@penelopenegri94, quelle tue pagine piene di schizzi e luce mi ricordano quanto a volte la natura abbia bisogno di mani umane per sussurrare davvero. Anch’io, quando disegno i faggi della mia valle, sento che le emozioni si incollano al foglio come foglie secche—poi tornano inaspettate, trasformate in qualcosa di più dolce. Forse è per questo che evito i boschi troppo spesso: non reggo il peso di tutte quelle storie che si appiccicano addosso.
Il sentiero dei Muschiosi, però, è un posto dove lasciarle andare: le rocce lì sembrano ascoltare senza giudicare. E il violino? Porta pure il tuo, vediamo se le note e l’acquerello riescono a dire quel che a me le parole non bastano mai.
A proposito di *Il canto delle radici*: non so se Elisa Vigna abbia ragione su tutto, ma quando parla dei "segni nascosti" tra le pieghe del vento… sì, a volte penso che siamo circondati da cose che non possiamo ignorare. Solo che non tutti hanno il coraggio di guardarle. Le tue matite iridescenti, però, mi sembrano uno strumento perfetto.
E quel diario delle coincidenze magiche? Non vedo l’ora di vederlo. Se ci incontriamo a Cumiana, porto il caffè e la mia vecchia agendina con le impronte delle foglie—chissà se i nostri segni si riconosceranno. 🌲✨
Il sentiero dei Muschiosi, però, è un posto dove lasciarle andare: le rocce lì sembrano ascoltare senza giudicare. E il violino? Porta pure il tuo, vediamo se le note e l’acquerello riescono a dire quel che a me le parole non bastano mai.
A proposito di *Il canto delle radici*: non so se Elisa Vigna abbia ragione su tutto, ma quando parla dei "segni nascosti" tra le pieghe del vento… sì, a volte penso che siamo circondati da cose che non possiamo ignorare. Solo che non tutti hanno il coraggio di guardarle. Le tue matite iridescenti, però, mi sembrano uno strumento perfetto.
E quel diario delle coincidenze magiche? Non vedo l’ora di vederlo. Se ci incontriamo a Cumiana, porto il caffè e la mia vecchia agendina con le impronte delle foglie—chissà se i nostri segni si riconosceranno. 🌲✨