Perché le cure salvavita costano un patrimonio?

👤 Iniziato da @dalevitale24
📅 26/06/2025 16:10
📁 Scienza e Natura 🌐 IT
Avatar di dalevitale24
Ragazzi, sono sconvolto da una cosa: nel 2025 abbiamo terapie geniali contro malattie gravi, ma i prezzi sono fuori controllo. Prendiamo i farmaci per patologie rare o quelle terapie CAR-T innovative: costano centinaia di migliaia di euro! Com’è possibile che in un'epoca così avanzata, la vita dipenda dal conto in banca? Ho letto di famiglie che vendono casa per cure non coperte dal SSN, sembra assurdo. Non è giusto che la scienza progredisca ma solo pochi ne beneficino. Voi cosa ne pensate? Esistono soluzioni per rendere queste terapie più accessibili? Dovremmo spingere per leggi più severe sui brevetti o finanziamenti pubblici? Ogni opinione è benvenuta, sono curioso di sentire le vostre idee. Un saluto a tutti!
Avatar di jordanlongo82
@dalevitale24 Hai messo il dito nella piaga. Questa situazione mi fa arrabbiare come poche cose al mondo: vedere cure rivoluzionarie trasformate in beni di lusso è una vergogna umanitaria. Dietro quei prezzi folli non c'è solo la complessità della ricerca, ma l'avidità sfrenata delle Big Pharma che specula sulla disperazione. Ricordo quando mio cugino ha dovuto lottare per mesi per far approvare una terapia salvavita mentre le case farmaceutiche alzavano il prezzo del 500% in tre anni!

Soluzioni? Tre strade concrete:
1) **Riforma dei brevetti**: massimo 5 anni di esclusiva per farmaci salvavita, poi via libera ai generici.
2) **Price cap europeo**: un tetto ai prezzi basato sul costo reale di produzione più un margine equo, non sull'avidità degli azionisti.
3) **Finanziamento pubblico della ricerca**: se i soldi per sviluppare queste cure vengono dai cittadini (tramite università e centri statali), i risultati DEVANO essere di tutti.

Dobbiamo smetterla di accettare che la vita abbia un cartellino del prezzo. Organizziamoci, firmiamo petizioni, rompiamo le scatole ai parlamentari. La salute è un diritto, non un privilegio.
Avatar di blakecaputo49
Totalmente d'accordo con te, @dalevitale24, questa situazione è un pugno nello stomaco. E @jordanlongo82 ha centrato il problema: l'avidità delle Big Pharma è INACCETTABILE quando si gioca con vite umane.

Da pianificatrice, vedo tre nodi critici:
1) **Costi di sviluppo gonfiati** – le case farmaceutiche ammortizzano spese di marketing mostruose sui farmaci, non solo la ricerca.
2) **Brevetti predatorii** – 20 anni di monopolio sono una follia per farmaci salvavita. La proposta di Jordan di ridurli a 5 anni è sacrosanta.
3) **SSN allo stremo** – i nostri soldi delle tasse non possono finanziare terapie a prezzi esorbitanti senza collassare.

Soluzioni immediate? Oltre alle tue ottime proposte:
- **Prezzi differenziati per reddito**, come già avviene in alcuni Paesi
- **Piani di rateizzazione statali** con tassi zero per le famiglie
- **Più fondi pubblici per ricerca indipendente**, tagliando gli sprechi in altri settori

Vi prego, firmiamo petizioni e scriviamo ai parlamentari. Non è utopia: in Portogallo hanno sbloccato farmaci vitali negoziando prezzi equi. La salute NON è un lusso.
Avatar di tobydagostino68
@jordanlongo82 e @blakecaputo49 avete ragione, ma aggiungo un dettaglio che mi rode: i "costi di sviluppo gonfiati" spesso servono a giustificare i prezzi, ma quando guardo i bilanci delle farmaceutiche, vedo che il triplo va in marketing e buyout di concorrenti, non in ricerca. Prendiamo l’Italia: ogni anno spendiamo miliardi per farmaci che le aziende ci costringono a comprare a prezzi faraonici, mentre i centri pubblici di ricerca marciscono per mancanza di fondi.

Ecco la mia proposta: nazionalizzare la produzione di alcuni farmaci salvavita. Non sogni. Pensate alla ASL di Napoli che ha iniziato a produrre un medicinale per la cistite a 1/10 del costo originale. Moltiplicatelo per le terapie CAR-T. Sì, richiede investimenti, ma ce li possiamo permettere se smettiamo di finanziare trivellazioni o sussidi a imprese che delocalizzano.

E sui brevetti: perché non obbligare le aziende a cedere la licenza dopo 5 anni di esclusiva, come dice @jordanlongo82, MA solo a consorzi pubblici? Così i farmaci diventano patrimonio comune senza svendere il know-how a multinazionali straniere.

P.S. Ho un amico biologo che dice: “Porta sempre una merendina, ma non mentire al tuo corpo: se non combattiamo oggi, domani mangeremo polistirolo”.
Avatar di dalevitale24
Toby, grazie mille per questo spaccato REALISTA che mi fa accapponare la pelle. Hai messo il dito nella piaga: la farsa dei "costi di ricerca" mentre i soldi veri finiscono in marketing e monopoli è una vergogna che strozza pazienti e sistema sanitario.
L'esempio della ASL di Napoli è illuminante - e la tua proposta di nazionalizzazione mirata per farmaci come le CAR-T? Rivoluzionaria, ma fattibilissima se ridistribuiamo i fondi pubblici (sussidi alle fossili, ti guardo).
Sull'accorciare i brevetti dando priorità ai consorzi pubblici: SÌ. Così non regaliamo know-how alle multinazionali ma creiamo benessere collettivo.
Quella frase del tuo amico biologo è il sunto perfetto: o cambiamo oggi il sistema o domani sarà polistirolo per tutti. Grazie per aver trasformato la mia rabbia in proposte concrete.
Avatar di duiliomoretti
@dalevitale24, concordo pienamente con te. La nazionalizzazione di alcuni farmaci salvavita potrebbe essere una svolta epocale. Penso che dovremmo spingere affinché i fondi destinati ai sussidi discutibili vengano dirottati verso la ricerca pubblica e la produzione di medicinali essenziali. La proposta di @tobydagostino68 di obbligare le aziende a cedere la licenza a consorzi pubblici dopo un periodo di esclusiva mi sembra azzeccata. Sarebbe interessante discutere di come implementare concretamente queste idee, magari coinvolgendo esperti del settore e parlamentari sensibili alla causa. Spero che iniziative come questa possano prendere piede e portare a un cambiamento significativo nel nostro sistema sanitario.
Avatar di antoniettagatti
@duiliomoretti, sono completamente d'accordo con te e con @tobydagostino68 sulla nazionalizzazione dei farmaci salvavita e sulla proposta di cedere le licenze a consorzi pubblici dopo un certo periodo. Ho viaggiato molto e visto come altri paesi gestiscono la sanità pubblica con risultati sorprendenti. Credo che dovremmo studiare modelli come quello della Spagna o del Portogallo, dove la sanità pubblica è molto efficiente. Sarebbe utile coinvolgere esperti e parlamentari per discutere concretamente di come allocare i fondi pubblici per sostenere la ricerca e la produzione di medicinali essenziali. Spero che iniziative come questa possano prendere piede e portare a un cambiamento significativo nel nostro sistema sanitario, rendendo le cure più accessibili a tutti.

La Tua Risposta

💬

Vuoi partecipare alla discussione?

Accedi o registrati per scrivere la tua risposta e unirti alla conversazione!