare il tuo tempo libero e il tuo riposo come appuntamenti inderogabili con te stessa. Metti nel calendario "Niente da fare" e rispettalo come faresti con una riunione col capo. E se il canile ha bisogno di più volontari, il problema è del canile, non tuo. Non sei la loro unica risorsa. Inizia a delegare, a chiedere aiuto, a formare altri se necessario. E se non si può, allora significa che la struttura ha bisogno di ripensare la sua organizzazione, non che tu debba immolarti.
Non è egoismo, è sopravvivenza. E la sopravvivenza, credimi, è il primo passo per essere davvero utile agli altri.
Xenia, grazie di cuore per questo schiaffo di realtà che mi serviva proprio! Hai ragionissima sul senso di colpa: mi hai aperto gli occhi sul fatto che stavo misurando il mio valore con la stanchezza. Quell'idea di bloccare il "Niente da fare" in calendario è geniale, lo farò subito.
Mi rincuora sapere che non devo abbandonare i cuccioli, ma solo organizzarmi con più fermezza. Parlare con il canile per coinvolgere altri volontari è un ottimo spunto.
Grazie per ricordarmi che prendermi cura di me è il primo atto di gentilezza verso gli altri.
Mi rincuora sapere che non devo abbandonare i cuccioli, ma solo organizzarmi con più fermezza. Parlare con il canile per coinvolgere altri volontari è un ottimo spunto.
Grazie per ricordarmi che prendermi cura di me è il primo atto di gentilezza verso gli altri.
Rosalba, capisco il tuo entusiasmo dopo il consiglio di Xenia, ma permettimi di essere un po' critica. Bloccare il "Niente da fare" in calendario è un primo passo, ma non basta. Devi mettere in atto strategie più concrete per gestire il tuo tempo. Coinvolgere altri volontari è un'ottima idea, ma assicurati di non delegare solo per alleggerirti, ma anche per creare un sistema sostenibile. Rifletti su quali attività ti prosciugano di più e cerca alternative. E, soprattutto, non dimenticare di ascoltare il tuo corpo: se sei esausta, non è solo una questione di organizzazione, ma anche di salute. Prenditi cura di te, sì, ma fallo in modo strutturato e non solo come reazione momentanea a un consiglio ben intenzionato.
@veratesta30, ti seguo solo fino a un certo punto. Sì, Xenia ha ragione a smontare il senso di colpa, che è fondamentale. Ma il tuo approccio strutturato rischia di trasformare il canile in un progetto aziendale: piano operativo, deleghe sostenibili, analisi delle attività prosciuganti… e dove sta l’anima? Io ho smontato il volontariato per mesi con un sistema ibrido: un calendario fisico (non digitale, quello mi stressa) con fasce orarie fisse per i cani, e un "giorno di grazia" a settimana in cui non programmo niente. Se i turni extra mi svuotano, li sostituisco con compiti che richiedono meno spostamenti fisici – tipo gestire l’archivio del canile o le adozioni a distanza. Delegare non è solo alleggerirmi: è insegnare ai nuovi volontari come strigliare un cane senza spaventarlo, così quando torno a casa non mi ritrovo a ripensare a zampe tremanti per colpa di un approccio sbagliato. Il corpo va ascoltato, ma non riduciamoci a contare millilitri di energia come fosse benzina. Se sei stanca, dormi un’ora in più, non sempre riprogettare tutto. La struttura serve, ma non può uccidere l’improvvisazione. Non siamo robot.