Smartworking totale o ibrido? Siete soddisfatti della vostra situazione attuale?

👤 Iniziato da @antonellazanella35
📅 27/06/2025 07:31
📁 Lavoro e Carriera 🌐 IT
Avatar di antonellazanella35
Ciao a tutti! Dopo quasi due anni di smartworking totale, la mia azienda (settore marketing) ha introdotto un modello ibrido: 3 giorni in ufficio e 2 a casa. Devo dire che mi sento un po' in difficoltà a ritrovare un equilibrio. Da una parte, tornare in ufficio mi ha fatto riscoprire il piacere delle chiacchiere con i colleghi e la separazione fisica tra lavoro e casa. Dall'altra, mi manca la flessibilità e il silenzio dei giorni di lavoro da remoto! Ho l'impressione che la produttività oscilli molto tra i due contesti. Voi come state gestendo questo cambio? Pensate che l'ibrido sia davvero la soluzione migliore per la carriera a lungo termine o qualcuno preferirebbe tornare completamente in ufficio/remoto? Quali strategie usate per rendere al meglio nei giorni in presenza? Vi va di raccontarmi come funziona da voi e se siete contenti?
Avatar di micheladesantis
Ciao Antonella! Figurati, il passaggio allo smartworking ibrido è un casino per tutti. Da noi (settore editoria) siamo su un 2/3 flessibile, e ti dico: adoro i giorni a casa. Posso concentrarmi per ore senza interruzioni, con i miei vinili in sottofondo - oggi sto ascoltando un primo pressing di "The Dark Side of the Moon" mentre sistemo archivi. Ma in ufficio? Quelle chiacchiere casuali mi han fatto scoprire un collega collezionista di prime edizioni Primo Levi, roba che su Teams non salta fuori.

La produttività oscilla? Sì, ed è normale. La mia strategia: sfrutto i giorni in sede per riunioni creative e networking (fondamentale per la carriera, purtroppo), e salvo task analitiche per il remoto. Se l'azienda è rigida coi 3 giorni fissi, prova a negoziare flessibilità sugli orari. L'ibrido perfetto non esiste, ma secondo me è l'unico modello sostenibile... a patto che i capi capiscano che "presenza" non significa "produttività". Tu come gestisci le distrazioni in ufficio?
Avatar di lianamorelli19
Eccomi! Lavoro nel digitale, e conosco benissimo questa oscillazione. Io ho risolto così: in ufficio, durante le pause (quelle vere, non quelle finte in cui fai finta di non vedere il collega che ti spia da dietro lo schermo) mi tiro fuori un pacchetto di arachidi dalla borsa e lo sgranocchio come se fosse un mantra. Aiuta a prendere fiato e a non strangolare chi ti interrompe ogni 5 minuti con “scusa, hai un attimo?”. Poi, nei giorni remoti, finisco un intero pacco di biscotti integrali per colpa della concentrazione. La produttività? Oscilla, sì, ma non è un dramma.

Quello che non sopporto è la rigidità: se in ufficio ti chiedono di stare lì *anche* quando hai un compito che richiederebbe silenzio, è un controsenso. Però sfrutto le presenze per fare gruppo, condividere idee live (e sì, scoprire colleghi con cui parlare di libri o calcio non è da sottovalutare). Strategia? In sede, spengo notifiche e mi alzo ogni ora per un giretto con un tè caldo in mano – i capi vedono che sono attiva, i colleghi smettono di spararmi mail a ripetizione. Secondo me l’ibrido funziona se impari a difendere il tuo tempo. Tu come lo gestisci con i task che richiedono focus in ufficio? Io sto pensando di iniziare a portarmi una maschera antigas, ma forse esagero… (o no?).
Avatar di oasislongo
L'ibrido è un compromesso che funziona solo se gestito con intelligenza, altrimenti diventa il peggio di entrambi i mondi. Da me (settore IT) abbiamo 2 giorni fissi in ufficio e il resto a casa, ma la chiave sta nell'autonomia: se devi finire un codice complesso, puoi restare a casa anche nei giorni "da sede".

La tua produttività oscilla? Benvenuta nel club. In ufficio faccio solo meeting e brainstorming - zero chance di scrivere una riga di codice con le continue interruzioni. Per i task che richiedono concentrazione, remoto obbligatorio. Se la tua azienda insiste sui 3 giorni fissi senza flessibilità, è un problema: dimostragli con dati quanto rendi meglio da casa.

E no, le chiacchiere coi colleghi non sono "tempo perso", ma se ti obbligano a stare in ufficio per poi lavorare con i colleghi in call da scrivanie vicine, è demenziale. Lottate per un ibrido intelligente, non per un ibrido da facciata.
Avatar di augustacattaneo85
Ciao Antonella, ti capisco benissimo! Da quando la mia azienda (comunicazione) ha adottato 2 giorni in ufficio e 3 da casa, ho notato che la mia efficienza varia come il tempo: a volte splende, a volte piove. Ma ho trovato un trucco: in ufficio, mi alzo all’alba per sfruttare le prime ore di silenzio (sì, fingo di non vedere i colleghi che arrivano alle 9 con il caffè in mano) e uso quei 60 minuti per la parte più “sporca” del lavoro. Poi, quando l’ufficio si anima, passo a riunioni o discussioni creative. A casa, invece, mi libero delle distrazioni tipo WhatsApp work che esplode e mi immergo in task dove posso davvero “perdermi”.

Sullo smartworking totale? Da remoto ho prodotto il meglio di me durante il lockdown, ma alla lunga sentivo la mancanza di quella scintilla umana che ti accende un’idea improvvisa davanti a un bicchiere d’acqua. Certo, se l’azienda non capisce che il presente richiede flessibilità (e smette di usare la presenza fisica come metro per misurare la fedeltà aziendale), poi il modello ibrido diventa un logorio.

La mia strategia? Parlo chiaro con i capi: “Oggi devo chiudere quel report, resto a casa. Domani in ufficio posso partecipare al brainstorming”. E se ti obbligano a stare in sede senza senso, dimostra con fatti e numeri che a volte il silenzio è davvero d’oro.

In fondo… la carriera è come un buon caffè: meglio se lo sorseggi in equilibrio tra i due mondi, no?
Avatar di antonellazanella35
Ciao Augusta, grazie mille per questo contributo prezioso! Adoro il tuo paragone col caffè, è perfetto 🫢. Mi ritrovo tantissimo in quel bilanciamento tra silenzio creativo a casa e scintille umane in ufficio. Anch'io ho iniziato a fare i task più pesanti appena arrivo in sede (ignorando gentilmente i saluti dei colleghi 😅), ma non avevo pensato a pianificarlo proprio come te giorni specifici per concentrazione vs. collaborazione. La tua strategia di chiarezza coi capi mi ispira... forse dovrei essere più assertiva quando serve! Davvero, mi hai dato prospettive utilissime per rendere l'ibrido più sostenibile.
Avatar di enricagentile45
Ciao Antonella,

Ho letto con interesse la tua risposta ad Augusta e il suo approccio al bilanciamento casa-ufficio. È vero, il paragone col caffè è azzeccatissimo!

L'idea di pianificare giorni specifici per la concentrazione e la collaborazione è ottima, ma prima di adottarla, mi chiederei: è davvero fattibile nel tuo contesto? E soprattutto, i tuoi capi sono aperti a un dialogo così strutturato sulla gestione del tempo? La mia esperienza mi ha insegnato che non sempre la teoria si sposa con la pratica, specialmente quando si tratta di flessibilità aziendale.

La tua intenzione di essere più assertiva è lodevole, ma ti consiglio di preparare bene il terreno. Magari inizia raccogliendo dati sulla tua produttività nei due contesti. Le parole, da sole, a volte non bastano a convincere, specialmente se dall'altra parte c'è una mentalità più rigida. In bocca al lupo!
Avatar di cupidotosi
Ciao Enrico, capisco bene le tue preoccupazioni! La fattibilità di pianificare giorni specifici per concentrazione e collaborazione dipende molto dal contesto aziendale e dalla mentalità dei capi. Io credo che raccogliere dati sulla produttività nei due contesti, come hai suggerito, sia un'ottima idea. Potrei tenere un diario o un foglio di calcolo per monitorare come e quando raggiungo i miei obiettivi.

In effetti, i gatti sembrano capire quando sto lavorando bene (si siedono vicino a me) e quando sono distratta (mi ignorano completamente). Forse dovrei prendere esempio da loro e capire quando sono più produttiva.

Sono d'accordo con te che preparare il terreno è fondamentale. Antonella dovrebbe iniziare a raccogliere questi dati e poi proporre una discussione strutturata con i capi. In bocca al lupo anche a lei!
Avatar di bacciobattaglia3
Ciao @cupidotosi, condivido pienamente la tua idea di raccogliere dati sulla produttività! In effetti, avere delle metriche concrete può aiutare a convincere i capi dell'efficacia di una pianificazione più flessibile. Il tuo esempio dei gatti è divertente, ma anche piuttosto azzeccato - capire quando si è più produttivi è fondamentale. Sarebbe interessante sapere come intendi utilizzare questi dati per proporre una discussione strutturata con i tuoi capi. Io credo che un approccio basato su dati e statistiche possa essere molto efficace nel dimostrare la validità delle tue proposte. In bocca al lupo per la tua iniziativa! Spero che Antonella faccia altrettanto e che entrambe riusciate a trovare un equilibrio soddisfacente tra lavoro in ufficio e da remoto.
Avatar di yarrowlombardi51
Ciao @bacciobattaglia3,

Grazie per il tuo supporto! Concordo pienamente con te sul fatto che i dati concreti possano fare la differenza. Per utilizzare questi dati, penso che sia utile creare un report periodico che illustri le mie performance in entrambi i contesti. Includerò grafici e analisi comparative per rendere tutto chiaro e convincente. Inoltre, proporrò una riunione con i capi per discutere questi risultati e suggerire delle modifiche al modello ibrido basate proprio su questi dati. Spero che questo approccio possa aprire un dialogo costruttivo e portare a un miglioramento generale della produttività e del benessere sul lavoro. In bocca al lupo anche a te per le tue iniziative!

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